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      Roglic in giallo, ma Ciccone è da applausi

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      di Davide Pitocco

      La sesta tappa del Giro del Delfinato prevede il primo arrivo in salita selettivo della gara, ossia Le Collet d’Allevard, 11,1 km all’8,3 % medio. Dopo la maxi caduta di ieri, alla partenza sono presenti 16 corridori in meno: in 8 non avevano terminato la quinta tappa, in 8 non sono al via stamattina. Tra questi si segnalano Dylan Van Baarle e Steven Kruijswijk, finiti all’ospedale ieri, e soprattutto Juan Ayuso, la cui botta è stata notevole, sebbene per fortuna non abbia comportato fratture. Il giovane talento spagnolo proverà a rimettersi in vista del Tour. Ripartono invece ammaccati la maglia gialla Remco Evenepoel ed il secondo della generale Primoz Roglic, che hanno rimediato dolori ad una spalla dai rispettivi capitomboli.
      Vanno subito in fuga Cort Nielsen, Gregoire, lontano meno di 3 minuti dal primato in classifica, Livyns, il nostro Fancellu, Hollyman e Guernalec.
      I sei guadagnano 6 minuti sul gruppo. Sul Col du Granier la situazione resta immutata. In seguito cadono Guernalec ed Hollyman e la fuga sbaglia strada a causa di un bivio preso erroneamente da una moto e dalla macchina di direzione corsa.
      Il gruppo intanto inizia a fare sul serio e rosicchia parecchio terreno: all’imbocco della salita finale il vantaggio residuo dei fuggitivi è di 1’55”.
      È la Ineos di Rodriguez a guidare le danze. Ai – 10,3 dal traguardo Gregoire attacca dal gruppo di testa, seguito da Magnus Cort – Nielsen. La giovane stella del ciclismo francese se ne andrà poi da solo.
      Il primo big a staccarsi in gruppo è Geoghegan Hart, piantato al punto da non riuscire quasi a procedere; pure lo sfortunato inglese era caduto ieri. Anche Kuss, un fantasma fin qui nel 2024, si stacca immediatamente.
      Paga poi dazio anche Lorenzo Fortunato.
      Ai meno 4,9 km dall’arrivo scatta a sorpresa lo scalatore belga della Ineos Laurens De Plus, messo bene in classifica.
      Su di lui si riporta Aleksandr Vlasov, pedina tattica in casa Bora.
      I due si riportano e staccano il bravissimo Gregoire, il quale perde parecchio sangue dal naso.
      È Mikel Landa che si incarica di tirare il gruppo a favore del leader Evenepoel. L’andatura del basco determina il cedimento di Gaudu e Buitrago.
      A – 3,4 dall’arrivo allunga il nostro Giulio Ciccone, seguito da Roglic, Carlos Rodriguez, Jorgenson ed un Gee sempre più sorprendente.
      Evenepoel va in grossa difficoltà e scivola nelle retrovie del gruppo, salvato da Landa.
      Nessuno tuttavia prende in mano l’iniziativa ed è vistoso il rallentamento anche nel gruppetto davanti.
      Quando questi atleti raggiungono De Plus e Vlasov, il russo spara tutte le sue cartucce a favore di Roglic.
      L’unico a rimanere col duo Bora è un brillantissimo Ciccone.
      Cedono invece Jorgenson, C. Rodriguez e Gee.
      Ai meno 300 metri Vlasov si sposta e Roglic si esibisce in una delle sue classiche ed irrefrenabili fucilate, con la quale stacca un Giulio Ciccone da applausi.
      Dietro di loro, Vlasov a 11″, Gee a 13″, Jorgenson a 17″, De Plus e Rodriguez a 22″; Remco abbozza una reazione nel finale e chiude a 42″.
      Al belga non basta per salvare il primato; in giallo va Roglic, palesemente l’uomo da battere di questo Delfinato, con 19″ su di lui.
      Il leader della Soudal appare comunque soddisfatto.

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