
di Pierpaolo Di Carlo
I momenti più importanti, quelli che cambiano il corso degli eventi, per quanto effimeri e brevi, possono racchiudere una serie di significati dallo straordinario spessore. Sono istanti che si dilatano nella nostra mente, assumendo una forma precisa e accompagnandoci per molto tempo.
In questo caso specifico, possiamo collocare l’evento al dodicesimo minuto, quando l’espulsione ai danni della Ternana, ha dato una svolta alla partita, che si è trasformata in un monologo senza particolari asterischi. Il cartellino della discordia ha stroncato le possibilità degli umbri di rendersi pericolosi, obbligandoli a limitare i danni e provare a sfruttare ripartenze tanto sporadiche quanto inefficaci. La linea arbitrale e le sue decisioni hanno visibilmente influito anche sulla tenuta psicologica degli uomini di Liverani, con reazioni e atteggiamenti nervosi che li hanno portati a fare i conti con diversi altri cartellini. Dall’altro lato del campo, il Pescara ha mantenuto per larghissimi tratti il pallino del gioco, trovando anche un gol fortuito ma prezioso come un diamante. Questo, oltre ad avere un peso in previsione del ritorno, ha influito sull’umore degli avversari, tramortiti da una serie di sfortunati eventi. Un’andata in discesa, che quasi mai ha fatto credere in un risultato diverso, non deve però essere un motivo di relax per i biancazzurri. Non sarà la prima volta che il Pescara avrà la fortuna di giocare un ritorno in casa partendo da una situazione di vantaggio. Ma in queste occasioni, come detto più volte dal Tecnico Baldini, nonostante le condizioni favorevoli, è sempre sceso in campo con la consapevolezza di dover vincere.
L’ultimo ballo, a prescindere da quello che è successo stasera, dovrà essere il momento in cui dare tutto ciò che è rimasto. Non ci sono risultati di partenza che reggano, perché l’unica cosa che conta è raggiungere l’obiettivo.