Altro
    HomeEconomiaD'Intino (Ance Abruzzo), lettera aperta ai deputati e ai senatori abruzzesi. "Questi...

    D’Intino (Ance Abruzzo), lettera aperta ai deputati e ai senatori abruzzesi. “Questi gli emendamenti necessari per il Superbonus”

    Pubblicato

    Antonio D’Intino, imprenditore e presidente dell’Ance Abruzzo, ha scritto una lettera aperta a tutti i senatori e i deputati eletti in Abruzzo, ma che dovrebbe interessare anche gli attuali candidati, per sensibilizzarli sul tema del Superbonus, le cui problematiche rischiano di minare un intero settore, quello dell’edilizia, e di avere pesantissime ripercussioni su tutta l’economia italiana. Di seguito, riportiamo l’intera lettera a firma di D’Intino:
    “In relazione al DDL 2685, di conversione in legge del decreto-legge 9 agosto
    2022, n. 115, recante misure urgenti in materia di energia, emergenza idrica,
    politiche sociali e industriali, evidenzio l’importanza degli emendamenti in
    materia di Superbonus che risultano già discussi e approvati in Senato e che
    saranno esaminati martedì 13 p.v. dalla Camera dei Deputati.
    Le proposte emendative sono molto attese per superare, in particolare, le
    criticità che ormai hanno bloccato il meccanismo della cessione del credito ed
    hanno inciso irragionevolmente sul criterio della responsabilità in solido da
    parte di chi acquista un credito senza aver avuto ruolo nell’origine e/o nella
    fruizione del bonus.
    Le nostre imprese, a queste condizioni, stanno subendo una situazione paradossale
    per la mancata possibilità di monetizzare i crediti fiscali, relativi a lavori eseguiti,
    con rischio di fallimento di circa trentamila aziende a livello nazionale, e di
    almeno mille in Regione, con uscita dal mercato del lavoro di almeno
    centomila addetti, dei quali duemilacinquecento a livello territoriale, in
    quanto non si è nelle condizioni di pagare dipendenti, fornitori, tasse e contributi
    con conseguenze drammatiche sui livelli occupazionali e sulla tenuta stessa della
    filiera.
    Il mercato della cessione del credito, alle attuali condizioni, è completamente
    bloccato a causa dei continui interventi normativi, con una media di una
    modifica al mese, solo da inizio 2022, con la conseguenza di rendere
    estremamente rigido l’atteggiamento delle banche e degli intermediari finanziari
    che avevano garantito l’acquisto dei crediti.
    Ultima mazzata con la circolare di giugno dell’Agenzia delle Entrate che ha
    coinvolto i concessionari nel recupero della detrazione “indebitamente fruita”,
    anche in casi non previsti dalla norma, laddove il cessionario ometta il ricorso alla
    specifica diligenza richiesta.
    In una fase in cui gli istituti bancari si stavano ancora organizzando per
    adeguarsi alle ultime modifiche che consentivano la “quarta” cessione, in
    modo da avviare lo sblocco degli oltre 5 miliardi di euro già incagliati nei
    cassetti fiscali, è intervenuta una circolare che investe le banche di un onere
    di diligenza nei controlli non delineato che, di fatto, aggrava la condizione di
    sudditi delle imprese rispetto all’istituto, per la possibilità di cessione, e con la
    conseguenza di alimentare un mercato di svendita dei crediti.
    Con questi provvedimenti non si combatte la frode, ma si scatena una economia al
    ribasso con esiti letali, con questi provvedimenti si stanno generando ritardi ed
    incertezze tali da bloccare l’unico comparto che, grazie agli effetti eccezionali
    degli incentivi fiscali per le ristrutturazioni ha stimolato la ripresa post covid
    contribuendo, nel 2021, al l’1% del PIL, ed al 4% con i settori collegati.
    I dati, nonostante tutti gli ostacoli, evidenziano che è elevato il potenziale di
    questa detrazione, nel mese di luglio 2022 il totale degli investimenti ammessi a
    detrazione ha sfiorato i 40 miliardi di euro su 223mila cantieri e lavori conclusi
    per circa 28 miliardi di euro.
    In Abruzzo, al 31 luglio, si rilevano 1 miliardo e 270 milioni di investimenti
    ammessi a detrazione e 900 milioni di euro di lavori conclusi su circa seimila
    cantieri.
    In una fase storica caratterizzata dalla ripresa dell’inflazione che ormai sfiora le
    due cifre percentuali, è doveroso e giusto moralmente incentivare provvedimenti
    che, oltre i benefici diretti, stimolano gli investimenti, riducono l’evasione fiscale
    ed il lavoro nero.
    A fronte di questo scenario, è necessario intervenire con urgenza per riattivare
    il mercato delle cessioni perché la maggior parte delle imprese rischia di
    dichiarare il fallimento trovandosi con cassetti fiscali pieni di crediti
    inutilizzabili e non monetizzabili.
    In considerazione dei ritardi accumulati per le gravi distorsioni evidenziate,
    che hanno pregiudicato l’operatività delle imprese e dei tecnici, in aggiunta
    alle straordinarie difficoltà da affrontare per caro prezzi e carenza materiali,
    è necessario concedere più tempo per l’utilizzo delle detrazioni fiscali del
    110% per gli interventi sugli edifici unifamiliari.
    Chiediamo, pertanto, un atto di responsabilità, di coerenza e di rispetto degli
    impegni assunti per non destrutturare un settore vitale per l’economia e
    l’occupazione e per la stessa tenuta sociale.
    In occasione della conversione in legge del Decreto-legge 9 agosto 2022, n. 115 è
    necessario intervenire tempestivamente per superare queste anomalie che, con il
    pag. 3
    maldestro tentativo di bloccare le frodi, hanno il solo effetto di mettere in
    ginocchio il sistema sano e produttivo del paese.
    Certo della Vs. sensibilità, reclamo la Vs. attenzione in questa fase cruciale per il
    nostro Paese e resto a disposizione”.

