Pogacar “cannibale” trionfa a Prati di Tivo

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di Davide Pitocco

In attesa della partenza della tappa n.8 di questo mirabolante Giro andiamo alla ricerca di Mario, perché siamo curiosi di conoscere le sue impressioni sul risultato della cronometro. Infatti lo troviamo sempre affaccendato tra le postazioni delle varie squadre, ora con una cartelletta in mano, ora con cartoni ricolmi di prodotti degli sponsor, insomma non sta mai fermo, proprio come le gambe dei corridori durante i chilometri delle tappe.

“Ieri la maglia rosa ha percorso gli ultimi chilometri in salita, veloce come un missile. Abbiamo assistito a qualcosa di incredibile. Ganna, in un percorso poco adatto alle sue caratteristiche di cronoman ha fatto qualcosa di fantastico, ha ripreso e superato durante la marcia innumerevoli corridori, ma poi avete visto tutti cosa ha fatto lo sloveno. Non a caso, Ganna, all’arrivo, non era soddisfatto della sua prova e temeva infatti di non centrare la vittoria finale, come purtroppo è stato. Ma ormai questa è storia e guardiamo avanti, guardiamo ad oggi.”

Gli chiediamo di raccontarci che tappa sarà oggi: “Primo arrivo appenninico, in salita, oggi potrebbe ipotecare la maglia rosa. Da Spoleto si arriva a Prati di Tivo dopo 152 km con 4000 mt di dislivello.  Nell’ordine si affrontano: Forca di Cerro, Forca Capistrello, Valico del Crocifisso, Valico di Casale Bottone, Croce Abbio e, appunto, Prati di Tivo. Potrebbe essere un’altra giornata ideale per Pogacar, ma mi auguro che ci sia e vada in porto una bella fuga. Ieri molti scalatori hanno sfruttato la crono per riposarsi.

La gara inizia con puntualità ed immediatamente si fanno registrare diversi tentativi di fuga, tutti stroncati sul nascere dal gruppo, però in vista del GPM di Capistrello la fuga di giornata prende piede e per primo passa Simon Geschke.

Ai battistrada iniziali si aggiungono diversi corridori, fino a raggiungere il numero di 14, tra cui Alaphilippe, Bardet, Quintana, Geschke e De Marchi. Questi atleti ricordano una fuga di un Tour di 8 anni addietro, arrivato coraggiosamente all’arrivo. Il vantaggio massimo che riusciranno a raggiungere sarà di 2’10’’ ai 70 km dal traguardo.

A questo punto gli ultimi chilometri vogliamo ascoltarli dalla voce di un cronista di eccezione, il nostro Mario: “La Bora ha facilitato il lavoro della UAE perché in pratica sono andati a riprendere Romain Bardet, fino ai piedi dell’ultima lunga salita. Sembra che stiano già lottando per la seconda piazza; siamo appena all’ottava tappa e calcoli di questo tipo, così presto diventano leggermente deprimenti, dovrebbero essere fatti verso l’ultima settimana. A quel punto la squadra della maglia rosa ha imposto un’andatura piuttosto sostenuta e gli ultimi fuggitivi di giornata sono stati ripresi, quando mancavano 10 km. Di solito Pogacar è uno che ci tiene molto ai rapporti all’interno della sua squadra e quando mette i compagni alla frusta in quel modo è perché intende fare qualcosa di importante. Cosa che è avvenuta. Quando Majka termina per ultimo il suo lavoro, allora in scioltezza la maglia rosa prende di petto la salita. In pochi riescono a reggere il suo ritmo, tra questi Antonio Tiberi che taglierà il traguardo per quarto. Lo sloveno ha giocato come il gatto con il topo, anzi con i topi. Ha chiuso in scioltezza ogni tentativo di attacco e alla fine in volata ha dominato su Dani Martinez e Ben O’Connor, dando loro una bicicletta di distacco.”

Pogacar quindi conserva la maglia rosa, consolidando il vantaggio. Segue Martinez a 2’40’’ e Thomas a 2’58’’. Tiberi è sesto con un distacco di 4’23’’. Anche Fortunato è nella top ten con un ottimo settimo posto.