Riorganizzazione del Pronto Soccorso: stato dell’arte

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L’Assessore alla Salute della Regione Abruzzo, Nicoletta Verì, ha effettuato una visita presso il Pronto Soccorso dell’Ospedale di Pescara, accolta dal Direttore Generale Vero Michitelli e dalla Direttrice del Pronto Soccorso dr.ssa Tiziana Ferrara.

La dr.ssa Ferrara ha presentato la situazione della riorganizzazione della struttura.

Dal momento del suo insediamento, avvenuto il 1° novembre 2022, è stata effettuata, come prima azione, un’analisi delle criticità, da cui è emerso come il fattore predominante fosse legato ad un sovraffollamento dovuto alla presenza in lunga sosta di pazienti in attesa di ricovero nei reparti (cosiddetto “boarding”).

Il Pronto Soccorso risultava appesantito da 3 macroaree interne, ovvero:

  1. Area critica
  2. Area (strutturata) di attesa per il ricovero (“Admission room”)
  3. Area (non strutturata) di attesa per il ricovero (“Boarding area”)

In tale contesto la parola d’ordine è stata “riorganizzazione”.

Così è stato avviato, il 1° marzo 2023, un processo di riorganizzazione delle attività interne teso al governo dei flussi di pazienti in trattamento ed allo snellimento dei tempi di permanenza dei pazienti nei locali del Pronto Soccorso.

Le attività sono state quindi riorganizzate per funzioni, mediche e infermieristiche, ad isorisorse.

Al 1° luglio era già documentabile un primo risultato tangibile sui tempi medi di attesa per la visita, ridotti – per i codici gialli – del 16% rispetto al quadrimestre precedente (2h:33m da 3h:2m).

L’intuizione progettuale è andata sempre più affinandosi con una pianificazione del lavoro nelle 3 macroaree secondo una logica di “processo”: ovvero si è andata stratificando l’attività assistenziale per livelli di gravità, prevedendo la possibilità di dimettere i pazienti direttamente dal Pronto Soccorso.

In pratica, grazie alle competenze multidisciplinari del medico dell’urgenza, la selezione dei casi clinici ha reso possibile, in molte occasioni, la risoluzione del quadro acuto già in Pronto Soccorso.

L’attività di dimissione, inoltre, è stata facilitata dalla possibilità di far seguire casi selezionati presso i Day Hospital, o con l’adeguata assistenza territoriale; ottenendo, con ciò, anche il vantaggio di un minor numero di pazienti da ricoverare e di una maggiore disponibilità di posti letto per casi acuti.

Tutto il lavoro futuro va in questa direzione, per far sì che il Pronto Soccorso possa mantenere la sua funzione di emergenza-urgenza insieme a nuove e sfidanti opportunità di garantire soluzioni di filtro tra territorio ed ospedale.