Jonathan Milan beffato al fotofinish

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Oggi si corre la Bra- Rivoli

di Davide Pitocco

La tappa n.11 del Giro d’Italia da Camaiore a Tortona termina finalmente con
una volata al fotofinish regolata da Ackermann, che per pochissimi millimetri
con un formidabile colpo di reni e di pedali riesce a battere Jonathan Milan,
terzo Cavendish. Il corridore Rex, in fuga per ben 215 km viene ripreso sul
finale. Il forcing della Trek Segafredo e della Movistar non hanno lasciato
speranze al fuggitivo di giornata. Le squadre stavano preparando il terreno per
le loro ruote veloci, Pederson e Gaviria, quest’ultimo coinvolto in una caduta
durante lo sprint finale. Altra tegola cade sui tifosi del ciclismo e sui big.
Quando il gruppo marciava con un minuto di ritardo sui sei battistrada la
squadra della Ineos viene coinvolta in una caduta, compresa la maglia rosa
Thomas, che però si rialza subito. Teo Gheogegan Hart invece viene portato via
in barella, per frattura del bacino e corsa terminata per lui. Era terzo in
classifica. Nella kermesse rosa gli infortuni ed il tempo cattivo stanno
incidendo più degli avvenimenti sportivi. Anche Rodriguez non sembra in grado
di rialzarsi. Purtroppo è andato a sbattere contro un cartello segnaletico e poi
contro lo spigolo di una casa. La sua è stata una bruttissima caduta. Matteo
Tosatto d.s. del team Ineos ha così commentato l’incidente ad Hart: Una perdita
importante, lui era fondamentale per la squadra, per la gestione della corsa, per
tutto. Ora è importante che recuperi. La salute prima di tutto. I compagni ora
daranno il tutto per tutto. Il Giro si era messo benissimo, ora vediamo come
andrà; dobbiamo stare calmi e vedere tappa dopo tappa.
Saronni, corridore d’altri tempi e titolare di una nota marca di biciclette,
intervistato sulle tante cadute di questi giorni: Le bici sono incredibili, molto
performanti, ma non perdonano il minimo errore da parte degli atleti.
Garantiscono prestazioni eccezionali. Sono dei missili, ma i missili sono difficili
da controllare. Aumentano i rischi, ma sono anche i corridori a sbagliare.
Dovrebbero darsi delle regole.
Andrea Pasqualon, ciclista del team Bahrain Victorious, compagno di Jonathan
Milan, secondo sul traguardo, ha parlato della volata: Ho cercato di portare
Milan a ruota di Pedersen, perché aveva qualche compagno in più. Non
dovevamo prendere subito la volata perché era in leggera salita e poi discesa.
Alla fine è andata bene. Peccato per il secondo posto.
Al traguardo c’è stato poi l’incontro speciale tra Jonathan Milan, maglia
ciclamino del Giro e Samuele Manfredi, ex corridore azzurro vittima di un
grave incidente in bicicletta, che lo ha costretto sulla sedia a rotelle.

Domani tappa nervosa di 179 km da Bra a Rivoli. Tappa divisa in tre parti:
collinare per i primi 50 km, piatta da Alba a Rivoli per 75 km e quindi il circuito
finale di 54 km con la salita al Colle Braida. Prima parte con ondulazioni
continue ed ininterrotte curve e saliscendi. Dopo Alba, strade di media
larghezza prevalentemente rettilinee. Circuito finale con attraversamenti
cittadini articolati per effetto di rotatorie e spartitraffico con, dopo Avigliana, la
scalata al Colle Braida. Ultimi 3 km interamente all’interno dell’abitato di
Rivoli.