
PESCARA – Cia Abruzzo sarà presente domani, 20 gennaio, alla manifestazione di Strasburgo organizzata da Cia‑Agricoltori Italiani insieme al Copa‑Cogeca per protestare contro l’accordo Ue‑Mercosur. La delegazione abruzzese parteciperà alla mobilitazione che punta a richiamare l’attenzione delle istituzioni europee sui rischi che l’intesa comporterebbe per l’agricoltura italiana e per le produzioni di qualità dei territori.
Il presidente nazionale di Cia‑Agricoltori Italiani, Cristiano Fini, sottolinea la necessità di garanzie chiare e vincolanti prima di qualsiasi firma da parte della Commissione europea. Tra le condizioni ritenute imprescindibili figurano standard produttivi, sanitari e ambientali equivalenti, controlli rigorosi sulle importazioni e clausole di salvaguardia rapide ed efficaci. La riduzione della soglia di salvaguardia dall’8 al 5 per cento, secondo l’organizzazione, rappresenta un intervento insufficiente e non tutela adeguatamente i produttori europei dalla concorrenza sleale.
Anche il presidente di Cia Abruzzo, Nicola Sichetti, conferma la partecipazione alla protesta, evidenziando come l’accordo, nella sua formulazione attuale, rischi di penalizzare le aziende agricole regionali, già impegnate in un contesto complesso e caratterizzato da costi elevati e normative stringenti. Senza il rispetto del principio di reciprocità, afferma Sichetti, l’intesa non può essere considerata accettabile.
Cia Abruzzo ribadisce l’importanza di regole uguali per tutti per tutelare le produzioni di qualità, garantire la sicurezza alimentare e sostenere la sostenibilità del sistema agricolo europeo. Controlli efficaci e strumenti di salvaguardia realmente operativi sono ritenuti indispensabili per evitare distorsioni del mercato.
La manifestazione di Strasburgo rappresenta un momento cruciale per riportare al centro del dibattito europeo il futuro dell’agricoltura, già messo alla prova da una crisi strutturale e dalle incertezze legate alla riforma della Pac. L’organizzazione abruzzese, insieme alla struttura nazionale e alle principali realtà agricole europee, chiede al Parlamento europeo di ascoltare le istanze dei produttori e di garantire condizioni eque e sostenibili per il Made in Italy agroalimentare negli scambi internazionali.