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      Giro, Milan beffato per la seconda volta: trionfo di Kooij

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      di Davide Pitocco

      La carovana rosa riparte da Avezzano diretta al traguardo di Napoli, per 214 km di sudore e fatica, ma anche di paesaggi così belli da mozzare il fiato, da far invidia ai migliori quadri d’autore. Con la prova di oggi si chiude il primo terzo del Giro e domani ci sarà il tanto atteso e agognato giorno di riposo. La tappa si offre a diverse interpretazioni. Si affronta una prima parte abbastanza semplice, nella quale una fuga potrebbe avere forti possibilità di concretizzarsi, anche perché ci si è lasciati alle spalle un trittico di arrivi molto impegnativi. Le squadre dei big potrebbero lasciare spazio agli attaccanti di giornata, in modo tale che solo le compagini dei velocisti abbiano l’onere di andare a ricucire eventuali distacchi dei battistrada. Gli ultimi 40 km sono piuttosto nervosi: Monte di Procida, 3,7 km al 3%, poi gli strappi di Lucrino, 1,1 km al 6,7%, e Solfatara di Pozzuoli, 2 km al 5%, daranno fastidio ai velocisti. Negli ultimi 10 km, poi, la salita verso Posillipo, 3,2 km al 4,5%, può scompigliare le carte.

      Mario ha un’idea ben precisa e, mentre ce lo riferisce, sorride sardonico: “ Una fuga ci sarà di sicuro. Vi entreranno di sicuro Ermanno Brignoli e Pascal Hervé. Tutto sta a vedere se non si inseriscono pure Benoit Salmon e l’indomito Marcos Serrano, ma potrebbe anche essere arrivato il momento giusto per Mariano Piccoli. Come vincitore di tappa, voglio fare il nome di un outsider, Astarloza.”

      Il nostro amico è un gran burlone, perché ha fatto nomi di grandi ex ciclisti, che erano sempre pronti a darsi battaglia, ad ogni occasione. 

      Come tutti, anche Mario, spera che qualche giovane promessa del nostro ciclismo possa mettersi in mostra e magari alzare le braccia al cielo, mentre taglia il traguardo, tra due ali di folla che inneggiano il suo nome.

      Al foglio firma si incontra un sorridente Davide Ballerini. La tappa di oggi si addice molto alle sue caratteristiche ed allora ci affrettiamo a scambiare due chiacchiere con lui: “ Sto molto bene. Il morale è in crescita. Oggi può vincere una fuga o la volata di gruppo. Io mi metto al servizio della squadra, sperando di ritagliarmi qualcosa di importante, già da oggi.”

      La corsa parte e subito in fuga Maestri e Pietrobon riescono a prendere un discreto vantaggio sul gruppo. Quando mancano 150 km possono vantare ancora un vantaggio di 2’30’’. Sono due passasti, soli con coraggio, contro tutti e contro il vento; si possono definire un bell’esempio di audacia, non hanno paura di sfidare le dinamiche e le aspirazioni dei grandi velocisti. Collaborano dandosi cambi regolari, mentre nel gruppo si riscontrano scatti singoli che vengono immediatamente annichiliti. Intanto per gli amanti delle statistiche i due battistrada del team Polti stanno sviluppando 260 watt di potenza. L’abbazia benedettina di Montecassino, sorniona, se ne sta distesa sulla sommità del colle e spia, come un gatto appollaiato sul ramo di un albero, la lunga fila dei corridori intenti alle vigorose pedalate. Qui il 15 febbraio del 1944 ci fu la battaglia di Cassino e l’abbazia venne pesantemente bombardata dagli alleati, perché erroneamente si pensava che vi fossero asserragliati i tedeschi. Ora è stata completamente ricostruita.

      Il vantaggio dei fuggitivi però con lo scorrere dei chilometri si va assottigliando: ai meno 50 km si è ridotto a 1’13’’.

      Sul GPM di Monte Procida alcuni velocisti come Jakobsen, Bauhaus e Merlier. fanno fatica e quando mancano meno di 30 km i due battistrada vengono ripresi dal gruppo. Così le squadre si organizzano per portare in testa i loro velocisti.

      Alaphilippe allunga sul gruppo e prova a portarsi via un sestetto tra cui compaiono ancora Pietrobon e Maestri, ma dietro la Lidl Trek sembra controllare agevolmente con i cinque corridori che stanno scandendo l’andatura in testa al plotone. Alaphilippe e Costiou scattano e provano ad allungare sul resto del gruppetto di testa, con 17 secondi di vantaggio sul gruppo.

      Il francese non si arrende, mentre Costiou viene ripreso dal gruppo. Il bicampione del mondo ha 10 secondi di vantaggio a 9 km dalla fine. 

      Sulla salita di Posillipo lavora sempre la Lidl Trek e Alaphilippe cede, ma Narvaez scatta e guadagna 5’’ su tutti. La situazione per le squadre dei velocisti potrebbe complicarsi. 

      Milan parte lunghissimo ai 150 mt anticipando la volata, recupera su Narvaez, ma per la seconda volta in questo Giro viene beffato per mezza ruota da Kooij.

      Consonni, l’ultimo uomo del treno Lidl Trek, ha dichiarato: “Finale complesso, Narvaez è stato veramente forte. Ce lo aspettavamo. Un attacco sull’ultima salita. Abbiamo preso un Kooij leggermente più forte del nostro Jonathan, però abbiamo guadagnato altri punti per la maglia ciclamino.”

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