Ortona: Giunta sempre più litigiosa e senza programmi

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Solo dall’opposizione proposte per la città

Ci sono due cose, strettamente collegate tra loro, su cui si fonda l’attività dell’amministrazione Castiglione: le liti e la volontà di tenersi ben stretta la poltrona. Al territorio tanto poi pensa l’opposizione che, spesso inascoltata, continua comunque a mettere progetti e proposte sul tappeto. Non è un caso se, anche oggi, i capigruppo si sono riuniti per programmare il prossimo consiglio comunale che è stato richiesto e voluto dagli otto consiglieri  Cocciola, Di Nardo, Coletti, Schiazza, Vanni, Rabottini, Cocco e Sorgetti, che coscientemente continuano a rappresentare gli interessi della città.

Da cui la litigiosa giunta Castiglione è amaramente distante. A discutere dei temi importanti proposti dall’opposizione in tema di rigenerazione urbana (dal restauro di palazzo Corvo a quello del polo museale Farnese) e di fabbisogno di personale dell’amministrazione si presenteranno con un assessore in meno, visto che Paola Di Sipio ha deciso di uscire sbattendo la porta. E anche rumorosamente. Aprendo uno squarcio sulla realtà interna ad un sistema di rapporti che certamente non è apparso improntato alla reciprocità e alla collaborazione.

“Oggi possiamo soltanto sottolineare che quanto abbiamo detto in oltre un anno sui rapporti politici di maggioranza era tristemente vera – affermano Cocciola, Di Nardo, Coletti, Schiazza, Vanni, Rabottini, Cocco e Sorgetti – le prevaricazioni, la mancanza di confronto, l’analfabetismo istituzionale che ha contraddistinto le relazioni con l’opposizione sono la matrice che caratterizza questa amministrazione. Che è incapace, inoperosa e buona solo a trincerarsi dietro l’apparenza delle manifestazioni e delle feste di piazza. Ortona ha bisogno di concretezza, di progetti, di investimenti, di uscire dalla fase di stallo in cui è precipitata, vittima di un clima costante da campagna elettorale e di promesse non mantenute. Per Castiglione e i suoi da tempo sarebbe arrivata l’ora di un esame di coscienza. Ma non hanno neppure più la forza per guardarsi allo specchio”.