Il capogruppo regionale di Abruzzo Insieme, Giovanni Cavallari, interviene con una nota durissima sulle recenti dichiarazioni del direttore della Protezione Civile regionale Maurizio Scelli, giudicate “nervose” e “fuori fuoco” rispetto alle criticità sollevate da amministratori, operatori e territori.
Secondo Cavallari, attribuire le contestazioni a un presunto attacco politico contro il presidente Marsilio è “una ricostruzione comoda ma non veritiera”. Le critiche – precisa – riguardano scelte amministrative, atti concreti e una gestione che sta generando malumori diffusi all’interno della struttura e tra i sindaci.
“La Protezione Civile non è un fortino personale”
Il consigliere regionale sottolinea come l’Abruzzo, colpito negli ultimi anni da eventi calamitosi ripetuti, non possa permettersi una Protezione Civile “attraversata da tensioni interne, divisioni e incertezze strategiche”.
«La Protezione Civile – afferma – non è uno strumento di propaganda né un presidio personale. È un servizio pubblico essenziale che deve essere efficiente, coeso e trasparente».
“Mai ricevuti inviti o momenti di confronto”
Cavallari smentisce inoltre l’idea di un dialogo aperto con i rappresentanti istituzionali: «Non ho mai ricevuto dal direttore Scelli, né dalla sua struttura, inviti formali, incontri o approfondimenti. Parlare di collaborazione mentre si escludono sistematicamente i consiglieri regionali è una contraddizione evidente».
Il consigliere evidenzia come citare singole esercitazioni o iniziative pubbliche non basti a definire un reale confronto: «Il dialogo non è fatto di eventi spot o passerelle mediatiche, ma di un lavoro costante con chi rappresenta i territori».
Il caso Notaresco: “Annunci smentiti dai fatti”
Tra i punti più critici Cavallari richiama la vicenda della sede di Notaresco. «A settembre Scelli aveva annunciato che non sarebbe stata chiusa. Oggi, invece, atti e decisioni vanno nella direzione opposta, senza risposte scritte e senza chiarire le ricadute sul presidio territoriale. È una contraddizione che mina la credibilità della struttura e certifica l’assenza di una visione chiara».
“Ascoltare il personale, non delegittimarlo”
Il capogruppo di Abruzzo Insieme giudica “grave” liquidare le segnalazioni interne come montature politiche: «Chi guida una struttura complessa deve ascoltare, non negare i problemi. Negarli non li risolve, li aggrava».
Le domande rimaste senza risposta
Cavallari pone due quesiti ritenuti centrali per trasparenza e corretto utilizzo delle risorse pubbliche:
- Con quali fondi sono stati finanziati concerti, eventi pubblici, allestimenti e service riconducibili alla Protezione Civile regionale, e quali atti amministrativi ne autorizzano la spesa.
- Che fine abbia fatto l’ospedale da campo più volte annunciato: se sia stato acquistato o noleggiato, con quali risorse, dove sia collocato e se sia operativo in caso di emergenza.
“Responsabilità anche politiche”
Cavallari conclude ricordando che, secondo lo stesso Scelli, il responsabile politico della Protezione Civile è il presidente Marsilio: «Se la struttura è poco o mal organizzata, la responsabilità è anche politica. Le responsabilità valgono non solo quando si rivendicano i risultati, ma soprattutto quando emergono criticità che incidono sulla sicurezza dei cittadini».
