Palazzo Tilli di Casoli mostra i suoi tesori ai sindaci de “I Borghi più belli d’Italia”

Palazzo Tilli di Casoli (Chieti) ha accolto i sindaci dell’associazione “I Borghi più belli d’Italia” mostrando il suo magnifico patrimonio artistico, architettonico, culturale e storico. L’incontro c’è stato in occasione dell’ottava tappa del percorso di avvicinamento al XIV Festival nazionale dei Borghi più belli d’Italia, che si terrà a settembre ad Abbateggio e Caramanico Terme (Pescara). Una delegazione composta da una trentina di sindaci abruzzesi e molisani, ha visitato l’edificio settecentesco nel corso di un tour tra i principali monumenti e luoghi suggestivi del paese. La delegazione ha ammirato gli splendidi saloni con affreschi e decorazioni, la cappella, la stalla, l’ampia terrazza con vista sulla vallata e le cantine che furono le sedi numero 2 e 3 del campo di internamento fascista dal 1940 al 1944. Alla visita ha fatto seguito una degustazione di prodotti tipici del territorio casolano. “E’ stata una giornata speciale che ha visto la comunità casolana aprire il guardaroba e esibito i suoi abiti più belli di tradizioni, architettura, storia, cultura, natura e gastronomia – sottolinea Antonella Allegrino, proprietaria dell’edificio storico – Palazzo Tilli, scrigno di tesori, ha mostrato agli ospiti ai sindaci dei ‘Borghi più belli d’Italia’ presenti a Casoli, la bellezza di un restauro conservativo messo a disposizione dello sviluppo turistico del territorio. L’invito è rivolto alle amministrazioni comunali e alla relazione pubblico/privato affinché facciano rete per lo sviluppo della straordinaria risorsa rappresentata dal turismo”. Il tour è stato seguito da un dibattito su questa preziosa collaborazione finalizzata al recupero e alla valorizzazione del patrimonio storico e architettonico dei palazzi di pregio presenti nel centro storico di Casoli. L’associazione de “I Borghi più belli d’Italia” è sorta dall’esigenza di valorizzare il grande patrimonio di storia, arte, cultura, ambiente e tradizioni presente nei piccoli centri italiani che sono, per la grande parte, emarginati dai flussi dei visitatori e dei turisti. Si prefigge di garantire – attraverso la tutela, il recupero e la valorizzazione – il mantenimento di un patrimonio di monumenti e di memorie che altrimenti andrebbe irrimediabilmente perduto.

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