La Camera dei deputati ha approvato il Disegno di Legge sulla valorizzazione della risorsa mare con 149 voti favorevoli, 63 astenuti e 32 contrari. Il provvedimento, giunto al secondo passaggio parlamentare senza modifiche, interviene su diversi ambiti del settore marittimo – dal personale di bordo al diporto nautico, fino alle attività subacquee ricreative – ma, secondo il WWF, presenta una significativa carenza di riferimenti strutturali alla sostenibilità ambientale.
«Il cambiamento climatico, l’inquinamento e lo sfruttamento eccessivo stanno rendendo il Mediterraneo sempre più fragile. Ogni legge che riguarda il mare dovrebbe partire da questo dato di realtà», afferma Giulia Prato, responsabile Mare del WWF Italia.
Ancoraggi e Posidonia: recepita solo in parte la proposta WWF
Durante l’esame al Senato, il WWF aveva presentato emendamenti per rafforzare la tutela degli habitat marini. Nel testo finale è stata accolta solo parzialmente la proposta relativa ai danni causati dagli ancoraggi alle praterie di Posidonia oceanica. La norma stabilisce che l’ancoraggio non debba arrecare pregiudizio agli habitat sensibili, ma – sottolinea l’associazione – manca il riconoscimento del fatto che nessun ancoraggio convenzionale è realmente compatibile con questi ecosistemi.
Per garantire una tutela efficace, il WWF indica la necessità di:
- mappature ufficiali e vincolanti degli habitat sensibili, aggiornate e accessibili;
- un regime sanzionatorio specifico, con obblighi di ripristino ambientale;
- un coordinamento istituzionale più forte tra Stato, Regioni ed enti territoriali, con linee guida nazionali vincolanti;
- l’incentivazione di sistemi di ancoraggio sostenibile (eco‑mooring).
Aree Marine Protette: il tema della neutralità istituzionale
Perplessità anche sulla riforma delle Commissioni di riserva delle Aree Marine Protette, che prevede l’ingresso di rappresentanti della pesca professionale e ricreativa. Pur sostenendo modelli di cogestione, il WWF ritiene inopportuno il riferimento esplicito a singole associazioni di categoria, ribadendo l’importanza della neutralità istituzionale nei testi legislativi.
«Valorizzare il mare significa prima di tutto proteggerlo. Senza una visione ambientale forte e coerente, anche le migliori intenzioni rischiano di tradursi in un’occasione mancata», conclude Prato.
