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      Spoltore caos. I consiglieri Ranghelli, Della Torre e D’Ettorre invitano alle dimissioni gli oppositori della Nuova Pescara

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      Il Comune di Spoltore è un film. Purtroppo, non si tratta di un film divertente. I consiglieri Agnese RanghelliMarco Della Torre e Stelvio D’Ettorre, con lodevole coraggio, hanno scritto una nota dal titolo “Quando la Politica si rifiuta di decidere” in riferimento a quanto accaduto nell’ultima seduta del Consiglio comunale di Spoltore, che avrebbe dovuto decidere sulla data di nascita della Nuova Pescara. In quell’occasione il Consiglio, facendo una figura pessima, ha deciso di non decidere. Il rinvio al 10 novembre ha sancito l’incapacità dell’amministrazione spoltorese di gestire Nuova Pescara.

      Di seguito, il testo in formato integrale riportato dalla testata Spoltorenotizie.it:

      “L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE DI SPOLTORE, FORTE DELLA RICONFERMA DA POCO OTTENUTA, CONTINUA LA TELENOVELA ALLO STESSO MODO DELLA PRECEDENTE, ATTUANDO TATTICHE ED ESCAMOTAGE CON CHIARI INTENTI OSTRUZIONISTICI ALLA FUSIONE DEI COMUNI DI PESCARA, MONTESILVANO E SPOLTORE, a questo punto collocandola a nostro parere tra gli Ignavi, gli Incapaci o, forse più semplicemente, tra coloro che pensano solo a difendere il proprio orticello senza una minima visione lungimirante.
      IL FATTO
      L.R. ABRUZZO N. 26/2018 – PROPOSTA DI DIFFERIMENTO DELL’ISTITUZIONE DEL COMUNE DI NUOVA PESCARA AL 1 GENNAIO 2024.
      La maggioranza come da prassi, tramite il Presidente, convoca il Consiglio Comunale Giovedì scorso e pone all’ordine del giorno, l’approvazione del rinvio al 2024 della costituzione del Comune della Nuova Pescara, ad evitare la nomina del Commissario nell’anno 2023. In buona sostanza, la Legge regionale, in caso di inerzia degli enti, prevede che si possa insediare un Commissario ad acta nel 2023, per la stesura dello statuto e quant’altro necessario alla reale fusione dei tre Comuni. Altresì, la Legge regionale, per tali adempimenti, prevede un ultimo rimando all’anno 2024.
      IL PUNTO
      Dopo aver dibattuto molto sulla questione, dalla maggioranza proviene la richiesta di sospensiva momentanea, che posta a votazione, viene accolta, pur non avendo a nostro sommesso parere alcun senso. Alla ripresa dei lavori, inspiegabilmente, l’argomento posto a votazione viene rinviato ad altra data, nonostante la nostra decisa opposizione: è ragionevole dedurre che le anime politiche all’interno della stessa maggioranza siano divise e persino distanti tra loro sulla vicenda e non solo, forse qualche consigliere anche confuso dalle dichiarazioni contrastanti del sindaco e del presidente del consiglio.
      Resta il fatto che, dopo anni di poca responsabilità e totale inerzia, senza una benché minima proposta seria, presentata dall’amministrazione di Spoltore, circa l’istituenda Nuova Pescara, ancora una volta il voto democratico e popolare, liberamente espressosi a favore della fusione dei comuni, rischia di essere disatteso, se non calpestato. Peraltro, preme ricordare che il referendum popolare del 2014 veniva promosso e sostenuto, in primis, da politici riferibili allo stesso colore dell’odierna maggioranza al governo di Spoltore e allo stesso modo, dicasi per la promulgazione della Legge regionale 26/2018.
      Ben sapendo che bisognava, e visto che non è stato fatto, bisognerebbe sicuramente puntualizzare e migliorare atti legislativi e clausole di salvaguardia in ordine alle vocazioni e specificità dei territori, non è più tollerabile rinviare un processo di unificazione delle realtà comunali (Spoltore, Pescara e Montesilvano) dalle grandi opportunità, se ben accompagnate da una classe politica capace di visione illuminata e responsabile, tesa a scelte di un futuro migliore dei territori e propri cittadini, in particolare dei giovani, tanto declamati a parole, e sino ad oggi non conseguito nei fatti concreti. Appare strano, l’immotivata resistenza di certi politici spoltoresi che sembrano occupati più a tenere curati i propri giardini e recinti, senza preoccuparsi minimamente delle case sempre più vuote (chi vuole intendere intenda).
      Noi consiglieri di minoranza, sollecitiamo l’assise comunale a volare alto, pur nella giusta rivendicazione delle peculiarità e vocazione del territorio di Spoltore: allo scopo, la passata amministrazione, che vede nell’attuale Giunta molti della passata gestione, avrebbe dovuto nominare un consulente esperto in materia, per produrre una bozza di statuto, dove precisare il ruolo e la rappresentanza del nostro territorio nella Istituenda Nuova Pescara (cosa che ha giustamente già fatto l’amministrazione De Martinis nominando il Professor Orru, Professore Ordinario della Facoltà di Giurisprudenza di Teramo, e con il quale si sta procedendo alacremente alla redazione dello Statuto).
      Si porti all’attenzione delle tre amministrazioni, alcune clausole di salvaguardia; ad esempio la ripartizione delle risorse economiche (statali e regionali) messe a disposizione per la fusione, la cui distribuzione equilibrata, dovrebbe tenere conto, sia dell’aspetto demografico, sia dell’ampiezza territoriale e la potenzialità di pianificazione, in termini di insediamenti pubblici, privati, produttivi, sociali e culturali.
      Non si perda inutilmente altro tempo e si lavori di gran lena per realizzare la migliore delle operazioni, mai realizzate fin o ad oggi, in Abruzzo ed in Italia e, persino in Europa.
      Il vero obiettivo, pertanto, non sia quello di guadagnare tempo (strumento a cui la brutta politica ricorre spesso) per non decidere, ma compito assegnato alla Politica è quello di decidere: allora si decida e si facciano proposte efficaci, senza rimanere a guardare e rischiando poi “di non toccare palla”, subendo decisioni di altri.
      Il tempo dell’oggi, non aspetta ulteriori tattiche e ritardi: siamo chiamati ad un lavoro sodo ed importante, per dare sostanza alle opportunità straordinarie che una grande Città offre: CHI NON HA QUESTO CORAGGIO O NON SI RITIENE ALL’ALTEZZA SI DIMETTA”.

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