    Questi gli emendamenti proposti:

    Inserito l’emendamento volto a concedere più tempo per l’utilizzo delle
    detrazioni fiscali del 110% per gli interventi sugli edifici unifamiliari.

    L’emendamento 12.0.8 chiede di aggiungere al D.L. n. 115/2022 l’art. 12-bis che
    vorrebbe modificare l’art. 119, comma 8-bis, secondo periodo, del Decreto
    Rilancio. Sarebbe il comma relativo alle eccezioni temporali alla scadenza
    generale del 30 giugno 2022.
    In particolare, con questa modifica si chiede di abrogare dal secondo periodo le
    seguenti parole “a condizione che alla data del 30 settembre 2022 siano stati
    effettuati lavori per almeno il 30 per cento dell’intervento complessivo, nel cui
    computo possono essere compresi anche i lavori non agevolati ai sensi del
    presente articolo”. In questo modo la scadenza per le unifamiliari sarebbe fissata
    al 31 dicembre 2022 senza necessità di dover completare il 30% del SAL entro il
    30 settembre 2022.
    L’emendamento 33.0.3 chiede di aggiungere al Decreto Aiuti-bis l’art. 33-bis che
    modifica l’art. 119, comma 8-bis, secondo periodo, del Decreto Rilancio
    prorogando la scadenza delle unifamiliari al 2023.
    Cessione dei crediti edilizi: la responsabilità solidale
    Altri emendamenti riguardano una soluzione definitiva al problema del blocco
    della cessione dei crediti edilizi. Le ultime modifiche arrivate dal Decreto Aiuti e
    dal Decreto Semplificazioni fiscali sono state vanificate dai contenuti della super
    circolare n. 23/E/2022 dell’Agenzia delle Entrate sulla responsabilità solidale dei
    fornitori che applicano lo sconto in fattura e dei cessionari che acquistano i
    crediti.
    Gli emendamenti 12.0.9, 12.0.10, 12.0.11 e 12.0.12 chiedono di aggiungere al
    Decreto Aiuti-bis l’art. 12-bis titolato “Bonus edilizi – Responsabilità del
    cessionario finale”. Questa disposizione prevede una modifica dell’art. 121,
    comma 1 del Decreto Rilancio ed in particolare:
    alla lettera a), è aggiunto, alla fine, il seguente periodo: “La necessaria diligenza
    dei soggetti che acquistano i crediti dagli intermediari finanziari ai sensi del
    presente articolo, è sempre dimostrata nel caso in cui tali soggetti non abbiano
    mai avuto alcun ruolo nell’origine e nella fruizione di tali crediti, prima di detto
    acquisto”;
    alla lettera b), sono aggiunte, alla fine, le seguenti parole: “La necessaria diligenza
    dei soggetti che acquistano i crediti dagli intermediari finanziari ai sensi del
    presente articolo, è sempre dimostrata nel caso in cui tali soggetti non abbiano
    mai avuto alcun ruolo nell’origine e nella fruizione di tali crediti, prima di detto
    acquisto”.
    In questo modo ai cessionari che non abbiano mai avuto alcun ruolo nell’origine e
    nella fruizione di tali crediti, sarebbe esclusa qualsiasi tipo di responsabilità
    solidale.
    Un altro emendamento (il 31.0.2) chiede di aggiungere l’art. 31-bis col quale
    viene previsto direttamente che per i cessionari non si applica la responsabilità in
    solido di cui all’articolo 121, comma 6, Decreto Rilancio, anche per i crediti
    maturati prima dell’entrate in vigore della legge di conversione.
    Credibilità dei crediti di imposta
    Altri emendamenti riguardano la credibilità dei crediti di imposta. In particolare
    sono proposte le seguenti modifiche dell’art. 121 del Decreto Rilancio:
