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      Che cinquina Pogacar! Sberle a mano aperta per tutti

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      di Davide Pitocco
      La corsa parte da Livigno per arrivare a Santa Cristina ValGardena ( Monte Pana) per un totale di 202 chilometri. Al momento della partenza l’avversario più temibile per i corridori non sono le tante salite, ma le condizioni meteo. Il nostro amico Mario infatti, appena ci ha visti, ci ha voluto informare sugli ultimi bollettini meteo.
      “Oggi si dovrebbe partire da Livigno con temperature attorno a 4/5 gradi. Già sul Foscagno saremo a +2; scendendo verso Bormio la temperatura aumenterà fino a +8, per poi scendere nuovamente fino all’Umbrail Pass, dove avremo +1 e pioggia mista a neve. In discesa i ciclisti dovrebbero prendere quindi molto freddo, ma fortunatamente poi le temperature aumenteranno gradualmente fino ai 14/15 gradi di Bolzano. La temperatura poi scenderà fino ai 6/7 gradi del traguardo.”
      Il rischio di un percorso accorciato incombe però sulla tappa e la direzione si è riservata la possibilità di scelta fino a pochi minuti prima della partenza. L’Umbrail Pass, ovvero lo Stelvio senza gli ultimi 3 km impraticabili per la troppa neve che vi è caduta, è la frazione di corsa più a rischio, perché è prevista neve mista a pioggia con temperature molto basse.
      Alla fine la decisione tanto attesa e temuta è giunta: sono stati neutralizzati i primi 85 km a causa della neve che imperversa nel tratto da Livigno all’uscita del Tunnel Mont Raschera. I corridori, i loro sindacati nazionali ed il sindacato internazionale CPA hanno chiesto la cancellazione dell’Umbrail per il rischio pioggia e l’annunciato freddo sulla gara. Dopo un lungo ed estenuante braccio di ferro, RCS ha gettato la spugna ed ha accontentato le squadre ed i sindacati.
      Il Giro d’Italia si è fatto nuovamente garante della sicurezza degli atleti; i lati positivi si fermano qui. Non ci piace esprimere giudizi, ma non possiamo esimerci dal constatare che i corridori odierni si sono notevolmente ingentiliti rispetto alla durezza e all’asprezza di un Bartali che avrebbe pedalato anche durante un uragano tropicale.
      La corsa quindi parte alle 14:30 e al chilometro zero Marco Frigo si cimenta in un allungo ed il gruppo inizialmente non risponde, ma il vantaggio non supera i 13’’. Una serie di scatti e controscatti nel plotone alla fine portano al ricongiungimento con il fuggitivo. Lo scatto di quattro atleti, Alaphilippe, Maestri, Piccoli e Ballerini, riesce a guadagnare 15’’. L’andatura del gruppo non è comunque molto alta e così dopo la lunga discesa i battistrada possono godere di un tesoretto di 60’’. Per diversi chilometri, fino a quando non si giunge in prossimità del centro abitato di Bolzano e del traguardo volante, il copione rimane lo stesso: i fuggitivi pedalano con cambi regolari e con il cuore pieno di speranza, cercando di far valere il vantaggio di un 1’50’’. Il maltempo, la fatica e la velocità del gruppo maglia rosa che sta aumentando, portano un lento sgretolamento dei minuti guadagnati. Ai piedi del passo di Pinei sono soltanto 60’’ di vantaggio.
      Piccoli perde subito terreno e non è in grado di mantenere il passo dei compagni di fuga. Alaphilippe allora tenta un’azione di forza e se ne va in solitario. Il tifo per il francese aumenta proporzionalmente con il ritmo delle sue pedalate. Intanto Pellizzari, Scaroni e Costiou escono dal gruppo maglia rosa per andare all’attacco del battistrada che orgogliosamente tenta di resistere anche nella difficile discesa del Pinei.
      Quando arrivano gli ultimi 5 km di ascesa i tre inseguitori riprendono il fuggitivo, che ad un certo punto, dopo essersi voltato, sembra aver scelto spontaneamente di farsi riassorbire. Nel frattempo il padrone del Giro sta mettendo alla frusta il gruppo maglia rosa, perché Majka sta scandendo il ritmo in modo indiavolato e solitamente, dopo il lavoro del suo ultimo gregario Pogacar prepara il suo personale show.
      Dopo una curva a destra i battistrada iniziano i terribili ultimi 2 km con 26’’ di vantaggio. Costiou vuole anticipare i tempi e prova ad allungare. Dietro invece Caruso e Tiberi rimangono sulla ruota del gregario della maglia rosa.
      Appena si sposta Majka, come da copione, Pogacar se ne va in progressione, senza forzare, senza quelle frustrate di cui di solito è capace, e con facilità va a riprendere i fuggitivi. Con tre pedalate è riuscito a prendere 3 mt di vantaggio. Thomas, Caruso e Tiberi salgono del loro passo, cercando di limitare i danni. Soltanto Pellizzari, il più giovane del Giro, mantiene qualche secondo sulla maglia rosa. Ma in scioltezza Pogacar fagocita anche il giovane avversario e si invola verso un nuovo traguardo mulinando un 40\30.
      Martinez riprende Pellizzari. Vuole consolidare la seconda piazza in classifica generale. Prima del traguardo lo sloveno si rialza e conta con la mano le vittorie collezionate fino ad ora al Giro e poi alza al cielo il simbolo della cinquina. Pogacar è un fuoriclasse che non concede nulla agli altri, ma questa volta sembra aver primeggiato andando semplicemente su del suo passo, da vero alieno. Mentre la corsa rosa è saldamente in pugno del talento sloveno, ci si può consolare con ben 3 italiani nella top ten e tutti molto giovani.

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