Abruzzo, allarme esclusione sociale: Uil denuncia criticità strutturali nel rapporto Eurispes

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Pescara, 20 ottobre 2025 – L’Abruzzo si colloca in fascia medio-alta nell’indice di esclusione sociale elaborato da Eurispes, con un punteggio complessivo pari a 101,8. A lanciare l’allarme è la Uil Abruzzo, che attraverso il segretario generale Michele Lombardo e il componente della segreteria regionale Massimo Longaretti esprime forte preoccupazione per le criticità strutturali che investono il territorio.

Il rapporto analizza sette ambiti fondamentali: diritto al lavoro, esclusione economica, diritti sociali, accesso ai servizi, diritto alla salute, esclusione educativa e diritti trasversali (ambiente, sicurezza, funzionamento istituzionale). “Le disuguaglianze non riguardano solo aree marginali – spiegano Lombardo e Longaretti – ma intere regioni, con il Sud penalizzato da esclusioni strutturali che negano l’accesso ai diritti fondamentali”.

Lavoro e giovani: Abruzzo tra le “regioni canaglie”

Particolarmente grave è la situazione del diritto al lavoro, dove l’Abruzzo si posiziona all’ottavo posto tra le regioni con maggiore esclusione, con un indice pari a 102,5. Il quadro è segnato da part-time involontario, irregolarità occupazionale e alta disoccupazione giovanile. Preoccupante il dato sulla fuga dei laureati: nel 2023 il 17,7% ha lasciato la regione per cercare opportunità altrove.

Esclusione economica e sociale: penalizzato il Mezzogiorno

Sul fronte economico, l’Abruzzo è al quinto posto per esclusione, con un indice di 105,8. Le difficoltà si manifestano in redditi bassi, deprivazione materiale, rischio povertà e ostacoli all’accesso al credito. Anche l’inclusione sociale risulta compromessa: l’Abruzzo è ottavo con indice 101,4, penalizzato da carenza di attività culturali, debole capitale associativo e scarsa rappresentanza femminile nelle istituzioni.

Servizi pubblici e salute: luci e ombre

L’accesso ai servizi pubblici registra un indice di esclusione pari a 101,3, collocando la regione al nono posto. Sul diritto alla salute, invece, l’Abruzzo mostra segnali positivi: si posiziona al dodicesimo posto con un indice di 99,1, unico territorio meridionale fuori dalle fasce più critiche. “Ma una rondine non fa primavera – avverte la Uil – servono interventi strutturali su liste d’attesa e case di comunità”.

Diritti trasversali: degrado urbano e inefficienze istituzionali

Infine, l’Abruzzo è ottavo anche nell’ambito dei diritti trasversali, con indice 101,4. Il rapporto evidenzia criticità nei contesti urbani metropolitani, con alti livelli di delittuosità e percezione di degrado. “Senza una visione sistemica e il coinvolgimento di tutti gli attori economici e sociali – conclude la Uil – anche l’utilizzo dei fondi europei rischia di restare inefficace”.