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      Nasce META-MUSEUM, un progetto europeo coordinato dal Politecnico di Torino

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      Il ruolo del patrimonio culturale nella crescita personale, nell’inclusione sociale e nel benessere individuale e della società è sempre più riconosciuto e indagato, e molti studi hanno confermato che interessa non solo il livello cognitivo ma anche quello emozionale.

      Anche con il supporto del metodo neuroscientifico, si studierà la relazione tra risposte cognitive ed emotive di fronte al patrimonio culturale. Aumentare la consapevolezza e la fiducia della cittadinanza nei confronti della complessa realtà contemporanea è l’obiettivo del  progetto europeo META-MUSEUM (“Moving Emotions towards confidence in the Transformative Appropriation for a Meaningful Understanding of cultural heritage: a neuroScientific approach to EUropean Museums”), coordinato dal Politecnico di Torino e finanziato dall’Unione Europea nel contesto del programma Horizon Europe (il più grande Programma di finanziamenti per la ricerca e innovazione transnazionale a livello mondiale), call HORIZON-CL2-2023-HERITAGE-01-04: “Cultural heritage in transformation – facing change with confidence”.

      Il progetto avrà una durata di tre anni e coinvolge 14 partners (fra cui il Museo Egizio di Torino) provenienti da 10 Paesi europei: Italia, Francia, Germania, Grecia, Lituania, Paesi Bassi, Polonia, Romania, Spagna, Svezia. Una serie di sperimentazioni sarà condotta in diversi musei europei, ma anche nelle corsie di un ospedale e in contesti urbani, per coinvolgere una fascia molto ampia di pubblico. META-MUSEUM, con il supporto di indagini neuroscientifiche, studierà l’incontro con il patrimonio culturale come esperienza “trasformativa”, nell’ottica di supportare non solo la crescita di tutti i cittadini, ma anche la loro resilienza, empatia, e fiducia nel futuro in un momento decisamente complesso per l’Europa e il mondo.

      Sotto la guida delle coordinatrici – le docenti del Dipartimento di Architettura e Design-DAD Valeria Minucciani e Michela Benente – e con l’ausilio di neuroscienziati, sociologi, museologi, informatici di diverse istituzioni europee, il gruppo di ricerca condurrà dunque esperimenti in almeno tre musei archeologici (il MAC di Barcellona, il MuséoParc di Alésia e il Museo Egizio di Torino) sviluppando soluzioni che invitino alla partecipazione attiva dei cittadini, chiamandoli a interpretare e co-creare i contenuti. Ma il gruppo di ricerca non si fermerà qui: sarà indagato l’incontro con il patrimonio al di fuori di luoghi tradizionalmente deputati, quindi nelle corsie di un ospedale e in luoghi urbani, dove potranno coinvolgere anche chi non frequenta abitualmente i luoghi della cultura.

      “Troppo spesso si pensa ancora che il patrimonio culturale agisca soltanto a livello cognitivo, e per di più che sia portatore di contenuti immutabili – sottolineano le professoresse Valeria Minucciani e Michela Benente del Politecnico di Torino – Come recita la più recente definizione di museo, ricordano le docenti, l’incontro con il patrimonio non solo accresce la conoscenza ma anche invita all’interpretazione e suscita la riflessione. Le neuroscienze, collaborando con le altre discipline, possono aiutarci a capire come l’incontro con il patrimonio agisce, e come i cittadini europei contemporanei possano venirne trasformati”.

      Tra i risultati del progetto sono previsti un nuovo approccio alla comunicazione culturale e strumenti tecnologici al suo supporto.

      La lista dei partner del progetto, oltra al coordinatore Politecnico di Torino: “La Sapienza” Università degli Studi di Roma (Italia); VU University Amsterdam (Paesi Bassi); Kentro Merimnas Oikogeneias Kai Paidiou (Grecia); Friedrich-Schiller-Universitat Jena (Germania); Osrodek Przetwarzania Informacji-Panstwowy Institute Badawczy (Polonia); Vilniaus Gedimino Technikos Universitetas (Lituania); European Museum Academy (Paesi Bassi); Beia Consult International Srl (Romania); the Nordic Centre of Heritage Learning and Creativity (Svezia); Morfwtiko Idryma Ethnikis Trapezis-MIET (Grecia); MuséoParc Alésia (Francia); Agencia Catalana Del Patrimoni Cultural (Spagna); Fondazione Museo Delle Antichità Egizie Di Torino (Italia).

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