Chieti, 25 settembre 2025 – Una procedura complessa e delicata ha permesso di salvare una bambina affetta da una rarissima forma di anemia fetale, diagnosticata alla 24ª settimana di gestazione presso la Clinica Ostetrica e Ginecologica dell’Ospedale di Chieti, diretta dal dott. Marco Liberati. Il caso, definito eccezionale per gravità e rarità, è stato gestito con successo da un’équipe multidisciplinare che ha operato in stretta sinergia tra medicina prenatale, immunoematologia, nefrologia e neonatologia.
La patologia, causata dalla presenza dell’antigene Kell sui globuli rossi del feto, ha richiesto un intervento urgente: quattro trasfusioni in utero, rese possibili grazie alla collaborazione con il Centro Trasfusionale, e dieci sedute di plasmaferesi alla madre, per proteggere i globuli rossi della bambina dagli anticorpi. La gravidanza è stata monitorata costantemente fino al parto, avvenuto alla 34ª settimana.
«Abbiamo ingaggiato una lotta contro il tempo – ha spiegato il prof. Francesco D’Antonio, responsabile del Centro di medicina prenatale – e la risposta clinica della bambina, culminata in un sorriso ecografico dopo la prima trasfusione, è stata per noi un segno commovente di benessere». Il successo dell’intervento ha restituito la speranza di maternità a una donna già segnata in passato dalla perdita di un figlio per la stessa patologia, allora non riconosciuta.
Il Direttore generale della Asl 2, Mauro Palmieri, ha espresso grande apprezzamento per il lavoro svolto: «Questo caso dimostra l’eccellenza dei nostri professionisti e la capacità dell’Azienda di offrire soluzioni anche nelle situazioni più complesse. Continueremo a investire nell’innovazione e nella qualità dei servizi».
Il risultato è stato reso possibile grazie all’impegno di numerosi specialisti: Barbara Matarrelli, Danilo Buca, Luciano Di Tizio, Diego Gazzolo (Direttore della Neonatologia) e Lorenzo Di Liberato, che hanno contribuito a un intervento salvavita raro e altamente qualificato.
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