Primo successo al Tour per Pello Bilbao

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di Davide Pitocco

Dopo il giorno di riposo di lunedì ha preso il via la decima tappa del Tour de France da Vulcania a Issoire per 167 km. E c’è grande attesa per chi potrebbe andare in fuga.

Bettiol ha dichiarato: Non so cosa fanno i big, ma io farò fatica. Uno degli inizi più impegnativi, due salite in trenta chilometri.  Speriamo di andare in fuga. Oggi sarà uno spettacolo, nonostante il gran caldo. La tappa sarà bellissima per gli spettatori, un po’ meno per noi che dobbiamo correre. E dal volto del ciclista spunta un radioso sorriso, di chi vuole lasciare intendere molto altro e di certo la strada confermerà o meno le sensazioni.

Bettiol è entrato nella prima fuga, ma il movimento dei big ha mandato in aria il tentativo. C’è stata anarchia totale per 50 km con continui scatti fino a quando un gruppetto, Esteban Chaves, Kasper Asgreen, Pello Bilbao, Mattias Skjelmose, Georg Zimmermann, Nick Shultz e Warren Barrguil, ha preso il largo. Poi altri corridori provano a recuperare e tra questi ci sono Alaphilippe, O’Connor, Tejada, Neilands, Pedrero e Perez, mentre il gruppone con la maglia gialla è a 1’40”. Oggi la partenza era in salita e molti hanno patito il giorno di riposo, evidentemente le gambe hanno sofferto lo sforzo iniziale. Non è la prima volta che il giorno di riposo, se mal gestito, fa più male che bene. Oggi è la giornata più calda del mese di luglio francese. C’è una canicola molto forte e ci potrebbe anche essere il rischio di violenti temporali estivi. Una giornata così dura potrebbe rimanere nelle gambe anche nelle tappe successive.

Bettiol e Ciccone sono stati molto attivi nei primi chilometri nel provare a prendere la fuga giusta, ma poi l’abruzzese, complice l’attacco del compagno Skielmose, che è riuscito ad entrare nel gruppo giusto di battistrada, ha dovuto frenare la propria voglia di primeggiare e così ora si ritrova nel gruppo maglia gialla che viaggia a quasi tre minuti dalla testa della corsa.

Al col de la Croix Saint-Robert (cat. 2) passa per primo Warren Barguil davanti a Esteban Chaves, Georg Zimmermann e Pello Bilbao.

I più diretti inseguitori si sono lanciati in discesa come disperati ed hanno dimezzato lo svantaggio, è passato infatti da 43’’ a 23’’.

A seguito del rientro del gruppo di Alaphilippe Chaves attacca di nuovo in salita, ma nessuno risponde, evidentemente intende isolare il campione francese. Il colombiano è cresciuto ciclisticamente in Italia sotto l’ala protettiva di Corti. Ad oggi è un ottimo prospetto in previsione futura, in virtù della sua giovane età. Chavez infatti è riuscito a guadagnare 37’’ sui compagni di fuga, mentre il gruppo maglia gialla tirato dalla Jumbo Visma si trova a 3’ 42’’. Per ora pedala in modo molto regolare, senza troppi strappi, con questo atteggiamento vuole forzare gli scatti degli inseguitori. Tra gli attaccanti Bilbao è quello posizionato meglio in classifica, quindi se la fuga dovesse arrivare al traguardo con questi tempi, potrebbe guadagnare diverse posizioni in classifica a fine giornata. Il percorso è un continuo saliscendi e il colombiano parla alla radiolina con il team manager per capire bene come muoversi, essendo ancora molto lontana la linea bianca di Issoire. Per adesso l’inerzia del gruppo maglia gialla è favorevole agli attaccanti. Alla fine Chavez, dopo aver transitato per primo sul colle de Saint-Victor-la-Rivière, viene ripreso e quindi il gruppo di testa ora è compatto e ha un vantaggio di 3’7’’. Il percorso si snoda sempre del dipartimento del Puy de Dome. Il profilo altimetrico della tappa è particolare perché non ha pianura ed ha 3000 mt di dislivello. L’ultima salita è posizionata a 35 km dal traguardo. Il direttore tecnico della Israel che ha due corridori nella fuga ha consigliato ai suoi atleti di collaborare per cercare di aumentare le possibilità di successo dei battistrada.

Van Der Poel mette la squadra a tirare, evidentemente intende fare la corsa e quando mancano 47 chilometri dal traguardo il vantaggio dei fuggitivi è sceso a 2’40’’. Vicino all’olandese pedala Van Aert, evidentemente anche il corridore giallonero vuole giocarsi la tappa.

Non facciamo in tempo a nominare i due fuoriclasse che subito li ritroviamo insieme all’inseguimento dei battistrada a 2’10’’, mentre il gruppo maglia gialla si trova distante altri due minuti. I distacchi sembrerebbe che vadano a coppie come i calzini.

Neilands, dopo aver fatto lavorare il compagno Scultz, va all’attacco e dietro nessuno per ora lo va a riprendere. Il tratto è di relativa salita, ma il margine di vantaggio cresce immediatamente, sintomo che è partito subito molto forte. Il vento oggi può essere determinante perché moltiplica gli sforzi. Chavez intanto accelera, assieme a Pello Bilbao, ma Neilands pedala con vigore.

Quando mancano 15 chilometri però il vantaggio si assottiglia sempre di più. Stoicamente il fuggitivo prova a resistere con la forza della disperazione andando a raschiare il fondo del barile delle sue energie. Ma alla fine il gruppetto lo raggiunge ed in volata Pello Bilbao beffa tutti e va a conquistare il successo di tappa. Primo successo in assoluto in carriera dopo le due vittorie conquistate sulle strade del Giro d’Italia. Vingegaard rimane in maglia gialla. Domani sarà un’altra giornata di forte caldo e forti emozioni a due ruote.