Il Festival Culturale dei Borghi della Laga prosegue i suoi appuntamenti tra le aree del Teramano e non solo: l’edizione 2024 vede infatti anche eventi e momenti d’interesse sul versante laziale della Laga.
Lo scorso 6 luglio è stata la volta di Accumoli, in provincia di Rieti, dove si è tenuta una giornata davvero importante per l’enogastronomia del territorio.
L’evento dal titolo “Le comunità del cibo e i patrimoni immateriali UNESCO” infatti, ha visto la presentazione e a seguire le firme del Manifesto “I borghi rurali del Festival culturale della Laga e la candidatura della Cucina Italiana bene immateriale UNESCO”.
Una candidatura che nasce nel 2023 su impulso della Fondazione Casa Artusi, dell’Accademia Italiana di Cucina, del Collegio Culinario e della rivista “La Cucina Italiana”, ed è stata elaborata da un gruppo di esperti, coordinato da Pier Luigi Petrillo e da Elena Sinibaldi.
Il dossier mette in risalto come in Italia, la cucina, è qualcosa di quotidiano, un modo di prendersi cura di sè e degli altri, di ricordare le proprie origini e mantenerle vive trasmettendole alle nuove generazioni.
Il dossier sarà sottoposto ad una lunga e complessa valutazione da parte di un organo di esperti mondiali si concluderà dicembre 2025.
Un’iniziativa dunque lodevole e importante da parte dei membri del coordinamento del Festival Culturale dei Borghi della Laga che dimostra ancora una volta, come questo gruppo è attento e molto attivo a ridare il giusto valore e la giusta attenzione a zone da troppo tempo lasciate sole non solo dalle persone ma anche da chi dovrebbe e potrebbe sostenerle.
Un documento che ha visto come prima firma quella del presidente di Slow Food Lazio Luigi Pagliaro, l’assessore del Comune di Accumoli Corrado Volpetti, Virginia Di Matteo del Comune di Cortino, Angela Ricci Laga Chef, Roberto Gualandri coordinatore Rete Territoriale Comunità della Laga e tanti altri rappresentati e cittadini del territorio.
Nel dettaglio, il manifesto prevede che:
- Le Comunità si impegnano a conoscere e valorizzare il patrimonio culturale dei propri Borghi, all’interno dei quali la Cucina è un importante elemento di identità collettiva;
- le Comunità si impegnano a tutelare e trasmettere alle future generazioni saperi tradizionali e culturali legati al cibo buono e sano;
- le Comunità si impegnano a favore delle specificità del territorio attraverso il sostegno alla promozione turistica, l’uso di prodotti locali nei ristoranti e nelle famiglie, la ricerca e valorizzazione di ricette tradizionali;
- le Comunità si impegnano a fare dell’accoglienza e dell’ospitalità una caratteristica dei nostri borghi;
- le Comunità si impegnano a creare filiere corte e occasioni particolari dove i piccoli produttori abbiamo la possibilità di presentare e vendere i loro prodotti (fiere di qualità, mercatini, esposizioni);
- le Comunità si impegnano perché le sagre paesane siano guidate da principi ispiratori della candidatura: sostenibilità, convivialità, senso della festa, rito, gestualità, cibo buono e sano;
- le Comunità si impegnano perché anche nella ristorazione collettiva (mense, scuole) siano rispettati i principi sovraesposti, con particolare attenzione al contrasto dello spreco alimentare.