
Non è un’alleanza dichiarata, non è un blocco ufficiale, ma il triangolo tra India, Russia e Iran sta già cambiando gli equilibri del potere globale. La partnership tra India e Russia è profonda e multisettoriale. L’energia costituisce il fulcro di questa relazione: la Russia è uno dei principali fornitori di petrolio greggio all’India, con sconti strategici che aiutano Nuova Delhi a contenere i costi energetici. Nonostante la guerra in Ucraina iniziata nel 2022 e le pressioni occidentali, l’India ha continuato a importare petrolio russo, che copre una parte significativa del fabbisogno energetico nazionale. Il commercio bilaterale ha raggiunto circa 68–69 miliardi di USD e si prevede di portarlo a 100 miliardi entro il 2030. Oltre all’energia, il commercio include fertilizzanti, prodotti farmaceutici, materie prime e potenziali investimenti in infrastrutture e tecnologia. Dal punto di vista infrastrutturale, India e Russia lavorano su corridoi logistici strategici come l’International North-South Transport Corridor (INSTC) e il Chennai-Vladivostok Maritime Corridor, mirati a rafforzare la connettività commerciale tra India, Russia e regioni eurasiatiche. Anche la cooperazione scientifica e tecnologica è robusta: programmi spaziali, addestramento astronautico, scambi scientifici e potenziali missioni congiunte rafforzano i legami bilaterali. Migliaia di studenti indiani studiano in Russia, mentre scambi culturali e festival promuovono la reciproca conoscenza delle arti e delle tradizioni. La base strategica della relazione si fonda su una vision comune di un nuovo ordine. Mosca ha sostenuto le ambizioni internazionali indiane, incluso il seggio permanente nel Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Nonostante la politica estera indiana di multi-allineamento, nei fatti Nuova Delhi mantiene stretti legami con regimi come Russia e Iran. Il rapporto India-Russia ha radici storiche profonde, già avviato in epoca sovietica e formalizzato nel 2000 come “partnership strategica”, elevata successivamente a “speciale e privilegiata”. La cooperazione copre energia, militare, tecnologia, cultura, e avviene anche in forum multilaterali come BRICS e Shanghai Cooperation Organization (SCO). Pur affrontando sfide legate a sanzioni, pagamenti e diversificazione delle forniture, resta uno dei pilastri della politica estera indiana e della proiezione russa in Asia.
Anche i rapporti tra Mosca e Teheran sono intensi e caratterizzati da supporto militare diretto. Il fulcro è rappresentato dal Trattato di Partenariato Strategico Comprensivo, firmato il 17 gennaio 2025 e entrato in vigore il 2 ottobre 2025, con durata ventennale fino al 2045. Il trattato disciplina cooperazione politica, sicurezza, difesa, energia, commercio, trasporti, tecnologia, cybersicurezza, intelligenza artificiale e cultura, includendo consultazioni su minacce comuni, esercitazioni congiunte e cooperazione tecnico-militare, senza prevedere clausole di difesa automatica. Questo accordo sostituisce e amplia l’Accordo sui Fondamenti delle Relazioni e della Cooperazione del 2001, inizialmente valido vent’anni e tacitamente prorogato dopo la scadenza del 2021. Accordi settoriali recenti includono intese su intelligenza artificiale, cybersicurezza, gas naturale, energia e sviluppo del Corridoio Internazionale di Trasporto Nord-Sud, una rete multimodale di collegamenti ferroviari, stradali e portuali tra Russia, Iran e India. Sul piano storico, relazioni tra Russia e Iran risalgono a trattati sovietici del 1935 e del 1940 su commercio e navigazione nel Mar Caspio. Dal punto di vista operativo, il supporto iraniano alla Russia nella guerra in Ucraina si è concretizzato con la fornitura di droni Shahed, utilizzati come munizioni volanti (“loitering munition”) per attacchi notturni contro infrastrutture civili e militari e missili balistici a corto raggio Fateh-110. L’Iran ha anche facilitato impianti di produzione di droni in Russia, come nella regione del Tatarstan, area di Yelabuga, fornendo documentazione tecnica, componenti e formazione operativa per il personale russo, consentendo la produzione interna dei droni Shahed, rinominati Geran. La Russia ha fornito piattaforme militari e supporto tecnologico, inclusi aerei da addestramento Yak-130, elicotteri d’attacco Mi-28, assistenza tecnica e cooperazione finanziaria tramite sistemi di pagamento alternativi, aggirando sanzioni occidentali. Forniture avanzate come sistemi S-400 o caccia Su-35 non si sono concretizzate entro il 2025, evidenziando limiti e priorità divergenti. Complessivamente, la cooperazione Russia-Iran nella guerra ucraina appare pragmatica e asimmetrica, con l’Iran concentrato sul supporto operativo e industriale e la Russia su piattaforme e infrastrutture strategiche.
Le relazioni diplomatiche tra Iran e India si basano sul Trattato di Amicizia del 15 marzo 1950, con successive intese economiche e commerciali, tra cui l’Accordo sul Commercio e la Cooperazione Economica del 2001. Un ruolo centrale è giocato dal porto di Chabahar, sviluppato e gestito dall’India Ports Global Limited (IPGL) tramite un contratto decennale rinnovato nel 2024. Chabahar funge da hub logistico per l’accesso a Afghanistan e Asia centrale, permettendo alle merci indiane di bypassare il Pakistan e integrarsi nei corridoi regionali, incluso l’INSTC. La cooperazione bilaterale include sistemi di pagamento alternativi, industriali (farmaceutica, prodotti agricoli, tecnologia), sicurezza regionale e antiterrorismo. La 19ᵃ Consultazione tra Foreign Office Iran-India a Nuova Delhi ha sottolineato l’importanza di rafforzare relazioni storiche e ampliare la cooperazione economica e infrastrutturale. Il collegamento ferroviario Chabahar–Zahedan integra ulteriormente la rete nazionale iraniana con corridoi internazionali. Le relazioni, pur robuste, restano influenzate dalle sanzioni e dai negoziati con gli Stati Uniti per assicurare continuità operativa e investimenti indiani in infrastrutture critiche.
L’interazione tra India, Russia e Iran costituisce una rete opportunistica, guidata da interessi contingenti. La narrativa di un “asse” funziona nel contesto della propaganda, perché, di fatto, mancano, elementi essenziali come i meccanismi di interoperabilità e obblighi di difesa reciproca. Realisticamente, oggi, questa cooperazione, per lo più, si configura come soluzione ai danni provocati dalle sanzioni e i danni dall’isolamento diplomatico, per la Russia e per l’Iran. Il triangolo India-Russia-Iran è più pragmatica che strutturale. La triangolazione tra i tre Paesi riflette dunque un strategic transactionalism, dove convergenze pragmatiche convivono con differenze di priorità, limitazioni strutturali e assenza di vincoli di difesa reciproca, in un contesto regionale multipolare e dinamico.
Simona Carucci