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      SETAK, “ASSAMANÙ”: L’album del cantautore abruzzese nella cinquina finalista delle TARGHE TENCO 2024 

      Pubblicato

      Ascolta il disco qui: https://ffm.to/mxm5e4j

      Guarda il video di Assamanù qui

      È Assamanù, il nuovo disco del cantautore abruzzese Setak uscito il 7 maggio, uno dei cinque dischi finalisti della categoria “Miglior disco in dialetto” delle Targhe Tenco 2024.

      Ascolta l’album: https://ffm.to/mxm5e4j

      Un’immersione emotiva nelle profondità della propria storia personale, tracciata dalle corde di una chitarra che abbraccia i suoni globali e proietta le radici verso il futuro, dall’Abruzzo all’infinito.

      Uscito il 7 maggio ed anticipato dal singolo Curre Curre (guarda il videoclip realizzato in collaborazione con Medici senza frontierehttps://bit.ly/3U3mYYg), “Assamanù” è il culmine di una trilogia musicale iniziata con l’acclamato disco di debutto di Setak, nome d’arte di Nicola Pomponi, “Blusanza” nel 2019 e proseguito con “Alestalè” nel 2021. Un’opera che suggella un percorso interiore che vede ciascun album raccontare le tre fasi più importanti della vita del cantautore: infanzia (“Blusanza”), adolescenza (“Alestalè”) e infine, oggi, la maturità.

      Il 14 giugno è uscito anche il videoclip della focus e title track dell’album Assamanù, una dichiarazione audace di identità e individualità.

      Guarda il video di Assamanù: https://www.youtube.com/watch?v=bCuD6hvp6_U

      Ad accompagnare l’artista fra queste pagine di diario che prendono la forma di canzoni c’è ancora una volta la sapiente produzione di Fabrizio Cesare: un vero e proprio sodalizio artistico iniziato anni fa in una casa di campagna e che non a caso ha portato Setak a riappropriarsi delle proprie radici, intraprendendo un progetto che ha i piedi saldamente legati alla propria terra d’origine e lo sguardo proiettato in avanti.

      Il terzo album dell’artista abruzzese è un gioiello che testimonia la sua abilità unica e personalissima nel saldare il dialetto della propria regione al blues, al folk d’oltreoceano e a tutte quelle musiche che hanno segnato la sua formazione emotiva di ascoltatore e musicista. Setak usa la propria tecnica sopraffina di chitarrista al servizio della scrittura di canzoni universali, setacciando nella propria storia più intima e nei suoi gusti per selezionare solo gli elementi più preziosi, come faceva anticamente lu setacciar, figura della tradizione agricola abruzzese nonché soprannome della sua famiglia, da cui Nicola Pomponi ha preso ispirazione per scegliere il suo pseudonimo.

      Come per il nome d’arte, a dare il titolo all’album c’è un’altra parola abruzzese (termine che non appartiene al dialetto di Penne, ma a quello della provincia di Teramo), “Assamanù”, che significa “in questa maniera”: una dichiarazione di identità, un atto liberatorio che rivendica la scommessa che l’artista ha saputo vincere lungo la sua trilogia discografica, mettendo al centro l’anima più sentimentale del dialetto per “dire cose normali condivisibili da tutte le persone del mondo”.

      Attraverso le undici tracce dell’album, Setak esplora tematiche profonde come il tempo, la storia, la memoria e l’importanza di setacciare dentro sé stessi, esponendo un rapporto con la propria terra d’origine che sa essere anche critico e che non ha nulla di campanilistico o folkloristico. Perché “conoscere e fare sintesi del passato e della memoria ha un senso solo se serve per guardare al futuro”.

      “Assamanù” è costituito da un mix eclettico di sonorità che, nel solco dello spirito global di Paul Simon, riescono a spaziare sapientemente dal country statunitense all’indie-folk di Iron & Wine, dalla tradizione blues del Delta del Mississippi di Ry Cooder al desert blues dei Tinariwen, dalla cultura sudamericana alle lezioni meno scontate della canzone italiana.

      Un viaggio musicale sconfinato dove addirittura la chitarra sahariana di Ali Farka Touré incontra con naturalezza il qawwali pakistano di Nusrat Fateh Ali Khan e il senso mantrico della musica popolare indiana, il tutto reinterpretato con l’originale sensibilità dell’artista originario di Penne, una perla di 11.000 anime in provincia di Pescara, tra i “borghi più belli d’Italia”.

      Le significative collaborazioni con Simone Cristicchi, Luca Romagnoli (Management) Angelo Trabace arricchiscono ulteriormente il tessuto sonoro di questo terzo lavoro: puntuali, sapienti e mai invadenti, comprovano la capacità di Setak di creare connessioni autentiche e profonde con altri talenti artistici.

