La settimana segnata dal ritorno di Lorenzo Insigne a Pescara si chiude con un pareggio che lascia l’amaro in bocca ai biancazzurri e certifica, ancora una volta, quanto la strada verso la salvezza sia lunga e tortuosa. All’Adriatico finisce 2-2 contro il Mantova, ma il risultato racconta solo una parte della storia: per larghi tratti, la squadra di Modesto ha sovrastato il Pescara sul piano atletico, tattico e mentale.
Un dato su tutti: senza un Desplanches monumentale, il Mantova avrebbe potuto chiudere la partita già nel primo tempo.
Il Mantova ha la targa di Francesco Modesto e si vede: una squadra riconoscibile, intensa, moderna. Il suo marchio è chiaro: pressing alto, linee corte, coraggio in ogni zona del campo.
All’Adriatico, il Mantova ha giocato con una personalità che raramente si vede in una sfida salvezza in trasferta.
Il racconto della partita
Primo tempo: Mantova dominante, Pescara salvato da Desplanches
Il Pescara parte contratto e al 5’ rischia subito grosso: errore in uscita, Marras sfiora il gol con un destro a giro. Pochi minuti dopo, Cella calcia alto da buona posizione.
I biancazzurri provano a reagire: Di Nardo sfiora il palo in contropiede, Olzer costringe Bardi a un grande intervento. Ma al 14’ arriva l’episodio che sblocca il match: rigore per il Mantova, Gravillon stende Ruocco, e al 17’ i lombardi vanno avanti.
Il Pescara traballa, il Mantova insiste, segna anche il 2-0 ma il VAR annulla per fuorigioco. Poi, dal nulla, il lampo: Caligara inventa un gol straordinario al 30’, sinistro–esterno destro e palla all’angolino. È 1-1.
Il primo tempo si chiude con un’altra parata clamorosa di Desplanches su Ruocco. Il Mantova meriterebbe il vantaggio, il Pescara ringrazia.
Secondo tempo: Mantova ancora superiore, Pescara che sopravvive
La ripresa riparte con lo stesso copione: Mantova aggressivo, Pescara in apnea.
Al 15’ Ruocco firma il 2-1, premiando l’ennesima azione costruita con intensità e coraggio. Gorgone prova a cambiare: dentro Capellini e Meazzi. Il Mantova risponde inserendo Mancuso, poi Buso e Consalves.
Il Pescara trova il 2-2 al 20’ con Olzer, ma il VAR annulla per fallo di mano. Gorgone protesta e viene espulso.
Il pareggio vero arriva al 29’: Meazzi finalizza una splendida azione con velo di Di Nardo e assist rasoterra di Gravillon. È il 2-2 che salva la serata biancazzurra.
Nel finale, ancora brividi: errore in uscita del Pescara, Mantova vicinissimo al gol. Poi gli ultimi cambi, l’ingresso di Brugman, l’uscita dell’infaticabile Di Nardo. Al 48’ Olzer non aggancia l’ultimo pallone utile. Finisce qui.
Il ritorno di Insigne ha acceso la città, riempito i social, scaldato gli animi. L’arrivo di Brugman ha aggiunto nostalgia e speranza.
Ma il campo è un giudice severo: l’entusiasmo non basta, non può bastare.
Il Pescara oggi ha mostrato limiti strutturali (i soliti), poca organizzazione e una preparazione atletica non al livello di una sua diretta concorrente.
Insigne e Brugman potranno dare qualità, esperienza, leadership. Ma a questo punto, potrebbero non bastare.
Alessio Di Carlo
