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      Un piccolo usignolo vola come un’aquila su Urbino

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      di Davide Pitocco

      Lungo le colline marchigiane si vive la tappa n.4, piuttosto turbolenta, del Giro d’Italia donne. Il gruppo maglia rosa ha un ritardo di 3’29’’ dai battistrada, mentre c’è un gruppo di inseguitrici a metà strada che pedala con 1’31’’ di ritardo. La maglia azzurra della migliore scalatrice, prima del traguardo di Urbino è stata conquistata dalla Edmond, l’eroica atleta che è solitaria dopo l’ascesa del Monte Titano, in fuga e ha preso diversi punti lungo la strada. 

      Intanto le meraviglie urbinate attendono le ragazze del Giro che si stanno dando battaglia sulle strade. Per chi cammina a piedi sembra quasi di tornare indietro di almeno seicento anni, se ti fermi un attimo, alzi la testa ed in estatico silenzio osservi. E non puoi fare a meno di osservare bellezza artistica ovunque. Gli edifici con i mattoni rossi trasportano il turista ad un tempo in cui lo smog, i clacson e le macchine non erano stati nemmeno concepiti.

      Quando mancano 13 km la battistrada ha ancora 1’20’’ di vantaggio. Ma andare a riprendere la Edmond sarà arduo. La strada ora sarà prima in leggera salita, per poi trasformarsi in vere e proprie rampe con tornanti da brividi che costringeranno le atlete ad alzarsi sui pedali e produrre il massimo sforzo per arrivare all’agognato traguardo. Le inseguitrici della Edmond danzano sui pedali mentre la strada torna a salire sperando di andare a riprendere la fuggitiva.

      Il gruppo maglia rosa tirato dalla Lidl Trek viaggia a circa un chilometro di distanza. Inizialmente la salita è pedalabile, fino alle rampe finali che sono esplosive e lì bisognerà dare tutto. La battistrada quando mancano 8 km ha buone possibilità, perché conserva ancora 1’11’’. Dietro pedalano in agilità, ma alla fine la Edmond sta comunque facendo un’impresa che ha dello straordinario.

      La corsa è in divenire, nulla è cristallizzato, perché, se dietro decidono di muoversi, allora la fuga potrebbe sciogliersi come un ghiacciolo all’equatore. Chabbey e Magnaldi sembra che abbiano perso lo smalto iniziale ed infatti Edmond guadagna secondi preziosi, ma sono ancora 7 i chilometri che separano dalle strade di Federico da Montefeltro.

      Quando vede l’arco dei 3 km la sua pedalata è ancora pulita, nonostante il numero dei colpi non sia molto elevato. Quando la strada s’impenna ai meno 2, forse per la prima volta si alza sui pedali e pedala con un misto di potenza e agilità. Clara Edmond nell’ultimo chilometro ci crede. Capisce che può vincere, ha 54’’ sul gruppetto inseguitore, anche se nello splendido scenario di Urbino c’è un tratto in pavè. Digrigna i denti sulle rampe al 14%, si volta e vede il vuoto alle sue spalle. Ora sorride e si va a prendere la sua prima grande vittoria. Numero strepitoso della Edmond: è partita sul primo GPM, si è gestita e ha fatto sua con un braccio al cielo questa quarta tappa, dopo 50 km di fuga solitaria.

      Nel gruppo maglia rosa Longo Borghini offre un grande spettacolo di freschezza atletica e in volata batte la campionessa del mondo Kopecky.

      Al termine intervistata Clara Edmond ha dichiarato: “ Sono molto contenta di quello che ho fatto. Quasi stento a credere. Ringrazio la squadra che mi ha supportato e tutto il team.”

      Sono sempre molto belle alcune frasi di circostanza che gli atleti sono chiamati a dover dire: Clara Edmond ha corso in solitaria e nessuna delle compagne ha tirato per lei per un solo metro. Onore alla sua grande vittoria, ma da domani altre difficoltà si presenteranno sotto le ruote di queste fantastiche atlete, con arrivo a Foligno, tappa favorevole alle ruote veloci.

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