      A completare il quadro delle collaborazioni, si è aggiunta la figura di Matteo Cantaluppi che con grande coinvolgimento ed eleganza ha dato un fondamentale apporto al progetto.

      In “Assamanù” ogni canzone svela un aspetto peculiare della sfaccettata esperienza di vita e di pensiero di Setak, creando ponti e collegamenti anche con i suoi dischi precedenti.

      Il brano di apertura “Lu ride e lu piagne” tratta con ironia le credenze culturali radicate della sua terra d’origine, mentre “La fame e la sete” affronta con critica l’effimera esistenza della sua generazione, sempre più creativamente retromaniaca“L’erba ‘nzì fa pugnale” riflette invece sull’importanza del rispetto per la natura, simulando il suono della kalimba con la chitarra. Con la sua immediatezza pop, “Di chj ssi lu fije?” rappresenta una riconciliazione personale con le dinamiche di paese. Emergendo come una ballata sussurrata, “Curre curre” offre invece dolcezza contrastante con un testo amaro. La title-track“Assamanù”, si impone come una dichiarazione audace di identità e individualità e nei cori ospita la voce del talentuoso pianista Angelo Trabace (collaboratore di Baustelle, Dimartino, Tommaso Paradiso).

      Un riferimento indiretto al capolavoro letterario di John Fante dà il titolo al country arioso di “Chiedo alla polvere”, in cui Setak racconta con commozione il distacco definitivo dalle persone care. “Figli della storia” esplora invece l’importanza della memoria, con la partecipazione del sensibile contributo di Simone Cristicchi. Sollevando domande sull’oblio e sul futuro, “Troppe parole” offre uno sguardo riflessivo. “A ‘mme” celebra l’accettazione lucida e amorevole delle imperfezioni, con la collaborazione di Luca Romagnoli dei Management alla scrittura e alla voce nel ritornello. Infine, “Sono felice (Vincenzino)” rende omaggio al maestro dell’artista, Vincenzo Tartaglia, arricchendo il pezzo con un tocco mistico e riconoscente che pesca da “Guantanemera” e dalla musica sudamericana.

      Le influenze di Setak, che spaziano da Paul Simon a Peter Gabriel, da John Lennon a Bon Iver, si fondono in un mix unico e al contempo eterogeneo, conferendo a ogni canzone un’anima e una ricchezza di stili diversa. Ogni collaborazione e influenza contribuisce a comporre un quadro emozionale e concettuale più ampio ma sempre personale, regalando un’esperienza di ascolto ricca e mai banale.

      All’apice di un percorso che si distingue per la sua autenticità e la sua sperimentazione continua, con “Assamanù” Setak riesce nell’intento di lasciare un’impronta indelebile e riconoscibile sulla scena musicale italiana.

      Setak ha presentato in anteprima “Assamanù” in un mini tour europeo che è partito da Parigi il 6 aprile (e poi Bruxelles, Liegi, Amsterdam), per poi proseguire in tutta Italia dal 3 maggio, queste le prime date confermate:

      3 maggio – Bologna – Nasau 
      11 maggio – Roma – Largo Venue 
      16 maggio – Chieti – Teatro Marrucino  

      8 giugno – Elice (PE) – Festival di Elice 
      14 giugno – Roseto degli Abruzzi (TE) – Ah!Mar
      21 giugno – Grottammare (AP) – Osteria Infinito
      22 giugno – Cugnoli (PE) – Transumenze Festival
      23 giugno – Lido di Camaiore (LU) – La prima estate
      28 giugno – Foglianise (BN) – Puteca Santanna
      29 giugno – Navelli (AQ) – Paesi Narranti
      5 luglio – Fiamignano (RI) – Sierra chiama Collerosso
      11 luglio – Castel Maggiore (BO) – Condimenti Off
      12 luglio – Tora e Piccilli (CE) – Forestàte
      14 luglio – Cotignola (RA) – Arena delle Balle di Paglia
      23 luglio – Isolotto (Firenze) – La Gaberiana
      24 luglio – Pescara – Arena del Porto Turistico
      26 luglio Loreto Aprutino (PE) – Amorotti
      6 agosto – Roseto degli Abruzzi (TE) – Emozioni in musica
      8 agosto – Basciano (TE) – Piazza Vittorio Emanuele
      9 agosto – Spoltore (PE) – Note sotto le stelle

      (calendario in aggiornamento)

      TRACKLIST

      1. Lu ride e lu piagne
      2. La fame e la sete
      3. L’erba ‘nzì fa pugnale
      4. Di chj ssi lu fije?
      5. Curre curre
      6. Assamanù
      7. Chiedo alla polvere
      8. Figli della storia (feat. Simone Cristicchi)
      9. Troppe parole
      10. A ‘mme (feat. Luca Romagnoli)
      11. Sono felice (Vincenzino)

      BIOGRAFIA

      Con la sua chitarra e la sua voce, Setak, pseudonimo di Nicola Pomponi, incarna la quintessenza di una nuova coraggiosa musica d’autore italiana.

