Pescara, 25 settembre 2025 – Ha suscitato un’ondata di polemiche la diffusione sui social di una fotografia che ritrae un giovane militante con una maglietta raffigurante il simbolo delle Brigate Rosse. L’immagine, apparsa su profili non riconducibili ai Giovani Democratici, ha immediatamente provocato la reazione del segretario regionale GD Abruzzo, Saverio Gileno, che ha chiesto la rimozione del contenuto e ha preso le distanze in modo netto e inequivocabile.
«Ci dissociamo dal gesto e da ogni tipo di interpretazione – ha dichiarato Gileno – questo genere di messaggi non appartiene alla nostra comunità politica». Il giovane ritratto nella foto, ha precisato il segretario, non è dirigente né ricopre incarichi all’interno dei Giovani Democratici o del Partito Democratico. «Il suo gesto non può in alcun modo essere considerato espressione della nostra organizzazione – ha aggiunto – e sarà oggetto di valutazione negli organi competenti del partito».
La nota ufficiale diffusa dai GD Abruzzo ribadisce con fermezza il rifiuto di ogni forma di ambiguità o ironia su un tema che ha segnato profondamente la storia democratica del Paese. «Siamo pienamente consapevoli del dolore e delle ferite ancora aperte lasciate dagli anni di piombo, stagione buia segnata da terrorismo, sangue e violenza. Non scherziamo, non minimizziamo e non autorizziamo revisionismi».
Gileno ha voluto ricordare i modelli di riferimento della comunità democratica: «I nostri valori sono quelli della Costituzione, della democrazia e dell’antifascismo. I nostri modelli sono Guido Rossa e Aldo Moro, vittime innocenti della violenza brigatista. Le Brigate Rosse si rivelarono per ciò che erano: uno strumento della reazione».
Il segretario GD ha inoltre respinto le critiche provenienti da ambienti della destra giovanile, accusando Gioventù Nazionale di silenzi e ambiguità su derive neofasciste e gesti come il saluto romano: «La coerenza non è un optional. La violenza politica si condanna sempre, senza distinguo e senza convenienze».
I Giovani Democratici Abruzzo confermano il loro impegno quotidiano come presidio di democrazia, libertà e partecipazione: «Lo facciamo nelle strade, nelle piazze, nelle scuole, nelle università e nelle sezioni. Non sarà certo una maglietta stupida, indossata con ironia di pessimo gusto, a mettere in discussione la nostra identità e i nostri valori».
