TERAMO – Largo San Matteo si prepara a diventare il cuore pulsante di un messaggio universale: quello della pace. Il 3 settembre 2025, a partire dalle ore 19, la città ospiterà “Let It Be Peace – La guerra vista con gli occhi della pace”, una manifestazione ideata e diretta da Fiammetta Ricci, che unisce arte, testimonianza e musica per raccontare i conflitti contemporanei da una prospettiva diversa: quella di chi lavora ogni giorno per costruire ponti, non muri.
L’evento, inserito nel cartellone culturale del Comune di Teramo e legato alla mostra “I Grant You Refuge”, gode del patrocinio della Provincia di Teramo, dell’Università di Teramo e della Scuola di legalità e giustizia, e vede la collaborazione di importanti realtà come Amnesty International, Caritas diocesana, Legambiente, Libera, Emergency e Unicef.
Due anime, un unico messaggio
La serata si articolerà in due momenti distinti ma complementari. Nella prima parte, le associazioni coinvolte porteranno sul palco testimonianze dirette, video e letture poetiche che raccontano il loro operato nei contesti di guerra in Ucraina, Palestina, Siria, Sudan e altri territori martoriati. Un’occasione per ascoltare le voci di chi, ogni giorno, si impegna per la cura delle vittime, la promozione dei diritti umani e la diffusione della cultura della non violenza.
Musica per la dignità umana
La seconda parte sarà dedicata al concerto della Animactonia Jazz Band, guidata dalla stessa Fiammetta Ricci, voce e compositrice, che proporrà un repertorio ispirato ai temi della pace e dei diritti umani. Accanto a lei, musicisti di fama nazionale e internazionale: Fabio Colella alla batteria, Emanuele Di Teodoro al basso, Toni Fidanza al pianoforte, Fabrizio Mandolini al sax e Luca Mongia alla chitarra. Il pubblico potrà ascoltare cover evocative e brani originali in anteprima dal nuovo album di Ricci, “Mi tingo di blues”, in uscita in autunno.
A presentare la serata sarà Luisa Ferretti, volto noto della scena culturale abruzzese.
Un invito alla riflessione
“Let It Be Peace” non è solo un evento, ma un invito collettivo a guardare il mondo con occhi diversi. A riconoscere il valore del dialogo, della solidarietà e della giustizia. A credere che anche nei luoghi più oscuri, la luce della pace può ancora brillare.