Del Trecco su realizzazione biodigestore e la polemica del  Pd

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Alle polemiche infondate del Pd e del consigliere regionale Blasioli, il centrodestra contrappone fatti e date certi: entro i primi mesi del 2025 entrerà a pieno regime il nuovo impianto anaerobico per il trattamento dei rifiuti organici di tutti i Comuni che afferiscono ad Ambiente Spa, ovvero il biodigestore. Entro quella data garantiremo una capacità di raccolta differenziata del pattume per almeno 40mila tonnellate l’anno, lavorando soprattutto sui Comuni soci di Pescara, come Montesilvano alzando ovunque la quota differenziata. E l’impianto verrà realizzato con i fondi della Banca Europea d’Investimenti, anziché con quelli del Piano Nazionale di Rinascita e Resilienza perché questi ultimi erano destinati ai Comuni, alle pubbliche amministrazioni, mentre la nostra struttura verrà realizzata direttamente dalla nostra partecipata, evitandoci anche di dover individuare un Comune capofila con tutte le conseguenze burocratiche”. È la replica dell’assessore all’Ambiente Isabella Del Trecco alle polemiche sollevate dal Pd circa la realizzazione del nuovo biodigestore a Città Sant’Angelo.

Il Progetto di realizzazione dell’impianto anaerobico a servizio del trattamento della frazione umida dei rifiuti organici di Pescara – ha spiegato l’assessore Del Treccoè un progetto ambizioso perché si tratta del primo impianto pubblico del genere. Teniamo conto che oggi quei rifiuti vengono portati ad Avezzano con costi notevoli, legati allo smaltimento del prodotto, ma anche al suo trasporto da Pescara, che ha la sua incidenza e non è la soluzione peggiore se pensiamo che ci sono alcuni Comuni pure soci di Ambiente che trasportano quei rifiuti sino all’Emilia Romagna o il Veneto. Disporre nella nostra provincia di tale impianto biodigestore pubblico significa ridurre drasticamente i costi di trasporto e di smaltimento e, di contro, avere delle agevolazioni, a partire dalla produzione di biogas che, opportunamente lavorato, diventa biometano e compost. Già da due anni la nostra amministrazione comunale ha iniziato a lavorare al progetto, riuscendo oggi a chiudere l’investimento attraverso un finanziamento della Bei, consentendoci di partire con il Project Financing. La strada del PNRR non era percorribile per diverse ragioni che, basta leggere le carte e acquisire dimestichezza con la materia, per capire e condividere, mettendo da parte le strumentalizzazioni della politica: innanzitutto perché ogni Comune avrebbe dovuto predisporre una delibera di adesione e il Comune che, tra i 32 soci, avrebbe concesso l’area sul proprio territorio sarebbe dovuto divenire capofila di tutto il progetto con tutte le criticità e lungaggini del caso. La BEI ha invece vincoli minori, tempi diversi e ora l’obiettivo è quello di realizzare un impianto sostenibile e a impatto zero. Tra l’altro, al momento dell’eventuale candidatura al Piano Nazionale di Rinascita e Resilienza era obbligatorio e indispensabile indicare subito l’area che avrebbe ospitato la struttura, area della quale invece in quel momento non avevamo certezza. La struttura, che ha un costo stimato in 30,7 milioni di euro, rappresenterà la madre di tutti gli impianti che servirà a gestire la frazione umida, a oggi non c’è nessuno nella provincia di Pescara che abbia una tale struttura, e consideriamo che la frazione organica opportunamente trattata genera biogas che al 60 per cento raffinato diventa biometano e al 45 per cento CO2. Ricorriamo ai fondi BEI e non PNRR perché questi ultimi erano e sono rivolti ai Comuni che avrebbero quindi dovuto consorziarsi o stipulare una convenzione, generando una inutile lungaggine burocratica, a invarianza dei costi a carico dei cittadini. Attualmente sappiamo che per il trattamento della frazione organica spendiamo 119 euro a tonnellate più 25 euro per il trasporto, ovvero 144 euro, che scenderà a 95 euro a tonnellata disponendo di un impianto nella nostra provincia. I fondi della BEI andranno restituiti in 22 anni più 4 anni di preammortamento; attualmente smaltiamo circa 34mila tonnellate di Forsu, la Frazione Organica dei Rifiuti solidi Urbani, entro i prossimi cinque anni dovremo incrementare la stessa raccolta differenziata su tutte le città, portando Pescara a 41mila tonnellate, ed è questo l’impegno su cui dovremo concentrare le nostre energie. Nel frattempo – ha ricordato l’assessore Del Trecco – Ambiente Spa ha candidato tre progetti per i fondi del PNRR, ovvero la digitalizzazione dell’impianto di Alanno, installando la lettura ottica per separare la plastica, procedura che incide sulla capacità di trattamento e riduce la manodopera aumentando la qualità delle plastiche; poi l’inserimento nella piattaforma di Loreto Aprutino, che si occupa della raccolta del vetro per tutta l’area vestina, dell’impianto di trattamento dei RAEE; infine il rinnovo del Parco mezzi per un milione e mezzo di euro, con mezzi ibridi ed elettrici, tranne tre nuovi mezzi grandi che dovranno essere necessariamente Euro 6”.