Ad Alfedena la polenta diventa festa: prima edizione dell’evento promosso dallo Sci Club e dal Gruppo Alpini

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Una serata di tradizione, volontariato e comunità nel cuore delle festività natalizie

Per la prima volta ad Alfedena la polenta è stata celebrata come merita: non solo come piatto della tradizione, ma come simbolo di memoria, identità e condivisione. L’iniziativa, ideata dall’ASD Sci Club di Alfedena e realizzata insieme al Gruppo Alpini, ha trasformato una serata delle festività natalizie in un grande momento comunitario, capace di unire residenti, turisti e volontari in un’atmosfera autentica e calorosa.

Nelle case alfedenesi la polenta ha rappresentato per secoli una soluzione alimentare semplice e salvifica, spesso l’unica possibile nelle dispense povere delle famiglie contadine. Un piatto che racconta sacrifici, ingegno e resilienza, tramandato nei ricordi dei nonni e delle massaie. Proprio da queste storie è nato il desiderio di Arturo Como, presidente dello Sci Club, di dedicare un evento alla polenta al sugo con salsiccia, riportando al centro un sapore che appartiene alle radici del paese.

Una festa resa possibile da una grande rete di volontari

La riuscita della serata è stata frutto di un impegno corale. Preparare sul momento decine e decine di porzioni per turisti e compaesani richiede braccia, cuore e dedizione: qualità che da sempre contraddistinguono il Gruppo Alpini di Alfedena, presieduto da Secondo Di Giulio con il supporto del vicecapogruppo Nicola Verile. Accanto a loro, il direttivo dello Sci Club ha lavorato senza sosta, dimostrando quanto forte sia il senso di appartenenza alla comunità.

A dirigere la “grande orchestra” culinaria è stato il cuoco Vittorio Gasbarro, originario di Ateleta, che per ore ha mescolato chili di farina di mais nei grandi pentoloni, dando vita a una polenta densa, profumata e ricca di sapore. A completare l’esperienza, un vin brulè aromatico ai chiodi di garofano, preparato secondo tradizione alpina.

Tradizione, identità e filiera corta

L’evento ha valorizzato non solo la memoria gastronomica, ma anche la rete economica locale: tutti gli ingredienti sono stati acquistati dagli esercenti del territorio, generando un circolo virtuoso di economia di prossimità. Una scelta coerente con lo spirito dell’iniziativa, che ha voluto unire gusto, sostenibilità e comunità.

Tra i volontari non è mancato Giuseppe Scacco, legato ad Alfedena dai tempi del servizio nell’Arma dei Carabinieri e oggi residente a Palestrina. Come accade anche per la festa estiva della Pizza Fritta, Scacco torna sempre per dare una mano, impiattando con cura e dedizione insieme agli Alpini e ai membri dello Sci Club.

Una serata di musica, ricordi e allegria

Nonostante la pioggia battente, i volontari hanno presidiato il braciere per la cottura delle salsicce, mentre la piazza si riempiva di profumi e voci. La musica ha fatto il resto: canti spontanei, un trenino improvvisato, fisarmoniche che hanno riportato alla mente le serate di una volta, quando bastavano poche note per sentirsi comunità.

La polenta, con il suo colore giallo vivo, è diventata metafora di ottimismo, energia e creatività: qualità che animano il volontariato locale e che rendono possibile la riuscita di iniziative come questa.

Un sostegno concreto allo sport giovanile

Il ricavato della serata sarà interamente destinato alle attività dei giovani atleti dello Sci Club di Alfedena, confermando il ruolo dello sport come contenitore di valori, storia, cultura e socialità.

“Restare uniti per tenere vivi i paesi”

«Iniziative come questa – sottolinea Arturo Como – aiutano a mantenere vivi i paesi, a rafforzare i legami con chi è emigrato e torna ogni anno spinto da ricordi, affetti e sapori dell’infanzia. Crescere e progredire non può prescindere dal custodire con cura ciò che siamo stati».