AREA DI RISULTA, IL CONSIGLIERE GIAMPIERO LETTERE REPLICA A COSTANTINI: ” IL CEMENTO E’ COSA VOSTRA”

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Sembra che Carlo Costantini non sia il candidato sindaco del centrosinistra e dei Cinque Stelle alle prossime elezioni comunali, perché oggi, alla vigilia delle regionali, rinnega strumentalmente il progetto che la sua coalizione, con il Pd e le liste civiche, aveva messo a punto per l’area di risulta. Se ne esce con una frase ad effetto, della serie “Niente cemento nell’area di risulta”, quando il suo  centrosinistra aveva previsto, in quello spazio, due palazzi residenziali e un centro commerciale, con tutti i parcheggi dell’area centrale della città, compresi quelli che si trovano all’esterno dell’area di risulta, che sarebbero stati gestiti dai privati, giorno e notte. Sarebbe stata una vera e propria privatizzazione dello spazio più prezioso della città, una speculazione edilizia in piena regola. Anzi, avremmo vissuto una doppia speculazione: da una parte la realizzazione di palazzi e attività privati nell’area di risulta, dall’altra sarebbe stato necessario acquistare terreni dai privati, a prezzi stratosferici, per realizzare la sede pescarese della Regione. Volendo usare uno slogan, la previsione del centrosinistra era “Più cemento per tutti”, con ottimi affari per i privati  e un danno consistente per la comunità pescarese. Ma il centrodestra non ha permesso che avvenisse la più grande speculazione edilizia mai vista in città. Grazie a un finanziamento ulteriore dell’attuale giunta regionale, che è passato da 12 milioni  a 36 milioni di euro (più 4 milioni della Fondazione Pescarabruzzo concessi al Comune), l’investimento sull’area di risulta sarà totalmente pubblico, con la realizzazione della sede della Regione, auspicata il 12 giugno 2020 in conferenza stampa anche dai Cinque stelle, oggi in coalizione con Costantini (vedi il link https://www.ilpescara.it/video/area-risulta-destinazione-uso-m5s-attacca-masci.html dal minuto 1:55 al minuto 2:40). La struttura occuperà uno spazio di circa tremila metri quadrati, su un totale di 136mila, cioè il 2,2% di tutta la superficie (vedi grafico allegato). Oltre al grande parco di 65mila metri quadrati, che dovrà diventare un punto di attrazione e non un bosco pericoloso, potremo finalmente dar vita a una biblioteca di respiro nazionale per i giovani, che Pescara non ha mai avuto, e un auditorium, che facciano vivere quel luogo 365 giorni all’anno e diano ulteriore vitalità al centro della nostra città. Spazi aperti a tutti i pescaresi, e non solo a loro, facilmente raggiungibili con i mezzi pubblici. Dopo 36 anni dal passaggio dell’ultimo treno, noi puntiamo alla concretezza mentre Costantini, i suoi improvvisati alleati e alcuni privati continuano a cullarsi in sogni speculativi irrealizzabili, che peraltro il centrosinistra non è mai riuscito a realizzare, che  rischiavano di diventare incubi per i pescaresi. Fortunatamente per la città, la coalizione di Costantini ha brillato solo per inerzia: con loro avremmo continuato ad avere nell’area di risulta solo asfalto e una distesa di lamiere per altri 36 anni. Altro che parco!