D’Alfonso: “Il Ministero si esprima sugli risarcimenti per la strage di Pietransieri”

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PESCARA – La strage nazista di Pietransieri, avvenuta il 21 novembre 1943 e costata la vita a 128 civili, continua a rappresentare una ferita aperta per l’Abruzzo. A distanza di oltre ottant’anni, il deputato Luciano D’Alfonso torna a sollecitare un intervento diretto del Ministero dell’Economia e delle Finanze per garantire giustizia agli eredi delle vittime.

Sono 50 le nuove famiglie che si apprestano ad avviare un contenzioso giuridico-civile per ottenere il risarcimento per la perdita subita. Un percorso che, secondo D’Alfonso, potrebbe essere evitato se il Ministero si esprimesse chiaramente sulla possibilità di riconoscere direttamente il diritto al risarcimento, sulla base delle sentenze già emesse tra il 2017 e il 2024. Quattro gradi di giudizio hanno infatti già riconosciuto il diritto agli indennizzi, condannando in solido la Repubblica Federale di Germania e il Ministero degli Affari Esteri italiano.

«Chiedo al MEF di aiutarci a individuare una misura legislativa e giurisprudenziale che consenta a queste famiglie di evitare l’agonia dei gradi di giudizio in Tribunale», ha dichiarato D’Alfonso. «Si tratta di vite spezzate, storie interrotte, che meritano rispetto e riconoscimento senza ulteriori ostacoli burocratici».

La richiesta di parere è stata formalmente presentata dallo Studio Legale Di Ianni, che ha già seguito il primo blocco di cause conclusosi con la sentenza della Corte d’Appello de L’Aquila nel dicembre 2024. In quell’occasione, il diritto al risarcimento è stato riconosciuto non solo agli eredi delle vittime, ma anche al Comune di Roccaraso, per un totale di circa 16,6 milioni di euro.

Secondo le informazioni acquisite, lo Stato Italiano dovrebbe anticipare l’esborso attraverso il fondo previsto dal PNRR, che destina 60 milioni di euro agli eccidi di guerra avvenuti sul territorio nazionale. Tuttavia, resta incerta la modalità e la tempistica con cui la Germania provvederà a coprire la spesa.

Nel frattempo, lo Studio Legale Di Ianni ha raccolto altri 50 mandati da persone che si trovano in una posizione giuridica sovrapponibile a quella già scrutinata nei precedenti giudizi. Le spese legali già sostenute ammontano a circa 200mila euro, cifra che il Ministero degli Affari Esteri è stato condannato a pagare in solido con la Repubblica Federale Tedesca.

Il nodo centrale, secondo D’Alfonso, è capire se sia possibile evitare nuovi giudizi civili e procedere direttamente all’esame delle richieste di risarcimento, basandosi sui principi giurisprudenziali già consolidati. «Un eventuale parere negativo costringerebbe ogni singolo erede ad avviare una causa, con aggravio di tempi e costi, per ottenere un titolo giudiziale che il Governo dovrà comunque onorare», ha concluso il deputato. «Serve studio, volontà e decisione per sanare una ferita che non potrà mai rimarginarsi del tutto, ma che merita rispetto e giustizia».PESCARA – La strage nazista di Pietransieri, avvenuta il 21 novembre 1943 e costata la vita a 128 civili, continua a rappresentare una ferita aperta per l’Abruzzo. A distanza di oltre ottant’anni, il deputato Luciano D’Alfonso torna a sollecitare un intervento diretto del Ministero dell’Economia e delle Finanze per garantire giustizia agli eredi delle vittime.

Sono 50 le nuove famiglie che si apprestano ad avviare un contenzioso giuridico-civile per ottenere il risarcimento per la perdita subita. Un percorso che, secondo D’Alfonso, potrebbe essere evitato se il Ministero si esprimesse chiaramente sulla possibilità di riconoscere direttamente il diritto al risarcimento, sulla base delle sentenze già emesse tra il 2017 e il 2024. Quattro gradi di giudizio hanno infatti già riconosciuto il diritto agli indennizzi, condannando in solido la Repubblica Federale di Germania e il Ministero degli Affari Esteri italiano.

«Chiedo al MEF di aiutarci a individuare una misura legislativa e giurisprudenziale che consenta a queste famiglie di evitare l’agonia dei gradi di giudizio in Tribunale», ha dichiarato D’Alfonso. «Si tratta di vite spezzate, storie interrotte, che meritano rispetto e riconoscimento senza ulteriori ostacoli burocratici».

La richiesta di parere è stata formalmente presentata dallo Studio Legale Di Ianni, che ha già seguito il primo blocco di cause conclusosi con la sentenza della Corte d’Appello de L’Aquila nel dicembre 2024. In quell’occasione, il diritto al risarcimento è stato riconosciuto non solo agli eredi delle vittime, ma anche al Comune di Roccaraso, per un totale di circa 16,6 milioni di euro.

Secondo le informazioni acquisite, lo Stato Italiano dovrebbe anticipare l’esborso attraverso il fondo previsto dal PNRR, che destina 60 milioni di euro agli eccidi di guerra avvenuti sul territorio nazionale. Tuttavia, resta incerta la modalità e la tempistica con cui la Germania provvederà a coprire la spesa.

Nel frattempo, lo Studio Legale Di Ianni ha raccolto altri 50 mandati da persone che si trovano in una posizione giuridica sovrapponibile a quella già scrutinata nei precedenti giudizi. Le spese legali già sostenute ammontano a circa 200mila euro, cifra che il Ministero degli Affari Esteri è stato condannato a pagare in solido con la Repubblica Federale Tedesca.

Il nodo centrale, secondo D’Alfonso, è capire se sia possibile evitare nuovi giudizi civili e procedere direttamente all’esame delle richieste di risarcimento, basandosi sui principi giurisprudenziali già consolidati. «Un eventuale parere negativo costringerebbe ogni singolo erede ad avviare una causa, con aggravio di tempi e costi, per ottenere un titolo giudiziale che il Governo dovrà comunque onorare», ha concluso il deputato. «Serve studio, volontà e decisione per sanare una ferita che non potrà mai rimarginarsi del tutto, ma che merita rispetto e giustizia».