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      Chi sono le laureate e i laureati dell’Università di Bologna: il rapporto AlmaLaurea 2024

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      L’Alma Mater si conferma un grande ateneo capace di accogliere studentesse e studenti da tutta Italia e da tutto il mondo, offrendo loro una formazione di alta qualità, che viene premiata nel passaggio al mondo del lavoro. Sopra la media nazionale i numeri di chi si laurea in corso, di chi ha fatto un’esperienza di studio all’estero e il tasso di occupazione sia a un anno che a cinque anni dalla laurea

      Un Ateneo inclusivo e fortemente attrattivo, che offre attività formative e servizi di alta qualità. È l’immagine che arriva dal nuovo Rapporto sul Profilo e sulla Condizione occupazionale dei laureati realizzato dal Consorzio Interuniversitario AlmaLaurea.

      IL PROFILO DEI LAUREATI UNIBO

      Per quanto riguarda il Profilo dei laureati, l’indagine ha preso in considerazione circa 300 mila laureati di 78 università. Di questi, 19.678 sono laureati dell’Università di Bologna: 9.738 di primo livello, 8.261 magistrali biennali e 1.679 a ciclo unico.

      Dai dati arriva innanzitutto la conferma della forte attrattività di cui gode l’Università di Bologna. Il 46,7% dei laureati Unibo proviene infatti da fuori regione, quasi il doppio rispetto alla media nazionale, che si ferma al 24,8%, e in crescita rispetto al dato dello scorso anno (45,5%). In particolare, proviene da fuori regione il 39,4% dei laureati triennali, il 55,9% dei laureati magistrali biennali e il 43,7% dei laureati nei corsi magistrali a ciclo unico.

      Cresce ancora, inoltre, il numero di laureati con cittadinanza estera, che arriva al 7,2% (erano il 6,9% lo scorso anno): anche in questo caso numeri sopra la media nazionale (che si ferma al 4,7%), con una forte presenza in particolare tra i laureati magistrali (10,9% contro una media nazionale del 7,7%). Si tratta di numeri che riflettono una tendenza di crescita costante: quest’anno le immatricolazioni di studenti internazionali hanno fatto segnare un +11% rispetto al precedente anno accademico.

      Superiori alla media anche i numeri dei laureati in corso dell’Alma Mater: il 70,6% chiude gli studi entro i tempi previsti, mentre a livello nazionale sono il 61,5%. In particolare, si laurea in corso il 72,2% di chi si iscrive a un corso di laurea triennale (61,3% la media nazionale), il 70,7% di che sceglie un corso di laurea magistrale biennale (64,8% la media nazionale) e il 60,5% di chi sceglie un corso di laurea magistrale a ciclo unico (52,3% la media nazionale).

      Altro punto di forza che emerge dai dati è il numero di laureati che ha svolto un’esperienza di studio all’estero riconosciuta dal corso di laurea: il 14,4% del totale (in crescita rispetto all’12,7% dell’anno scorso), contro una media nazionale che si ferma al 9,8%. Tra questi c’è un 12,2% di laureati triennali (7,3% la media nazionale), un 16,7% di laureati magistrali biennali (12,5% la media nazionale) e un 16,2% di laureati magistrali a ciclo unico (13,8% la media nazionale).

      Aumentano anche le esperienze di tirocinio riconosciute dai corsi di studio. Tra i laureati dell’Alma Mater il 61,7% ha fatto attività di tirocinio (60,7% la media nazionale), in crescita rispetto al 60,1% dello scorso anno: il 57% tra i laureati triennali, il 66,3% tra i laureati magistrali, il 66,2% tra i laureati magistrali a ciclo unico.

      Nel complesso, il 90% dei laureati si dichiara soddisfatto dell’esperienza universitaria all’Alma Mater. In particolare, l’88,1% è soddisfatto del rapporto con il corpo docente. In merito alle infrastrutture messe a disposizione dall’Ateneo, l’86,7% dei laureati le ritiene adeguate. Il 73% dei laureati sceglierebbe nuovamente lo stesso corso e lo stesso Ateneo, mentre il 14,4% si riscriverebbe allo stesso Ateneo, ma cambiando corso.

      LA CONDIZIONE OCCUPAZIONALE DEI LAUREATI UNIBO

      Il nuovo Rapporto AlmaLaurea sulla condizione occupazionale dei laureati ha riguardato in totale circa 660 mila laureati di 78 università. Di questi, 36.239 sono laureati dell’Università di Bologna. I dati si concentrano sull’analisi delle performance dei laureati di primo e di secondo livello usciti dall’università nel 2022 e intervistati a un anno dal titolo e su quelle dei laureati di secondo livello usciti nel 2018 e intervistati dopo cinque anni.

      Rispetto ai laureati triennali Unibo, a un anno dalla laurea risulta ancora iscritto all’università il 67,5%. Tra quelli che, dopo il titolo, non si sono mai iscritti ad un nuovo corso di laurea (30,6%), il tasso di occupazione arriva al 71,4%.

      Per quanto riguarda invece i laureati di secondo livello del 2022, quelli contattati a un anno dal titolo sono 9.154 (di cui 7.373 magistrali biennali e 2.125 magistrali a ciclo unico). Il tasso di occupazione è pari al 78,9%, superiore alla media nazionale, che si ferma al 75,7%.

      Nel complesso, il 17,8% dei laureati prosegue il lavoro iniziato prima della laurea, il 16,9% ha invece cambiato lavoro; il 65,3% ha iniziato a lavorare solo dopo il conseguimento del titolo. Il 22,4% degli occupati può contare su un contratto alle dipendenze a tempo indeterminato, mentre il 26,4% su un contratto alle dipendenze a tempo determinato. Il 7,4% svolge un’attività in proprio.

      Numeri positivi anche per gli 8.547 laureati Unibo del 2018 contattati a cinque anni dalla laurea (di cui 6.407 magistrali biennali e 2.125 magistrali a ciclo unico). In questo caso, il tasso di occupazione arriva infatti all’88,8%, superiore alla media nazionale dell’88,2%.

      Gli occupati assunti con contratto a tempo indeterminato sono il 52,7%, mentre gli occupati con un contratto a tempo determinato sono 15,2%. Svolge un’attività in proprio il 14,6%.

      Ma dove vanno a lavorare? Il 63,6% dei laureati è inserito nel settore privato, mentre il 32% nel pubblico, e il 4,3% lavora nel non-profit. L’ambito dei servizi assorbe il 79,4% dei laureati occupati, mentre l’industria ne accoglie il 18,8%; l’1,2% lavora nel settore dell’agricoltura.

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