      Il suo pseudonimo, “Setak”, trae ispirazione dal soprannome affettuoso della sua famiglia, “lu setacciar”, e rivela un legame profondo con le sue radici e la sua identità.

      Nel corso della sua carriera, Setak ha sperimentato sia come session man che come cantautore, plasmando il suo percorso artistico con versatilità e creatività.

      Nel 2019, irrompe sulla scena musicale con il suo primo album solista, “Blusanza”, un’opera completamente cantata in lingua abruzzese ma dalle sonorità universali. L’accoglienza entusiasta da parte del pubblico e della critica non tarda ad arrivare, culminando con la vittoria del prestigioso “Premio Loano” come miglior disco nella categoria under 35. L’album si fa strada nella scena musicale italiana, guadagnandosi una nomination alle prestigiose “Targhe Tenco” e aggiudicandosi il riconoscimento per la “migliore reinterpretazione di un brano di Andrea Parodi” al Premio Parodi.

      Il suo stile compositivo è un vero e proprio melting pot di influenze musicali, che conferisce alla sua musica un’originalità senza tempo. Con il secondo album, “Alestalé”, pubblicato nel maggio 2021, Setak continua a stupire il pubblico. Brani come “Quanda sj ‘fforte” e “Coramare”, quest’ultimo interpretato in collaborazione con Francesco Di Bella dei 24 Grana e con l’eccezionale contributo di Fabrizio Bosso alla tromba, catturano l’attenzione degli ascoltatori. Il disco, arricchito dalla partecipazione del compaesano Mimmo Locasciulli nel brano “Lu juste arvè”, si aggiudica un posto d’onore nella cinquina delle Targhe Tenco 2021 come “Miglior album in dialetto”.

      Il 7 maggio 2024, Setak pubblica il suo terzo album, “Assamanù”, anticipato dal singolo “Curre curre”.

      CREDITI

      Setak: Voce, Cori, Chitarre Acustiche ed Elettriche, Dobro, Slide, Steel Guitar

      Fabrizio Cesare: Tastiere, Basso, Chitarre Acustiche ed Elettriche, Chitarra Classica, Ukulele, Caxixi, Chitarra Slide, Shaker, Tabla Dayan, Noise, Breath and Noised Voices

      Simone Cristicchi: Voce

      Luca Romagnoli: Cori

      Simone Scifoni: Shaker, Bongos, Conchiglie, Djembe e Brushed Djembe, Tamburine, Caxixi, Frame Drum

      Angelo Trabace: Cori

      Luca Trolli: Batteria

      Prodotto da Setak

      Produzione artistica e arrangiamenti: Fabrizio Cesare

      Registrato negli studi “Blusanza” e “Bloos house studio” di Velletri (RM)

      Edizioni musicali: Cassis publishing srl

      Mixato da Matteo Cantaluppi al Mono studio di Milano

      Assistente di studio: Pietro Bonaiti

      Masterizzato da Giovanni Versari presso la Maestà Studio

      Grafica: Margot Cianfrone

      Foto di copertina di Peppe La Rosa

      Foto di Martina D’Andreagiovanni

      Tutti i brani sono stati scritti da Setak e Fabrizio Cesare tranne:

      “Assamanù” (musica di Setak , Fabrizio Cesare e Pantarei, testo di Setak, Fabrizio Cesare)

      “Figli della storia” (musica di Setak e Fabrizio Cesare, testo di Setak, Fabrizio Cesare, Simone Cristicchi e Pantarei)

      “A ‘mme” (musica di Setak e Fabrizio Cesare, testo di Setak, Fabrizio Cesare e Luca Romagnoli)

      Le trascrizioni in dialetto dei brani sono state realizzate da Antonio Teodorico.

      I testi del libretto sono stati tradotti dal dialetto all’italiano da alcune classi di terza media dell’I. C. “Troiano Delfico” di Montesilvano (Pe). In particolare dai ragazzi della 3° A, 3° G e 3° H, guidati dai loro insegnanti di lettere Annalisa La Vella e Paolo Talanca.

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