Altro
    Altro
      HomeAttualitàVia libera del Senato al Premierato. I punti salienti e le prime...

      Via libera del Senato al Premierato. I punti salienti e le prime reazioni

      Pubblicato

      Via libera del Senato al cosiddetto Ddl  Casellati, quello che introduce l’elezione diretta del premier e il principio del premio di maggioranza.
      Con 109 voti favorevoli e 77 contrari, Palazzo Madama ha licenziato il testo che ora passa alla Camera. Come per tutte le riforme costituzionali, dopo il primo doppio via libera è necessario un secondo sì dell’altra Camera in seguito ad una pausa di almeno tre mesi.
      Il cuore del provvedimento è contenuto nell’articolo 5, con il principio dell’elezione diretta del Presidente del Consiglio, che resta al potere per cinque anni grazie a un sistema elettorale che “garantisce” la maggioranza dei seggi in Parlamento e che non può essere rieletto dopo due mandati consecutivi, fatta salva la possibilità di essere sostituito solo una volta nella legislatura, e solo se sarà lui stesso a decidere di passare la mano, ad un parlamentare che fa parte della coalizione vincitrice delle elezioni. Dunque, addio a governi tecnici e di larghe intese guidate da personalità non elette dai cittadini.

      Gli altri punti qualificanti della riforma sono l’abrogazione del potere del Presidente della Repubblica di nominare i senatori a vita e un nuovo criterio per l’elezione del Capo dello Stato, per la quale sarà richiesta la maggioranza assoluta solo dal settimo scrutinio in poi e non più dal quarto, come accaduto sino ad ora.
      Sempre a proposito del Presidente della Repubblica, poi, viene eliminata la controfirma del governo su una serie di atti presidenziali: «Gli atti del Presidente della Repubblica – recita il nuovo articolo 89 della Costituzione – sono controfirmati dai ministri proponenti, che ne assumono la responsabilità. Non sono controfirmati la nomina del Presidente del Consiglio dei ministri, la nomina dei giudici della Corte costituzionale, la concessione della grazia e la commutazione delle pene, il decreto di indizione delle elezioni e dei referendum, i messaggi alle Camere e il rinvio delle leggi».

      Resta il nodo della legge elettorale (che non è propriamente un dettaglio), ferma restando la previsione di un premio di maggioranza che è stato costituzionalizzato ancorché senza una quantificazione che viene demandata alle camere.

      Visibilmente soddisfatta la Premier Meloni che ha parlato di «Un primo passo in avanti per rafforzare la democrazia, dare stabilità alle nostre Istituzioni, mettere fine ai giochi di palazzo e restituire ai cittadini il diritto di scegliere da chi essere governati».

      Di tenore analogo il commento del ministro per le Riforme, Elisabetta Casellati, per cui «Abbiamo messo la prima pietra di una riforma storica che farà dell’Italia un Paese stabile, competitivo e credibile. Da qui non si torna indietro: il treno del Premierato è partito e non si fermerà» sottolineando che «chi si oppone non vuole il bene dell’Italia, preferisce lasciare le cose come stanno e difendere un sistema che ci ha portati ad avere 68 governi in 76 anni. Tutti i partiti, di destra e di sinistra, da 40 anni hanno provato a risolvere il grande problema dell’instabilità. Noi – ha concluso – andremo fino in fondo. Gli italiani sceglieranno non solo i loro rappresentanti in Parlamento ma anche il presidente del Consiglio».

      Il Presidente dell’Aula, Ignazio La Russa, non ha escluso la possibilità che si debba far ricorso al referendum confermativo previsto dall’art. 138 della Costituzione. «l referendum sulle riforme? Se dovessimo guardare ai risultati di questa prima giornata, è più probabile, non certo. Il ricorso al referendum, poi, è la santificazione del volere popolare, quindi non è niente di drammatico, anzi», ha commentato il Presidente di Fratelli d’Italia, aggiungendo che «Però, da qui alla fine delle quattro votazioni che l’articolo 138 prevede, tutto è possibile. Insomma – ha concluso il presidente del Senato – non metterei il carro davanti ai buoi. Oggi come oggi è più probabile che siano, come è bello, i cittadini a dire la parola definitiva, sperando in un’alta partecipazione. Però questa è un’ipotesi, il resto lo vediamo».

