Call Center ASL, Abruzzo Insieme attacca la Regione: «Il centrodestra scarica sui lavoratori i propri errori»

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Il Gruppo Consiliare “Abruzzo Insieme”, attraverso il capogruppo Giovanni Cavallari, interviene con una dura presa di posizione sulla vertenza che coinvolge le lavoratrici e i lavoratori del call center ASL, già operativi nella provincia di Chieti e oggi assegnati alla ASL di Teramo in seguito al nuovo appalto regionale per i servizi CUP e Call Center.

Secondo Abruzzo Insieme, la situazione descritta dai dipendenti sarebbe ormai divenuta insostenibile. Lo spostamento della sede operativa da Treglio, in provincia di Chieti, a Teramo costringe alcuni lavoratori a percorrere quotidianamente fino a 250 chilometri tra andata e ritorno, con costi economici elevati e tempi di vita difficilmente conciliabili con stipendi considerati già bassi e spesso legati a contratti part-time. Il gruppo consiliare evidenzia inoltre che il numero degli operatori coinvolti sarebbe già sceso da 13 a 11, segnale di un disagio crescente.

La ASL di Teramo, da parte sua, ha ribadito di aver applicato quanto previsto dal bando di gara, che indicava l’apertura della sede teramana come requisito contrattuale. Una posizione che Abruzzo Insieme non contesta sul piano formale, ma che considera centrale per individuare le responsabilità politiche.

Il gruppo consiliare punta infatti il dito contro la Regione Abruzzo e contro Areacom, la società che ha redatto il bando su indirizzo regionale. Secondo Abruzzo Insieme, il nuovo assetto organizzativo sarebbe stato definito senza una valutazione preventiva delle ricadute sociali, occupazionali ed economiche sui lavoratori coinvolti. Una scelta definita “miope e tecnocratica”, che avrebbe modificato radicalmente l’assetto precedente senza tenere conto delle conseguenze.

Abruzzo Insieme critica inoltre l’operato degli assessori regionali competenti, ritenendo insufficienti le convocazioni e le dichiarazioni finora rilasciate. Il gruppo consiliare solleva anche un interrogativo rimasto, a suo dire, senza risposta: perché non sono stati convocati i Direttori Generali delle ASL di Chieti e Pescara per valutare un possibile assorbimento dei lavoratori nei rispettivi call center o in servizi analoghi.

«Difendere il rispetto del bando è corretto, ma usare il bando per giustificare l’abbandono dei lavoratori è inaccettabile», afferma Abruzzo Insieme, che respinge l’idea che la ASL di Teramo possa essere utilizzata come “alibi politico” per coprire scelte regionali ritenute errate.

Il gruppo consiliare chiede alla Regione interventi immediati e concreti, sottolineando che ogni giorno di ritardo rischia di tradursi in nuove dimissioni, perdita di professionalità e un ulteriore indebolimento del servizio pubblico.

«I diritti dei lavoratori non possono essere una variabile dipendente dei bandi di gara», conclude Abruzzo Insieme, annunciando che continuerà a seguire la vicenda e a sostenere le richieste degli operatori coinvolti.