
Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ricorda in un messaggio “la notte del 29 giugno 2009, quando Viareggio venne ferita dalle conseguenze di un disastro ferroviario che, “oggi come allora, ci appare inaccettabile”.
“Le immagini e la memoria di quella tragedia restano incancellabili – scrive il Capo dello Stato, aggiungendo che – la Repubblica è vicina ai familiari che videro i loro cari inaspettatamente strappati alla vita e che, nel dolore, seppero avviare un percorso civile per accertare le responsabilità di quanto accaduto e per promuovere, ovunque, maggiore sicurezza nei trasporti”.
Nel suo messaggio Mattarella sottolinea anche come le reti infrastrutturali, e tra queste le ferrovie, siano “condizione essenziale per la vita e lo sviluppo economico del Paese. La sicurezza è un presupposto irrinunciabile, oltre a essere un diritto primario di cittadini e utenti. Non si può derogare agli standard acquisiti, anzi il livello della sicurezza va elevato tramite controlli e tecnologie più efficaci e una crescita generale di consapevolezza”.
“La sicurezza nei trasporti come quella sul lavoro, è un indicatore di civiltà che deve prevalere su qualsiasi logica di profitto, perché incide sulla vita delle persone e – conclude il Presidente della Repubblica . questa una lezione che mai deve essere dimenticata”.
E tra i tanti messaggi pervenuti dalle Autorità nella ricorrenza della tragedia, anche quello del Coordinamento Nazionale di Docenti della disciplina dei Diritti Umani che con una nota a firma del Presidente, Prof. Romano Pesavento, si associa alle parole del Capo dello Stato, manifestando solidarietà e vicinanza alla comunità dei cittadini e ai familiari delle vittime, ricordando come “l’incidente di Viareggio, in quanto fattore che ha determinato la morte di tante persone, deve diventare motivo di discussione e dibattito nelle classi, perché il valore della sicurezza diventi prioritario per tutti e diventi un’attitudine strutturale dei nostri giovani”.