di Davide Pitocco
Domenica 23 giugno si è assegnato il tricolore nella classica corsa dedicata alla memoria del grande Alfredo Martini, con partenza da Piazzale Michelangelo a Firenze e arrivo a Sesto Fiorentino dopo 4 giri del circuito di Monte Morello. Fino ai meno 45 dall’arrivo la corsa non ha nulla da raccontare, tutto il gruppo attende di entrare nel circuito cittadino. Il primo tentativo davvero degno di nota arriva a circa 45 km dal traguardo: in 5 all’attacco, Bettiol, Zambanini, Frigo, Rota e Zoccarato, con una ventina di secondi su un gruppetto con Ganna, Ciccone, Vendrame, Pellizzari e Ulissi.
Il penultimo passaggio su Monte Morello vede Bettiol e Rota forzare il ritmo, con Zoccarato e Zambanini che a fatica tengono le ruote mentre Frigo perde contatto.
Da dietro, invece, tentano di riportarsi sotto Brambilla, Ulissi, Conci e De Marchi: 25″ di ritardo per loro allo scollinamento, su cui rientrano Ciccone, Magli e Formolo, 40″ per gli altri favoriti che faticano a trovare l’accordo. Ai piedi della discesa anche Ganna, con Aleotti, tornano sugli inseguitori e al transito sotto il traguardo il vantaggio dei 4 di testa è di una trentina di secondi.
Davanti Bettiol è in grande giornata ma purtroppo per lui Zoccarato e Zambanini non collaborano più di tanto, permettendo agli inseguitori di tornare a pochi secondi in vista dell’ultima scalata a Monte Morello.
Il corridore della EF sembra indomabile, tiene viva l’azione praticamente da solo, riuscendo a respingere l’inseguimento di Formolo e Ganna, ottimo anche in salita. Nel tratto più duro cede Zoccarato davanti mentre Ciccone screma il gruppetto inseguitore. A poco più di un km dalla vetta se ne va di ritmo Bettiol: il toscano è letteralmente scatenato e segna subito differenze importanti su Rota e Zambanini che passano in cima con 14″ di ritardo mentre è ancora più lontano Ciccone, in compagnia di Formolo, probabilmente ormai tagliati fuori dai giochi. Gli ultimi chilometri sono una passerella per Alberto Bettiol che si prende la maglia tricolore e lancia un grande segnale in vista del Tour e, soprattutto, dell’appuntamento olimpico di Parigi.
Secondo posto per Lorenzo Rota davanti a Edoardo Zambanini mentre Ganna è autore di un finale mostruoso che lo porta al quarto posto.