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      Vingegaard: essere o non essere?

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      di Davide Pitocco

      A circa due settimane dalla partenza del Tour de France in tanti sono qui a domandarsi in modo molto shakespeariano Vingegaard sì o no? A marzo il corridore ha avuto un terribile incidente durante il Tour dei Paesi Baschi riportando diverse fratture importanti, ma soprattutto uno pneumotorace che lascia molti dubbi sulla condizione con la quale si presenterà alla Grande Boucle. Il danese già nei primi mesi di maggio ha iniziato la preparazione ed è salito in sella, anche se non è andato in altura con i compagni che parteciperanno alla corsa francese e non ha partecipato al Delfinato. 

      Il d.s. Zeeman ha dichiarato che Vingegaard sarà al Tour solo se sarà in grado di lottare per vincere e da oggi il danese pedala per farcela!

      In molti si chiedono se la partecipazione al Tour non sia incalzata dagli sponsor che vogliono il corridore in gara e quindi, indipendentemente dalla sua condizione, la partenza è molto condizionata dal dio Denaro.

      Se il danese e lo sloveno dovessero entrambi partecipare con una condizione ottimale, certamente ci sarebbe da divertirsi e gli appassionati potranno assistere a duelli sulle due ruote di certo spettacolari.

      A fine maggio Vingegaard è giunto a Tignes per iniziare il blocco di lavoro in altura propedeutico alla Grande Boucle. 

      Cosa che non significa che siano state tolte le riserve sulla sua partecipazione al Tour, dato che il danese è ancora in dubbio e che le prossime settimane saranno quelle decisive, ma vuol dire che il recupero dallo spaventoso incidente di inizio aprile al Giro dei Paesi Baschi continua nel migliore dei modi. Nei piani iniziali Jonas avrebbe dovuto rimanere in Danimarca ad allenarsi per poi raggiungere i compagni in altura al termine del Delfinato. 

      Le condizioni di Jonas sono però apparse subito buone, tanto che il ragazzo, accompagnato dalla famiglia e dal medico che sta seguendo ogni suo progresso, si è spostato una decina di giorni fa a Maiorca, come vi abbiamo raccontato nel nostro podcast. Clima perfetto e percorsi più impegnativi per cominciare ad avere risposte significative sia in salita, con ripetute scalate del Puig Mayor, sia in discesa, un aspetto da non sottovalutare dato il trauma anche psicologico subito.

      Per ora quindi rimaniamo in attesa di sapere quale sarà il destino del talento danese.

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