      Anche dal Governatore del Veneto, Luca Zaia, sono giunte parole di apprezzamento: «Alla luce dell’approvazione da parte del Senato del disegno di legge costituzionale sul premierato, che ora passa all’esame della Camera, la soddisfazione è grande. Quella di oggi è una tappa storica verso un Paese più moderno ed efficiente che troverà un altro pilastro fondamentale nell’autonomia, in queste ore in discussione in Parlamento e verso la quale resta alta l’attenzione» ha detto l’esponente leghista, esprimendo «Apprezzamento per il lavoro del governo che si dimostra coeso e determinato nel compiere tutti quei passaggi che miglioreranno l’assetto istituzionale»

      Di segno opposto i commenti giunti da Piazza Santi Apostoli, a Roma, dove l’opposizione si è riunita per manifestare contro l’esecutivo.

      «E’ una bellissima piazza, c’è tanta partecipazione. L’abbiamo convocata in pochi giorni. La bellezza di vedere tante bandiere, diverse e tutte insieme, unite per difendere la costituzione e l’unità nazionale. Oggi al Senato è passato il premierato, la sedicente patriota sta portando avanti la sua riforma che spacca l’Italia. Stanno forzando anche alla Camera per portare avanti l’autonomia differenziata, una riforma che vuole aumentare le diseguaglianze. E’ importante essere qui come forze di opposizione, realtà politiche, sociali e associative, cittadini insieme per impedire di stravolgere la nostra costituzione. Li fermeremo insieme, li dobbiamo fermare». E’ stato il commento della segretaria del Pd Elly Schlein arrivando alla manifestazione.

      Anche Giuseppe Conte, sempre da Piazza Santi Apostoli, ha commentato «Non saranno calci e pugni in piena Aula di Montecitorio a un nostro parlamentare che ci fermeranno. Per un’Italia più democratica, a difesa della Costituzione, contro l’autonomia differenziata spacca-Italia, contro questo premierato che vuole insediare una donna sola o un uomo solo al comando per cinque anni, la nostra risposta è forte e unitaria: non passeranno!”

      C’è poi chi ha affidato ai social il proprio commento. E’ il caso di Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera che su X ha scritto «Contro il Presidente della Repubblica e contro il Parlamento. Ecco cos’è il Premierato. Una destra che non vuole governare ma comandare, dopo 56 fiducie in 20 mesi, oggi approva in Senato una legge che stravolge la Costituzione nata dalla lotta di liberazione antifascista».

      Dulcis in fundo, il vulcanico Governatore della Campania, Vincenzo De Luca, che si è detto scettico sulle possibilità di Meloni di vincere l’eventuale referendum sul premierato.
      «Il popolo italiano non credo che voglia mettere il Paese in mano a una… non voglio dire una brutta parola. Si propone il premierato per avere più capacità di decisione e poi il Paese sta sprofondando nella palude burocratica».

      Dal mondo sindacale si è alzata la voce della Segretaria confederale della Uil, Ivana Veronese secondo cui «La legge sul Premierato, approvata seppur in prima lettura al Senato, è una legge pasticciata che mette in discussione le prerogative del Presidente della Repubblica e riduce i poteri e le prerogative del Parlamento. Se proprio si doveva cambiare la Costituzione, bisognava partire dalla riforma del Titolo V e dal superamento del sistema del bicameralismo perfetto».
      adc

      Ultimi Articoli

      Carenza idrica a Pescara, dura replica di Masci a Pettinari

      PESCARA 20 lug. 2024 – “Il consigliere comunale Domenico Pettinari continua a gettare benzina...

      DANCING MOVIE STARS: IN SCENA A TERAMO “LA NAVE” DI GABRIELLINO D’ANNUNZIO E MARIO RONCORONI

      Teramo 20 luglio 2024 – Lunedì 22 luglio, alle ore 20.45, a Teramo in...

      CGIA: ANCHE NEL 2024 LOMBARDIA, EMILIA ROMAGNA E VENETO SARANNO IL MOTORE DEL PAESE

      Anche nel 2024 la Lombardia, l’Emilia Romagna e il Veneto saranno le regioni che...

      “Back to the real world”, lo spettacolo conclusivo della UT Factory

      Il 22 luglio alle ore 20.45, l'impresa Unaltroteatro di Lorenza Sorino ed Arturo Scognamiglio, porta in...

      Altre notizie

      Carenza idrica a Pescara, dura replica di Masci a Pettinari

      PESCARA 20 lug. 2024 – “Il consigliere comunale Domenico Pettinari continua a gettare benzina...

      DANCING MOVIE STARS: IN SCENA A TERAMO “LA NAVE” DI GABRIELLINO D’ANNUNZIO E MARIO RONCORONI

      Teramo 20 luglio 2024 – Lunedì 22 luglio, alle ore 20.45, a Teramo in...

      CGIA: ANCHE NEL 2024 LOMBARDIA, EMILIA ROMAGNA E VENETO SARANNO IL MOTORE DEL PAESE

      Anche nel 2024 la Lombardia, l’Emilia Romagna e il Veneto saranno le regioni che...