    al comma 1, alla lettera a), le parole: “due ulteriori cessioni solo se effettuate”
    sono sostituite dalle seguenti: “ulteriori cessioni solo se effettuate limitatamente
    alla prima delle ulteriori cessioni” e dopo le parole: “società appartenenti a un
    gruppo bancario iscritto all’albo di cui all’articolo 64 del predetto testo unico
    delle leggi in materia bancaria e creditizia” sono inserite le seguenti: “, società di
    cui alla legge 30 aprile 1999, n. 130, organismi collettivi del risparmio ai sensi del
    decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58”;
    al comma 1, alla lettera b), le parole: “due ulteriori cessioni solo se effettuate”
    sono sostituite dalle seguenti: “ulteriori cessioni solo se effettuate limitatamente
    alla prima delle ulteriori cessioni” e dopo le parole: “società appartenenti a un
    gruppo bancario iscritto all’albo di cui all’articolo 64 del predetto testo unico
    delle leggi in materia bancaria e creditizia” sono inserite le seguenti: “, società di
    pag. 5
    cui alla legge 30 aprile 1999, n. 130, organismi collettivi del risparmio ai sensi del
    decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58”.
    Altra importante modifica riguarda l’inserimento all’art. 121 del Decreto Rilancio
    dei commi 1.1 e 1-quinquies che prevedono:
    1.1 Le opzioni di cessione di cui al comma 1 successive alla prima possono essere
    esercitate, per gli interventi elencati nel comma 2, esclusivamente previo
    espletamento da parte di un tecnico abilitato, iscritto al relativo albo professionale,
    incaricato dall’istituto di credito o dai soggetti vigilati che intervengono nelle
    operazioni, di accertamenti e sopralluoghi presso gli immobili oggetto dei lavori
    aventi diritto alla detrazione d’imposta necessari a valutare lo stato di consistenza
    dei lavori già eseguiti.
    1-quinquies. Alla comunicazione telematica relativa all’opzione di cui al comma 1
    è allegata altresì la documentazione di cui al comma 1.1. L’Agenzia delle entrate
    provvede, entro 5 giorni dall’invio della comunicazione, alla verifica della
    predetta documentazione e agli eventuali controlli di cui all’articolo 122-bis

    Ultimi Articoli

    Fabrizio Rapposelli su Commissione per situazione energetica scuole cittadine

    “Scatta il Piano di interventi per la riqualificazione energetica di tutte le scuole cittadine...

    GARANTE PER I DIRITTI LGBTQ+, IL CENTRODESTRA BOCCIA LA PROPOSTA

    M5S: “Ennesima dimostrazione di indifferenza sul tema dei diritti civili” Come già anticipato nella giornata...

    Bollette salate, la Cna: «A rischio il nostro pane quotidiano»

    Allarme dei panificatori: prezzi alle stelle dell’energia, rischiano in molti senza misure urgenti Dacci oggi...

    Musica in fiera a Pescara

    Festa delle note per due giorni all’Aurum Musica in fiera, alla seconda edizione, è già...

    Altre notizie

    Fabrizio Rapposelli su Commissione per situazione energetica scuole cittadine

    “Scatta il Piano di interventi per la riqualificazione energetica di tutte le scuole cittadine...

    GARANTE PER I DIRITTI LGBTQ+, IL CENTRODESTRA BOCCIA LA PROPOSTA

    M5S: “Ennesima dimostrazione di indifferenza sul tema dei diritti civili” Come già anticipato nella giornata...

    Bollette salate, la Cna: «A rischio il nostro pane quotidiano»

    Allarme dei panificatori: prezzi alle stelle dell’energia, rischiano in molti senza misure urgenti Dacci oggi...