Dal 26 febbraio al 4 marzo, gli appassionati di animazione giapponese hanno avuto il piacere di trovare al cinema una delle storie romance più importante degli ultimi anni: il film di The Dangers in My Heart. Quello a cui abbiamo assistito all’UCI Cinema Meridiana di Bologna, è un collage dei momenti più significativi della serie di 25 episodi totali, usciti fra il 2023 e il 2024. Per chi non l’avesse vista e preferisse un’esperienza più compressa, diretta, ma comunque intensa, questo film è un’ottima soluzione.
La storia ruota attorno a Kyotaro, un ragazzino delle medie introverso, dallo sguardo truce, ma che nasconde una profonda insicurezza e paura per il mondo esterno, e alla sua compagna di classe Anna, una ragazza già proiettata nel mondo del lavoro per la sua bellezza, ma che dentro è ancora ingenua, sensibile, goffa e terrorizzata dall’idea di deludere gli altri. Entrambi, sono stati resi alla perfezione in italiano da Simone Lupinacci e Elisa Giorgio, che con il loro doppiaggio hanno trasmesso tutte le sfumature dei loro personaggi. I due protagonisti vivono la loro adolescenza con tutti i timori che questa età riserva: dalla convinzione di doversi ribellare al proprio nucleo familiare, alla paura che è nata nel momento in cui si inizia a intravedere cos’è davvero il mondo esterno. Ed è per questo motivo che Kyotaro e Anna si trovano fin da subito, perché ognuno vede nell’altro una luce, una persona capace di far stare bene, indipendentemente dalle decisioni che si prendono in questo mondo che, all’improvviso, gli ha voltato di spalle. Il loro è un amore che nasce dagli imbarazzo nel mostrare anche la loro più piccola insicurezza, dal timore di poter fare qualcosa che possa apparire come ‘strano’, e dalla curiosità di scoprire sempre di più su quella persona che, nonostante tutto, rimane al nostro fianco. Ma la cosa più bella, è che quando questi sentimenti infrangono lo schermo e arrivano a chi sta assistendo, diventano tangibili più che mai, facendo emozionare gli spettatori per la loro purezza e la loro autenticità.
Infine, fra tutti questi frammenti già visti, questo mosaico presenta delle piccole scene inedite, anticipazioni di qualcosa che si spera di vedere in futuro, ma che oggi sono dei doni da conservare e ricordare con cura. Perché fino a quando non torneremo da Kyotaro e Anna per il seguito, dovremo conservare con noi tutte le emozioni che quest’opera ci ha regalato, dalla più piccola alla più grande.
Pierpaolo Di Carlo
