Commissione Nuova Pescara, Croce ospita Mattoscio. “La città che verrà potrà essere affiancata da municipi”

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“La nascita della Nuova Pescara dovrà e potrà essere affiancata dalla costituzione dei Municipi, Organismi di riferimento territoriale, che non dovranno essere delle stanze chiuse o dei carrozzoni, ma dovranno svolgere una specifica azione propulsiva, garantendo un legame forte con i territori e dovranno poter contare sulla disponibilità personale di risorse adeguate. La costituzione della nuova città, attraverso la fusione di Pescara, Montesilvano e Spoltore, non andrà a cancellare identità e storia, ma piuttosto dovrà avere la capacità di farsi carico dei problemi di valenza strategica di tutto il bacino del medio Adriatico, ed è questa la realtà in via di costituzione che è stata prefigurata dal professor Nicola Mattoscio, membro del Comitato promotore per la nascita de La Nuova Pescara, ascoltato oggi in Commissione, per fissare punti e paletti su quel processo legislativo e amministrativo ancora in itinere”. Lo ha detto il Presidente della Commissione Statuto e Nuova Pescara, l’avvocato Claudio Croce ufficializzando l’esito odierno della seduta che ha visto la presenza del professor Mattoscio.

“Partiamo dalla situazione attuale – ha precisato in apertura di seduta il Presidente Croce -: la legge prevede l’istituzione de La Nuova Pescara alla data del primo gennaio 2023, che significa tra meno di due mesi. Un tempo molto ridotto, ma la stessa legge ha dato la possibilità di far slittare la costituzione al primo gennaio 2024 con il voto favorevole dei due terzi dei componenti dei tre Consigli comunali coinvolti. Pescara e Montesilvano hanno già votato per lo slittamento al 2024, il Consiglio comunale di Spoltore si riunirà il prossimo 10 novembre. Tuttavia il gap sta nella previsione normativa secondo cui se uno dei tre Comuni comunque non dovesse votare per lo slittamento, anche il voto delle Assemblee di Pescara e Montesilvano sarebbe inefficace e sarebbe confermata la data di nascita de La Nuova Pescara al prossimo primo gennaio 2023 con la nomina di un Commissario ad acta che dovrà completare l’iter amministrativo. L’unica alternativa per far slittare l’istituzione della Nuova città di almeno un anno per permettere agli uffici di completare correttamente l’iter di fusione, sarebbe l’approvazione di una nuova legge regionale specifica”. “A fronte di una scadenza ormai imminente abbiamo più di una prospettiva su cui aprire una riflessione – ha suggerito il professor Mattoscio -: innanzitutto le opportunità che si apriranno per il nostro territorio attraverso la nascita della nuova città. In secondo luogo, la drammatizzazione che si sta delineando su un percorso amministrativo che invece avrebbe dovuto essere fisiologico se ben governato e dovrebbe portare ottimi risultati. Sul tema della scadenza imminente è in gioco la credibilità della classe dirigente che dev’essere consapevole di rischiare di passare alla storia per un fallimento. Oggi parliamo dell’attuazione di una legge che ha iniziato il suo iter nel 2010, siamo nel 2022, ancora non riusciamo a chiudere, è evidente che c’è un problema, ovvero è in discussione la volontà a realizzare realmente il progetto. La verità è che non ci si vuole confrontare con il tema vero, ossia che non tutti sono convinti sulla opportunità di attuare il progetto. Eppure viviamo in un’epoca che a livello mondiale sta determinando stravolgimenti inimmaginabili, a partire da quelli economici. Viviamo in un’epoca in cui le prime 10 città al mondo per importanza producono in tutto il 10 per cento della ricchezza mondiale; negli Stati Uniti le tre principali città, New York, Los Angeles e Boston producono un quinto del reddito complessivo di tutto il Paese”. “Dunque – ha ripreso il Presidente Croce – è l’economia stessa che impone delle trasformazioni e nuove definizioni dei confini territoriali”. “Pensare di governare un Paese con 8mila Comuni significa non andare da nessuna parte, abbiamo problemi di prossimità oggi insuperabili che rischiano di bloccare anche iniziative come i progetti e i finanziamenti del PNRR. Poi c’è un problema di legittimità: due Consigli comunali hanno deliberato – ha proseguito il professor Mattoscio -, il terzo non ha legittimamente deliberato e a questo punto chi ha il diritto di prevalere? Due Comuni che pure rappresentano circa 160-170mila abitanti o il terzo? Si sta oggi ponendo chiaramente un problema di democrazia. Veniamo allora alla strategia che attualmente è possibile attuare: è chiaramente dura immaginare la nascita della nuova città nel mese e mezzo che abbiamo davanti, seppur io sia sempre stato personalmente contrario al rinvio dei termini. E allora auspico che il Comune di Spoltore possa condividere il rinvio al 2024, per poi individuare delle soluzioni amministrative che consentano una serena transizione verso la nuova città, confutando anche dubbi, perplessità, timori. Ad esempio, per chi agita lo spettro di un bilancio più duro verso Spoltore in termini di applicazione di tasse e canoni, va ricordato che, come previsto dalla legge stessa, per i primi cinque anni dalla nascita della nuova città il sistema tariffario della tassazione locale può restare immutato, per i primi cinque anni non si tocca nulla, proprio per evitare problematiche in termini di iniquità. E poi rappresenta l’occasione per sperimentare il federalismo fiscale comunale, perché la norma consente e prevede la nascita dei Municipi che dovranno poter contare su risorse adeguate per essere operativi. La Nuova Pescara – ha ribadito il professor Mattoscio – dovrà essere una città leggera che si farà carico dei problemi di valenza strategica di tutto il bacino del medio Adriatico, lasciando ai Municipi molte competenze. Ovviamente per realizzare tale progetto occorre avere una visione, che ci consenta di definire anche quante risorse vanno assegnate ai Municipi e quante alla Nuova Pescara, una visione di una nuova grande città che dovrà avere la capacità e il coraggio di rapportarsi direttamente con gli Organismi centrali di Governo e con l’Europa”. “Fondere i comuni di Spoltore, Pescara e Montesilvano – ha concluso il Presidente Croce – significa creare nuove opportunità in prospettiva europea, essere pionieristici e dare un futuro migliore alle prossime generazioni”.