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      Sul Grappa è one man show di Pogacar

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      Nella penultima tappa di questo Giro d’Italia la corsa rosa scalerà per ben due volte il Monte Grappa, noto per la tragica battaglia nella Prima Guerra Mondiale costata la vita ad oltre 10000 soldati che riposano nel cimitero situato lassù, inoltre questa ascesa è stata teatro di una cronoscalata meravigliosa nel 2014. In mezzo a due ali di folla impressionanti vinse Nairo Quintana in maglia rosa, conquistata dopo la discussa azione giù dallo Stelvio ai danni del connazionale Uran. Il giovane colombiano della Movistar, negli anni d’oro della sua carriera, divorò le rampe del Grappa facendo valere il suo peso piuma.
      L’unico che limitò i danni fu un grande Fabio Aru, suo coetaneo, a caccia del podio, poi raggiunto, dopo la perla a Montecampione. Il sardo, issato prepotentemente tra gli astri nascenti del ciclismo, terminò una prova superba a soli 17″ dal leader della classifica, letteralmente imbattibile quel giorno.
      La tappa odierna parte da Alpego per arrivare dopo 175 km a Bassano del Grappa: sono letteralmente le ultime rampe e le ultimissime vere fatiche di questa corsa rosa edizione n.107, con la doppia scalata del Monte Grappa dal versante di Semonzo.
      Alla partenza sono partiti 142 corridori. Il gruppo parte subito forte e Milesi, Pietrobon e Pellizzari sono al momento i più attivi. Ballerini (Astana) e Germani (Groupama) escono dal gruppo con un vantaggio che sale subito a 16″. Mentre si pedala verso il primo GPM di Muro Ca del Poggio un gruppo di contrattaccanti si lancia all’inseguimento dei due battistrada. L’aggancio avviene quando mancano 140 km al traguardo e il gruppo maglia rosa pedala con un ritardo di 4’. Sul tracciato intanto continua a piovere.
      Nel momento in cui mancano 36 km, sul Monte Grappa Pogacar si affianca alla macchina del medico di gara, ma poi torna a pedalare regolarmente. Si è fatto passare alcune salviette per le braccia e quindi si ipotizza un fastidio o qualche problema in quelle zone del corpo, ma per ora non sembra avere problemi e rimane regolarmente in gruppo.
      I fuggitivi iniziano la prima ascesa di 18 km alla vetta regina di questa tappa con un vantaggio di 4’ sul gruppo maglia rosa, che viene regolato proprio dalla UAE. Ci sono tanti tifosi sloveni sulle strade e quindi molto probabilmente ci si dovrebbe attendere un attacco del giovane padrone del Giro. Vendrame accelera sui battistrada, mentre Ballerini, Tonelli ed altri perdono subito terreno. Sanchez invece, assieme ad altri due corridori, va a riprendere il veneto e guadagna terreno.
      Janssens, Mulubrhan e Sanchez sono quindi i tre battistrada, gli unici che hanno mantenuto un certo ritmo tra coloro che avevano preso parte alla fuga iniziale. Si sale fra due ali di folla, lo spettacolo è fantastico e c’è grande entusiasmo in un territorio che ama profondamente il ciclismo.
      Pellizzari allora si rende protagonista di una grande azione. Esce dal gruppo e con un’azione prodigiosa va a riprendere i due battistrada, Sanchez e Janssens, i quali alla lunga non riescono a reggere il ritmo della sua pedalata e così saltano. L’italiano si ritrova così solo al comando con 1’40’’ di vantaggio, mentre il ritmo imposto dalla UAE cresce a tal punto che il gruppo maglia rosa conta solo 14 elementi, tra cui Tiberi e Caruso. Novak traina il gruppo fino ai meno 6 dalla vetta ed ora Majka comincia a scortare il suo capitano. Il gruppo Pogacar, dopo una bella accelerata di Majka, è composto da 5 corridori, tra cui ancora il nostro Tiberi, O’Connor e Arensman invece hanno perso terreno. Pellizzari ha ancora 50’’ di vantaggio, ma i chilometri da scalare sono ancora 5.
      All’improvviso come un fulmine a ciel sereno Pogacar si alza sui pedali e con uno scatto impressionante in pochi metri rifila circa 15’’ agli avversari. Nessuno prova a inseguirlo. Pellizzari viene ripreso e prova a tenere la ruota del fenomeno sloveno. Tiberi, assieme a Martinez, mantiene un distacco di 37’’.
      La maglia rosa scollina in solitaria con 1’ su Pellizzari e 1’50’’ sul gruppo Martinez, Tiberi e Rubio, subito dietro segue Thomas, sapientemente guidato da Paret-Paintre. Quando mancano 17 km al traguardo Pogacar è involato lungo la strada Cadorna, chiamata così perché fatta costruire dal grande generale, mentre il quartetto inseguitore si trova a 1’55’’. Ormai la tappa è saldamente nelle mani della maglia rosa. Mario, prima che finisca, vuole dire la sua: “ Pogacar è un campione di cuore, avete visto? Ai meno 20 km in un tratto in falsopiano, riceve da un bambino la richiesta di una borraccia. E la maglia rosa si volta verso un membro della squadra a bordo strada, prende una borraccia e la passa al bambino…”
      Alla fine il ragazzo Meraviglia arriva al traguardo tra ali di folla festante, con le braccia al cielo, pronto ad accogliere la vittoria su questa competizione che tanti ricordi suscita in noi appassionati. Il gruppetto con Tiberi, Pellizzari e Martinez fa registrare un ritardo di 2’07’’.

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