Burraco tra passione e ossessione: il doppio volto del gioco nel saggio di Marco Uggè

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di Paolo De Carolis

PESCARA- Il burraco è molto più di un gioco di carte. È rito sociale, sfida mentale, passatempo elegante oppure — a seconda dei punti di vista — una piccola ossessione collettiva. È proprio su questa ambivalenza che si costruisce Burraco SÌ Burraco NO (Mursia, 216 pagine, 17 euro), il nuovo libro di Marco Uggè, un saggio che riesce a essere contemporaneamente manuale, racconto ironico e piccola indagine esistenziale su uno dei giochi più amati — e talvolta più detestati — d’Italia.
L’idea di fondo è semplice ma efficace: raccontare il burraco nelle sue due anime. Da una parte c’è il Burraco SÌ, che celebra il gioco come palestra per la mente, capace di affinare logica, intuizione e pazienza. Dall’altra il Burraco NO, dove emergono con tono caustico le nevrosi e i piccoli deliri che spesso accompagnano i giocatori più accaniti: l’ansia della mossa sbagliata, le strategie difese con fervore quasi ideologico, le amicizie messe a dura prova da una carta pescata nel momento sbagliato.
Il libro è costruito proprio su questo doppio registro. Ogni capitolo tecnico trova il suo contrappunto ironico, in un continuo gioco di specchi che smonta certezze e stereotipi. Ne nasce una lettura dinamica, lontana anni luce dai tradizionali manuali di gioco, spesso aridi e schematici.
Una delle novità più interessanti del volume è l’utilizzo dell’intelligenza artificiale come strumento di analisi delle probabilità e delle dinamiche di gioco. Uggè ha infatti affiancato all’esperienza diretta un approccio statistico capace di individuare schemi e strategie che spesso sfuggono all’occhio umano. Un esperimento nato quasi per curiosità ma rivelatosi sorprendentemente efficace: anche le scelte apparentemente più banali, osservate con l’aiuto dell’I.A., possono diventare decisive nella costruzione di una strategia vincente.
A rendere il testo ancora più accessibile è la scelta narrativa dell’autore. Le strategie non sono illustrate attraverso il consueto linguaggio tecnico dei manuali — sigle, posizioni e simboli — ma raccontate in forma discorsiva, con esempi concreti e situazioni riconoscibili da chiunque abbia almeno una volta preso in mano un mazzo di carte. A completare il tutto, un pratico vademecum che permette al lettore di consultare rapidamente le indicazioni più utili prima della prossima partita.
Il libro si chiude con un curioso test psicologico “a trabocchetto”, che prova a rispondere a una domanda semplice quanto insidiosa: siamo davvero giocatori di burraco o soltanto convinti di non esserlo?
Con Burraco SÌ Burraco NO, Marco Uggè — autore lodigiano classe 1961, attivo tra comunicazione visiva, linguaggi artistici e sperimentazione narrativa — offre dunque un volume originale e intelligente. Un libro che osserva il burraco da vicino, con rigore ma senza mai prendersi troppo sul serio.
Il risultato è una lettura piacevole e sorprendente, capace di parlare sia agli appassionati incalliti sia a chi guarda con sospetto quel tavolo di carte che, tra strategie e battute, continua da anni a conquistare intere generazioni di giocatori.