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      La scuola non può essere padre, figlio e spirito santo

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      di Paolo de Carolis

      Basta, la scuola non può affrontare, caricarsi e risolvere da sola tutti i problemi  della società odierna. Bisogna rimettere al centro la famiglia. E, per essere padri e madri non basta l’appartenenza di genere. Mettere al mondo figli significa anteporre le loro esigenze di crescita e formazione, prima di tutto, anche ai propri bisogni fisiologici, lato sensu. Ma come siamo arrivati fin qui? Quale terribile divinità ha disegnato un destino così tragico?
      Non è facile da dire. Certo,  negli ultimi anni,  il fenomeno ha avuto un’accelerazione micidiale.  I modelli culturali di riferimento sono scomparsi, un po’ alla volta. Le idee, i valori,  i sogni, gli scopi, la fede hanno  lasciato il posto all’egoismo sfrenato, alla voglia di emergere a tutti i costi, insieme al desiderio di cercare e ottenere il benessere, indipendentemente dal merito.  Così,  il successo formativo nella scuola è diventato prerogativa inalienabile mentre, il diritto allo studio si è confuso strumentalmente col diritto al diploma. 

      E la famiglia?  Assente, persa dietro l’egoismo di genitori disperatamente alla ricerca di una giovinezza perduta e, viepiù, impegnati a vestire i panni di Faust. E i modelli educativi? Scomparsi nel baratro del vuoto cosmico di una società vecchia e malandata, preoccupata solo di cercare il superfluo e l’effimero. Gli esempi? Troppe volte sbagliati, specie quando, come un mantra, ripetono refrain nel tentativo di far diventare regola l’eccezione. 

      Tanti, troppi idoli, ideologizzati, celebrano vino, fumo e trasgressioni assortite, omettendo colpevolmente i rischi sociali e di salute che vi si nascondono dentro. E i maestri (se sono buoni o cattivi non è qui da dire), oggi, propongono serie TV in cui gli eroi sono i criminali, la musica, dal canto suo, celebra storie di periferie degradate in cui la droga è comunque un viatico. Il lieto fine è stato drammaticamente cancellato e il virtuale e il reale non hanno più distinzione

      Tutto, insomma, è vanità, solo apparenza senza sostanza alcuna. E la scuola? La scuola deve far fronte a tutto questo disastro? Deve essere mamma, padre, figlio e spirito santo allo stesso tempo? Può essere?

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