di Pierpaolo Di Carlo
Moldova-Italia è stato un vero e proprio test di preparazione in vista del cruciale scontro con la Norvegia e dei Play-Off che si giocheranno in primavera. In una serata come questa, dall’esito apparentemente prevedibile, i veri obiettivi erano due: verificare la reale condizione fisica degli Azzurri dopo gli impegni di club e affinare le armi tattiche che potranno essere usate negli impegni futuri.
Fin dai primi minuti della partita, l’Italia si piazza nella metà campo avversaria con facilità, riuscendo così a permettere ai propri uomini di maggior qualità di mettersi in luce. In fase offensiva gli Azzurri dimostrano una buona qualità nel palleggio, con passaggi veloci, verticali e anche a un tocco, grazie soprattutto ai movimenti delle ali Raspadori e Orsolini, spesso libere di crossare ma senza alcun risultato. Purtroppo, emerge anche una difficoltà a concretizzare le occasioni a causa della poca cattiveria in fase realizzativa, delle volte preferendo fare un passaggio in più sotto porta anziché provare a calciare. Negli ultimi 20 minuti del primo tempo, però, aumentano gli errori in fase di costruzione, soprattutto da parte di Tonali e Cristante, che abbassano il ritmo dell’Italia e il numero di occasioni create. Nel secondo tempo appare sempre più evidente la mancanza di cinismo degli attaccanti azzurri, che con conclusioni deboli e imprecise non riescono a sbloccare il risultato. Poco a poco, la partita scema in un monologo di totale sterilità, con palloni buttati dentro l’area di rigore privi di una logica e di una pericolosità, e con tiri nello specchio che si contano sulla dita di una mano. I lampi finali di Mancini ed Esposito, che consegnano la vittoria agli azzurri, sono dei semplici episodi che non cancellano una partita noiosa, e che ha evidenziato le abissali difficoltà realizzative della nazionale di Gattuso.
Alla fine, Moldova-Italia ha dato segnali di sfiducia su quello che questo gruppo riuscirà a fare, perché una squadra con così poco carattere e così poca cattiveria, difficilmente riuscirà a farsi valere in un appuntamento come uno spareggio Play Off. Quello fra marzo e aprile darà un appuntamento carico di pressioni, che negli ultimi anni hanno sempre steso a terra gli azzurri. Poi chi lo sa, magari ci stupiranno, anche se ho i miei dubbi.
