Sanità abruzzese, allarme PD: “160.000 rinunce alle cure. Nessuna Casa della Comunità attiva”

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Pescara, 8 ottobre 2025)– Il Partito Democratico lancia un duro atto d’accusa sulla gestione della sanità regionale abruzzese, alla luce dei dati contenuti nel nuovo rapporto GIMBE. Secondo quanto dichiarato dal capogruppo PD in Consiglio regionale Silvio Paolucci e dal segretario regionale Daniele Marinelli, il sistema sanitario pubblico è in grave sofferenza, con 160.000 cittadini che hanno rinunciato a una o più prestazioni sanitarie, pari al 12,5% della popolazione: il secondo dato più alto in Italia.

«Il rapporto GIMBE ci consegna un quadro impietoso e allarmante» – affermano Paolucci e Marinelli – «Anni di definanziamento, scelte sbagliate e incapacità di programmazione stanno smantellando un sistema nato per garantire un diritto costituzionale: quello alla salute».

Tra i punti critici evidenziati dal report:

  • Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) ancora inadempienti
  • Case della Comunità: 42 programmate in Abruzzo, nessuna attiva
  • Fascicolo Sanitario Elettronico: adesione ferma all’1%
  • Mobilità passiva e fuga del personale sanitario in aumento
  • Spesa sanitaria pubblica al 6,3% del PIL, sotto la media OCSE
  • Crescita della spesa sanitaria privata a carico delle famiglie

«La giunta Marsilio non è stata in grado di tradurre le risorse in servizi concreti» – proseguono gli esponenti PD – «Serve un piano straordinario di rifinanziamento del sistema sanitario pubblico e una programmazione regionale che investa su personale, strutture, medicina territoriale e digitalizzazione».

Il Partito Democratico chiede interventi immediati e strutturali per garantire il diritto universale alla cura, sottolineando che «la qualità dell’assistenza non può dipendere dal codice di avviamento postale».