Sospiri su vertice relativo al dragaggio

“Parte l’esame definitivo del progetto di dragaggio del porto canale di Pescara redatto dall’ingegner Giovanna Brandelli, al fine di valutare la qualità dei fanghi da estrarre dai fondali e di garantire il ripristino della loro agibilità, con una valutazione autentica dei costi dell’intera operazione. Si parte con una prima disponibilità complessiva pari a 1milione 400mila euro, alla quale la Regione Abruzzo sommerà ulteriori risorse per finanziare un intervento che mira, innanzitutto, a garantire la sicurezza dei nostri operatori del mare e a restituire vitalità al nostro stesso scalo. È quanto emerso nel corso dell’ultimo vertice tecnico sul dragaggio svoltosi negli uffici della Direzione Marittima della Capitaneria di porto di Pescara”. Lo ha ufficializzato il Presidente del Consiglio della Regione Abruzzo Lorenzo Sospiri. “L’incontro ha rappresentato un ulteriore passo in avanti in una procedura sicuramente complessa, che dunque merita ogni approfondimento possibile per assicurare la sua esecutività – ha affermato il Presidente Sospiri -. Le carte ci ribadiscono, ancora oggi, che il problema dell’insabbiamento dei fondali del porto si risolverà solo portando avanti il cantiere delle opere di potenziamento dello scalo, con la realizzazione della nuova scogliera, che impedirà materialmente i depositi. Ma nel frattempo dovremo occuparci di rimuovere comunque quel materiale per garantire la transitabilità del porto e della canaletta in sicurezza. La Regione è stata più che tempestiva e grazie alla sensibilità del Governatore Marsilio abbiamo stanziato per l’obiettivo ben 2milioni di euro trasferiti al Comune di Pescara già a febbraio 2021, e nel frattempo abbiamo svolto le procedure per affidare all’Aca di Pescara, guidata dal Presidente Brandelli, l’incarico di eseguire gli esami sulla qualità ambientale dei fanghi da rimuovere dai fondali, e l’Aca per accelerare quanto più possibile quelle procedure si è affidata a una struttura di certificazione toscana, al fine di non gravare ulteriormente sull’Arta. Evidentemente i carotaggi sono fondamentali e obbligatori: secondo le stime, potrebbe esserci il rischio che solo il 10 per cento di quei materiali possa essere ristoccato in mare, a ridosso della diga foranea, mentre la rimanente parte potrebbe avere bisogno di un trasporto in discarica per essere smaltito come rifiuto. Che significa la lievitazione delle spese e dunque una minore quantità di sabbia che potrà essere rimossa. Il nostro obiettivo è ovviamente rimuovere non 30mila metri cubi di sabbia, ma almeno 60mila, fermo restando che l’ideale per garantire l’agibilità del porto è la rimozione di almeno 150mila metri cubi. La riunione odierna è stata fondamentale per fissare i nuovi step della procedura di dragaggio, ovvero – ha puntualizzato il Presidente Sospiri – lo scorso ottobre 2021 sono stati svolti i carotaggi, e l’esito degli stessi ha permesso all’ingegner Brandelli di redigere il progetto di rimozione e smaltimento dei fanghi. Il primo studio di fattibilità dell’ingegnere Brandelli è stato presentato nel corso della riunione e rimesso allo studio del dottor Corropolo, al fine di fornire un parere preliminare di merito per il seguito della progettazione e la successiva autorizzazione del competente servizio rifiuti. Da questo parere dipende il quantum economico che sarà richiesto alla Regione, in aggiunta alle provvidenze finanziarie messe a​ disposizione dall’Autorità del Sistema Portuale, pari a 1milione 200.000 mila euro, cui si aggiungono i residui del finanziamento già concesso che ammontano a circa 200.000”.

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