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ATTUALITA' - Manovra, Tremonti: paese l'ha accettata
Fare la correzione dei conti attraverso un aumento delle tasse sarebbe stato ''un suicidio''

ROMA - ''Non ci sara' un'altra manovra nel corso del 2010'', Lo ha detto il ministro dell'Economia Giulio Tremonti parlando alla Camera. Rivolgendosi ad un esponente dell'opposizione ha poi aggiunto: ''mi dispiace deluderla, un'altra manovra non ci sara'''.
Fare la correzione dei conti attraverso un aumento delle tasse sarebbe stato ''un suicidio''. Il ministro ha sottolineato che l'aggiustamento ''dal lato delle entrate sarebbe stato suicida. Se aumenti le tasse per finanziare livelli di spesa insostenibili fai la cosa opposta rispetto alla cosa che viene considerata giusta''.
"Il Parlamento ha fatto un buon lavoro. Le correzioni hanno avuto un senso. In alcuni casi si è trattato di correzioni di errori", ha aggiunto Tremonti.
"Ho visto un altissimo senso di responsabilità dal basso, dalle categorie interessate", come i lavoratori pubblici, e "un minore senso di repsonabilità dall'alto, da altri settori, come se ci fosse un attentato di lesa maestà". Ha affermato il ministro dell'Economia. "La rottura della coesione sociale, vi sto dando una notizia, non ci sarà neanche quest'anno", ha assicurato il ministro ricordando che era attesa nel 2008 e nel 2009, come conseguenza della crisi economica, "e poi non c'é stata".
IL PAESE L'HA ACCETTATA - "Il Paese nell'insieme ha accettato questo intervento con grande senso di responsabilità". Lo ha detto il ministro dell'Economia Giulio Tremonti parlando della manovra alla Commissione Bilancio della Camera.
"I tempi alla politica sono imposti dalla realtà, i numeri vengono ormai prima della politica". Ha detto il ministro dell'Economia, e riferendosi all'anticipo dei tempi della manovra correttiva da luglio, come era avvenuto negli ultimi anni, a fine maggio.
"Sul 2010 il decreto pesa minimamente". Tremonti ha spiegato che l'anticipazione dei tempi non è stata dettata da problemi delle finanze pubbliche italiane ma da una decisione presa congiuntamente in sede europea. "E' la correzione che avremmo fatto a luglio e che invece abbiamo anticipato a fine maggio, perché i tempi alla politica sono imposti dalla realtà". Tremonti ha sottolineato che, di fatto, questa "é la prima finanziaria europea".
Poi Tremonti ha parlato della pressione fiscale. ''E' chiaro che devi conservare una quota di spesa. Il nostro deficit e' causato solo dalla caduta delle entrate perche' il Pil e' sceso. Non puoi dire: devo ridurre le imposte perche' devo ridurre statisticamente la pressione fiscale. Allora devo ridurre le medicine per gli anziani?''.
"Non c'é nessun blocco del turn-over nella sanità". "E' stato fatto uno sciopero - ha detto il ministro - contro il blocco del turn-over nella sanità. A noi non risulta che ci sia. Non c'é".
ARRIVA 'SALVA-AMBASCIATORI' MA GOVERNO DICE NO
(di Chiara Scalise)
Maggioranza e opposizione, con un emendamento bipartisan alla manovra firmato anche da big come Massimo D'Alema e Pier Ferdinando Casini, provano a salvare gli ambasciatori dai tagli imposti dal governo. Ma il tentativo sembra destinato a restare sulla carta perché il governo fa sapere che il provvedimento non si tocca."Per noi - dice il sottosegretario all'Economia Luigi Casero - il testo è quello uscito dal Senato. Daremo parere contrario a tutti gli emendamenti". Compreso quindi quello sui diplomatici, che nei prossimi giorni potrebbero decidere di scioperare. E comunque, prova a rassicurare l'Esecutivo il relatore alla manovra Gioacchino Alfano (Pdl), non esistono "emendamenti concordati" che abbiano, di conseguenza, realistiche chance di essere approvati. Sono quasi mille le proposte di modifica presentate in commissione Bilancio alla Camera, di cui quelle a firma della maggioranza sono solo un centinaio mentre il Pd, che ha confezionato oltre 350 emendamenti, si dice pronto a discutere un pacchetto ristretto. "L'annuncio della fiducia - dice infatti il capogruppo Pd in commissione Bilancio ala Camera Pier Paolo Baretta - non farà venir meno la nostra totale opposizione a un provvedimento economico secondo noi depressivo ed iniquo". Questo governo "pende dalle labbra del ministro Tremonti - è però l'accusa che arriva dal vicepresidente del gruppo di Italia dei Valori alla Camera Antonio Borghesi - e non ammette discussioni". Ma a protestare contro le misure della manovra non sono solo le opposizioni. Dopo lo sciopero dei medici, si mobilitano i Vigili del fuoco che ieri hanno incrociato le braccia per 4 ore con un'adesione del 45% circa e gli agricoltori che invece sono scesi in piazza (in 3mila, stando ai dati della Coldiretti) contro la proroga della sospensione delle multe per le quote latte. Pronti a dare battaglia anche le forze di polizia: l'appuntamento è per oggi davanti Palazzo Montecitorio. "Lanceremo l'ultimo appello ai rappresentanti del popolo che siedono alla Camera - annunciano le organizzazioni sindacali - affinché evitino l'eutanasia della sicurezza". Difficile però che tali richieste trovino ascolto dal momento che lo spazio per eventuali correzioni alla manovra messa a punto dal ministro dell'Economia Giulio Tremonti è evidentemente inesistente. "La fiducia dà fiducia", ha ribadito ieri il ministro . Non è un caso dunque, che così come avviene anche per le Regioni, per cercare di trovare una soluzione che dia un po' di ossigeno al mondo della cultura il ministro Sandro Bondi più che puntare su modifiche immediate chieda direttamente a Silvio Berlusconi un Consiglio dei ministri ad hoc e l'apertura di un tavolo istituzionale. 'Presentero' - dice il titolare dei Beni Culturali - delle proposte necessarie per continuare a lavorare lungo la strada delle riforme".
Fonte Ansa
