La Asl di Pescara sui medici pensionati richiamati al lavoro fa chiarezza.

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In merito agli articoli apparsi questa mattina, 6 febbraio 2023 – Il Centro pag. 13 “C’è carenza di medici. Ora la ASL richiama i pensionati a lavoro”; Il Messaggero Abruzzo pag. 39, “La ASL richiama i pensionati insorgono i sindacati: “Precedenza ai nuovi concorsi” – la ASL di Pescara precisa quanto segue.

La Delibera n. 109 del 31/12/2023 a firma del Direttore Generale Vincenzo Ciamponi, che i sindacati di Pescara – Fp Cgl, Fp Cisl, Fials e Nursind –  vorrebbero fosse revocata, è volta a garantire continuità nell’attività clinico assistenziale della ASL di Pescara, a fronte di possibili carenze di organico per pensionamenti e/o malattie del personale sanitario in servizio.

La delibera stessa, infatti, è finalizzata a “raccogliere manifestazioni di interesse per prestare attività clinico assistenziale presso l’ASL di Pescara della Regione Abruzzo, al fine di costituire un apposito elenco aperto di medici e personale sanitario di area comparto e Operatori Socio Sanitari disponibili a prestare attività su turni H24, 7 giorni su 7, da cui attingere per far fronte alle contingenti esigenze del territorio regionale per l’affidamento di incarichi di lavoro autonomo, anche di collaborazione coordinata e continuativa”.

Tale tipologia di avviso viene predisposta dall’Azienda Sanitaria ogni anno, non al fine di precludere l’indizione di bandi di concorso per il reclutamento di nuove risorse, ma solo per la necessità di scongiurare disservizio pubblico a fronte di temporanee carenze di personale o a fronte di necessità di potenziamento temporaneo degli organici.

La carenza di personale sanitario, soprattutto di area medica, diffusa in ambito nazionale, sta determinando situazioni di rischio di insostenibilità di erogazione di taluni servizi, aggravata dal primo gennaio 2023 dall’impossibilità di poter avvalersi di medici specializzandi come invece è stato possibile fino al 31/12/2022. Il legislatore non ha infatti disposto la proroga, sul 2023, delle previsioni di conferimento incarico ai medici specializzandi.

La tutela della salute pubblica impone, in via prudenziale, di porre in atto tutti gli strumenti legittimi atti a garantirla.