“La transizione energetica non si ferma con la violenza
Il WWF Italia e il WWF Toscana hanno espresso una ferma condanna per il grave atto intimidatorio avvenuto nei giorni scorsi presso il cantiere dell’impianto eolico di Monte Giogo a Villore, nel Mugello. L’episodio, definito “inaccettabile” dalle associazioni ambientaliste, ha visto un gruppo di circa cinquanta persone incappucciate, alcune armate di coltelli, fare irruzione nel sito, minacciando operai e ingegneri e danneggiando gravemente mezzi e infrastrutture.
L’antefatto: il “Campeggio di Lotta” e le irruzioni
L’attacco è stato preceduto da volantini affissi abusivamente nella zona, con cui il gruppo autodenominato “Siamo Montagna” annunciava un “Campeggio di Lotta” dal 2 al 6 luglio, con l’obiettivo dichiarato di bloccare i lavori del parco eolico. Nonostante le diffide e gli esposti presentati dalla società titolare del progetto, Agsm Aim, il cantiere è stato preso di mira in due diverse occasioni: il 2 e il 3 luglio. I lavoratori sono stati accerchiati, insultati e costretti ad abbandonare l’area, mentre i mezzi d’opera sono stati sabotati e distrutti, con danni stimati in oltre mezzo milione di euro.
La Procura di Firenze ha aperto un fascicolo con le ipotesi di danneggiamento, rapina e minaccia aggravati dalla finalità eversiva, e ha avviato accertamenti anche sull’iter autorizzativo del progetto.
Il progetto eolico: tra dibattito pubblico e opposizioni
L’impianto eolico di Villore, composto da sette aerogeneratori alti 168 metri, è stato dichiarato di pubblica utilità dalla Regione Toscana e dal Consiglio dei Ministri, e dovrebbe fornire energia pulita a circa 100.000 utenze, evitando l’emissione di 40.000 tonnellate di CO₂ all’anno7. Il progetto ha attraversato un lungo iter autorizzativo, compreso un dibattito pubblico, e ha ricevuto il via libera anche dal Consiglio di Stato, che ha rigettato i ricorsi di Italia Nostra e del Comune di San Godenzo.
Tuttavia, comitati locali e associazioni ambientaliste hanno espresso preoccupazioni per l’impatto paesaggistico e ambientale, denunciando la deforestazione e la cementificazione di aree di alto valore naturalistico. Alcuni gruppi, pur contrari al progetto, hanno preso le distanze dall’attacco, ribadendo la necessità di un confronto civile e non violento.
La posizione del WWF
Nel suo comunicato, il WWF sottolinea che non esiste alternativa alla transizione energetica, e che la costruzione di impianti rinnovabili, eolico compreso, deve avvenire con attenzione al territorio e coinvolgimento delle comunità locali. L’associazione ribadisce che atti di violenza come quello di Villore danneggiano tutti, e che il dialogo e la partecipazione sono gli strumenti fondamentali per affrontare la crisi climatica.
“Se sapremo armonizzare la transizione con le risorse e le peculiarità del territorio, avremo vinto la più grande sfida nella storia dell’uomo,” si legge nella nota del WWF.
