Italia Nostra Abruzzo su “L’ambientalismo di Jovanotti a Vasto e… nel Vastese”

Sono state tante le argomentazioni finora addotte pro e contro il tour sulle spiagge di Jovanotti, tanti sono stati anche i proclami, le invettive, le offese gratuite e le menzogne. Nei giorni scorsi il Consiglio delle sezioni d’Abruzzo di Italia Nostra ha condiviso con l’Arci di Vasto e ha presentato al Comune le proprie osservazioni alla Valutazione di Incidenza Ambientale redatta dall’organizzazione del tour. Si sintetizza di seguito il contenuto del documento prodotto all’interno di un ragionamento serio e pacato che deve partire necessariamente da premesse oggettive, dai dati insomma, per trarre, poi, le dovute conclusioni. 1) Lo spazio che sarà transennato per il concerto si trova a circa 750 m dalla Riserva Naturale Regionale di Vasto Marina e Zona Speciale di Conservazione (ZSC) “Marina di Vasto”. Lo Studio di Incidenza Ambientale redatto dall’organizzazione del tour assicura che le emissioni sonore e luminose del concerto non interferiranno sulla fauna e sulla flora della Riserva: ci si può fidare se i parametri saranno sottoposti ad un monitoraggio pubblico o terzo, ma non ci si può fidare se nessuno li controllerà. Viene invece omesso quasi del tutto il problema più importante sul piano del rischio, quello dell’impatto fisico dei partecipanti con l’elemento geomorfologico dal quale deriva la peculiarità ambientale della Riserva: la duna. Senza le dune non esisterebbe l’habitat tutelato dalla Riserva e dalla Zona Speciale di Conservazione. Come intervento di mitigazione al potenziale impatto del “calpestio”, sempre nello stesso Studio, si “auspica” che il Comune emetta un’ordinanza che vieti la frequentazione umana “nel tratto di arenile interno alla ZSC/Riserva Naturale… a partire dai 2-3 giorni antecedenti la manifestazione e fino al giorno successivo”. Come dire: faremo i bravi, non preoccupatevi! In realtà, chi controllerà le circa 26.000 persone previste per ogni serata, lasciate libere di scorrazzare, bivaccare e stazionare nei paraggi dell’area del concerto e, quindi, anche sulle dune? Di questo, infatti, non vi è alcuna traccia o riferimento che lasci intendere come, nello specifico, l'Amministrazione comunale intenda procedere per tutelare quegli ambienti che legittimano l'esistenza dell’area protetta. 2) L’area di foce del Fosso del Ponte Marino deve necessariamente rientrare nella superficie individuata per lo svolgimento dei due concerti previsti a Vasto Marina per il 19 e il 20 agosto. Senza di essa, l’evento non potrà tenersi a Vasto Marina, perché l’Area Eventi prevista nel Piano Demaniale Marittimo Comunale di Vasto può assicurare una capienza massima di circa 2000-3000 persone. Nello Studio di Incidenza, però, si sottolinea che il recente intubamento ed interramento della foce del Fosso Marino è “non connesso all’evento del Jova Beach Party”: Excusatio non petita, accusatio manifesta, verrebbe perlomeno da pensare. Alla fine, l’area di foce del fosso, dopo decenni di abbandono, polemiche ed inutili interventi, è stata definitivamente spianata circa due mesi fa, intubando il corso d’acqua e coprendolo di sabbia. L’indignazione di molti cittadini si è levato immediatamente e sono state prodotte anche delle denunce. Il motivo di tale sdegno risiede nel fatto che nel Piano del Demanio Marittimo Comunale il sito è individuato come area di “Tutela Ambientale e Riqualificazione”, perché conserva un habitat peculiare, come riportato e sottolineato in varie sedi dalle associazioni, in primis la Stazione Ornitologica Abruzzese; nei fatti, la foce del Fosso Marino è stata lasciata colpevolmente all’abbandono per decenni, mentre il Comune avrebbe dovuto prodigarsi in opere di riqualificazione, manutenzione e, perché no, valorizzazione naturalistica. Dopo tanto torpore, a ridosso del concerto, che – si ribadisce - non potrebbe svolgersi a Vasto Marina senza quell’area, in Comune hanno deciso di non seguire il dettato del Piano del Demanio - strumento approvato dal Consiglio Comunale -, ma di spendere 90.000 euro per intubarlo, violando così lo strumento adottato dallo stesso Comune. Lo hanno quindi nascosto sotto la sabbia, distruggendone prima la vegetazione ripariale insieme con il suo preziosissimo habitat - unico fattore di depurazione di quelle acque maleodoranti – e creando, quindi, un’area di superficie omogenea, idonea per il concerto e per future attività turistico-ricreative. Ai vastesi rimarrà l’effimera fama dei due concerti ed una serie di gravi problemi derivanti da un’opera inutile e dannosa per la fauna ittica, per la flora e la fauna ripariale, per il turismo e per l’immagine di Vasto: forse Vasto continuerà ad avere tante bandiere blu – che, come tutti sospettano, ormai verrebbero assegnate anche a località dove il mare è di tutt’altro colore – ma continuerà anche ad essere sotto i riflettori per l’annoso problema dell’inquinamento delle acque marine, che non si risolve intubando un corso d’acqua per nascondere agli occhi le vergogne. Come tutti ben sanno anche nel Palazzo di Città, il Fosso Marino è inquinato dagli scarichi abusivi sversati a monte del corso d’acqua. A detta degli esperti di ingegneria idraulica interpellati, le opere edili prodotte dal Comune alla foce del Fosso Marino saranno destinate a sparire alle prime mareggiate e alle prime piogge torrenziali e fino a quando ciò non accadrà, accentueranno i cattivi odori (assenza di fitodepurazione e concentrazione delle acque inquinate). Si provi poi ad immaginare che cosa accadrebbe se nei giorni immediatamente precedenti o nei giorni stessi del concerto, ci sarà uno di quei tipici acquazzoni estivi: che fine faranno le opere eseguite con i 90.000 euro e la spianata per ospitare i concerti? Materiale che potrebbe interessare la Procura della Corte dei Conti. Quel che desta meraviglia, inoltre, è l’assenza assoluta di un qualsiasi tentativo di dialogo con le associazioni ambientaliste da parte di Jovanotti, che si fa scudo dell’adesione al suo tour del WWF Italia – che tra l’altro ha annunciato in questi giorni di sguarnire le tappe vastesi della sua possente egida -, attaccando con offese, proclami e slogan, senza alcuna argomentazione, chi osa contraddire il suo verbo, che vanta ormai adepti persino tra i sindaci del Vastese, i quali nei giorni scorsi hanno chiesto l’intercessione del Presidente della Provincia di Chieti, nonché sindaco di Vasto, affinché solleciti il cantante a visitare i loro comuni per risollevarne le sorti. Italia Nostra da quasi settant’anni contribuisce alla tutela del patrimonio storico, artistico e naturale della Nazione, mentre l’ambientalismo di Lorenzo Cherubini parrebbe andare nella direzione opposta. E anche questo è un dato oggettivo. Italia Nostra continuerà a difendere il paesaggio e la storia di questo territorio anche chiamando alle proprie responsabilità gli amministratori. A questi resterà la magra soddisfazione di aver sacrificato i nostri beni comuni in cambio di un giorno di 'gloria' sui giornali.

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