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      HomeAttualitàIsola del Gran Sasso, la voce ritrovata

      Isola del Gran Sasso, la voce ritrovata

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      C’è un tempo per ricordare e un tempo per rinascere. Il 15 giugno 2025, al Museo Stauros di San Gabriele, questi due tempi si sono fusi in un’unica vibrazione condivisa: quella della voce del Coro Folkloristico di Isola del Gran Sasso, protagonista assoluto della serata “Tra ieri e oggi – Un viaggio nella memoria e nella tradizione”. Un ritorno emozionante e atteso, che ha segnato la rinascita del coro storico fondato nel 1978, le cui radici ideali risalgono agli anni ’30. L’iniziativa, fortemente voluta dalla Fondazione Riccardo Serrini-Parrozzani e sostenuta da enti e associazioni del territorio, ha coinvolto un pubblico numeroso e commosso. A condurre con grazia e sensibilità la serata è stata la giornalista e scrittrice Lisa Di Giovanni, che ha saputo accompagnare il pubblico in un percorso narrativo fatto di ricordi e armonie, di parole profonde e canti senza tempo.

      La direzione musicale è stata affidata al Maestro Andrea Di Sabatino, attuale direttore del Coro, che ha guidato i coristi con passione e competenza, rinnovando l’intensità del repertorio tradizionale abruzzese. Accanto a lui, i Maestri Rampa e Memo—quest’ultimo presente attraverso un toccante messaggio scritto—figure storiche del gruppo, hanno riportato in scena l’eco delle origini, ricucendo il legame tra generazioni. Tra i momenti più toccanti: le interpretazioni di brani popolari come Vola vola vola, gli interventi poetici di Guido Fiorile, la testimonianza luminosa di Letizia Ciarrocchi, il prezioso contributo del giornalista Pietro Colantoni e l’intervento di Fiammetta Ricci, voce narrante della memoria. Non sono mancati i saluti istituzionali, affidati al Sindaco Andrea Ianni, che ha ricordato con orgoglio il valore identitario della tradizione, e alla Prof.ssa Maria Luigia Trivellizzi, presidente della Fondazione, il cui instancabile impegno ha reso possibile la rinascita del progetto.

      Tra emozione e consapevolezza, tra musica e radici, la serata si è chiusa con una lunga standing ovation: un abbraccio simbolico di una comunità che si riconosce nelle proprie voci e che guarda al futuro senza dimenticare ciò che è stata.

      Non è una fine. È un inizio. Di una storia che continua a cantare.

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