PESCARA – È scattata all’alba di giovedì 6 novembre una vasta operazione dei Carabinieri che ha portato all’arresto di sei persone accusate di far parte di una banda criminale specializzata in assalti a bancomat e furti in aziende e logistiche. L’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Cremona, ha coinvolto anche il territorio pescarese, dove due dei soggetti destinatari della misura cautelare sono stati intercettati e fermati mentre erano in viaggio.
Decisivo l’intervento delle pattuglie Radiomobili delle Compagnie Carabinieri di Pescara e Montesilvano, che hanno bloccato i due uomini, poi trasferiti nelle case circondariali di Pescara e Foggia. L’operazione ha visto il coinvolgimento di numerosi reparti dell’Arma, tra cui i Nuclei Cinofili di Orio al Serio e Modugno, e la Stazione Carabinieri presso l’Aeronautica Militare di Ghedi.
Il colpo fallito a Cella Dati
Le indagini sono partite dopo il tentato furto del 1° febbraio scorso ai danni della Cassa Padana di Cella Dati (CR), dove furono utilizzati due ordigni artigianali – le cosiddette “marmotte” – per scardinare il bancomat. Il colpo fallì, ma lasciò danni ingenti. Da lì, i Carabinieri hanno ricostruito la rete criminale, individuando un’organizzazione con base nel cremonese e ramificazioni in provincia di Foggia.
Una struttura paramilitare
Secondo gli inquirenti, la banda agiva con modalità paramilitari: ruoli ben definiti, telefoni “puliti”, radio ricetrasmittenti, basi logistiche per ospitare i “pendolari” del crimine provenienti dal Sud. Tra i progetti anche l’acquisto di un camion intestato fittiziamente, da usare per trasportare il bottino dei furti.
Altri colpi e sequestri
Durante le indagini sono emersi altri due episodi: un tentato furto ad aprile in una casa di cura in provincia di Verona e un colpo riuscito a maggio in una banca della Repubblica di San Marino, dove fu rubata una cassaforte con 45.000 euro. Le intercettazioni ambientali e telefoniche hanno confermato il coinvolgimento degli arrestati.
Nel corso delle perquisizioni sono stati sequestrati telefoni cellulari, sim card, radio, jammer, arnesi da scasso e un ordigno artigianale privo di innesco. Il settimo componente della banda è ancora ricercato.
