Genetica e sostenibilità al centro del futuro agricolo
Roma, 9 luglio 2025 – Le Tecnologie di Evoluzione Assistita (TEA) si affermano come uno degli strumenti più promettenti per affrontare le sfide dell’agricoltura contemporanea. A confermarlo è il convegno “Dal laboratorio al campo: verifiche scientifiche per l’impiego sperimentale delle piante NGT1”, tenutosi il 9 luglio presso l’Accademia dei Georgofili a Firenze, promosso da CREA, UNASA e dalla stessa Accademia.
Durante l’incontro, il presidente del CREA Andrea Rocchi ha ribadito il ruolo centrale dell’ente nella sperimentazione nazionale delle TEA, sottolineando l’importanza di un approccio scientifico, trasparente e multidisciplinare per garantire varietà vegetali resilienti, sostenibili e compatibili con il patrimonio agroalimentare italiano.
Cosa sono le TEA
Le TEA permettono di modificare il DNA delle piante in modo mirato, senza introdurre geni estranei, simulando mutazioni che potrebbero avvenire naturalmente o tramite incroci tradizionali. Queste tecniche consentono di sviluppare colture più resistenti alla siccità, alle malattie e ai cambiamenti climatici, rispondendo alla crescente domanda globale di cibo sicuro e di qualità.
Il quadro normativo europeo e italiano
A livello europeo, il dibattito sulle NGT (New Genomic Techniques) è ancora aperto. Il Consiglio UE ha avviato il trilogo con Parlamento e Commissione per distinguere tra:
- NGT1: assimilabili alle varietà naturali, non soggette a valutazione del rischio
- NGT2: soggette a autorizzazione e controlli più stringenti
In Italia, il Decreto Siccità e il Decreto Agricoltura hanno autorizzato fino al 31 dicembre 2025 la sperimentazione in campo delle NGT1, aprendo la strada a un’innovazione agricola sostenibile e controllata.
Il progetto nazionale coordinato dal CREA
Il CREA ha annunciato il lancio di un progetto triennale per coordinare la sperimentazione delle TEA in Italia. È stato istituito un Comitato Scientifico con esperti internazionali, incaricato di:
- Definire le strategie di ricerca
- Selezionare le specie strategiche: pomodoro, melanzana, orzo, frumento duro, riso, vite, citrus, pioppo, kiwi, melo
- Redigere un protocollo nazionale per la classificazione delle piante NGT1, garantendo tracciabilità e rigore scientifico
Verso un’agricoltura innovativa e responsabile
Il convegno ha evidenziato la necessità di armonizzare innovazione e normativa, coinvolgendo ricerca pubblica e privata, istituzioni e mondo produttivo. Come ha sottolineato Rocchi, “il CREA continuerà a svolgere il proprio ruolo di ponte tra ricerca, istituzioni e imprese, per costruire il futuro dell’agricoltura italiana”
